Abbiamo bisogno di più silenzio

Non sempre la cosa migliore da fare, è rispondere senza cognizioni di fatto, chiedere consigli, parlare senza ascoltare. Nel silenzio della nostra mente, ci sono infinite risorse, aprendo la porta dell’immaginazione, abbiamo la possibilità di trovare numerose soluzioni.

A volte, basta ascoltare il nostro silenzio; per riordinare le nostre idee.

Quando mi immergo nel silenzio, ho modo di riflettere, su ciò che è stato detto, ho la possibilità di riordinare tutte le informazioni. A volte mi rendo conto, che non tutte sono necessarie, non tutte meritano la stessa attenzione. La riflessione silenziosa, aiuta a dividere i nostri pensieri.

Il silenzio non è solo un’assenza di rumore, ma abita un prato, un ruscello, un’oasi. Il silenzio è Natura.

Sperimentare il silenzio, significa, individuare un tempo e uno spazio, da consacrare alla nostra conoscenza, alle nostre esigenze, alla cura del nostro Sé.

Questa forma di silenzio, è un silenzio attivo, consapevole. Sono Io, a scegliere di ritagliarmi del tempo per riossigenare la mia mente, allontanarla dal rumore, silenziarla dagli stimoli elettronici.

Trascorriamo ore nel traffico cittadino, incollati ai nostri iPhone, tornati a casa, accendiamo la tv, a volte neppure la guardiamo. Abbiamo un inspiegabile necessità di rumori, di musiche e d’immagini.

Tutto questo succede, perché ci sentiamo soli, perché non siamo più abituati a condividere del tempo con noi stessi. È come se avessimo paura del silenzio, per l’appunto il silenzio a questo compito: parla. Il silenzio, se saputo ascoltare, ci dice: chi siamo a fine giornata.

Quella frenesia di tenerci, occupati in qualche modo, evitare il silenzio, chattare su WhatApp, ascoltare musica, accendere la radio, è il modo per fuggire a noi stessi. È come se avessimo paura di conoscerci.

A tal proposito vi rendo partecipi, di una mia riflessione più ampia, che ho sintetizzato attraverso queste righe:

Ho bisogno del silenzio

per riordinare le mie idee

per assorbire meglio le tue parole,

per farle mie: prima di dire, prima di fare, prima di sbagliare.

Sfrutto il silenzio

per sbarazzarmi dell’assordante volume

del tuo blaterare.

Utilizzo il silenzio, per comunicare, scrivere e scolpire il mio dissenso.

Se non resta altro,

mi avvalgo del mio silenzio.

La sfida più grande, oggi, è quella di stare bene con sé stessi. Per questo motivo è importante far entrare il silenzio nelle nostre vite. Sbarazzarsi dell’assordante volume, significa difendersi. Assumere una momentanea posizione di distacco dal mondo esterno, è fondamentale, perché mi permette riordinare le mie idee, ma allo stesso tempo ascoltare anche le Tue. Questa modalità mi induce a riprendere alcune riflessioni lasciate, sospese o mai aperte. Il filosofo Martin Heidegger sosteneva che il mondo scompare nel momento in cui ci entri dentro. È quello che succede a me: quando mi avvalgo del mio silenzio, se non resta altro.

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Francesco Sassano

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