Affari di cuore: il tradimento è una tortura emotiva

Chi ha sperimentato il tradimento, chi ha vissuto i panni del tradito, chi ha scoperto l’infedeltà del proprio partner tante volte vive una vera e tortura emotiva. L’infedeltà aggredisce un bisogno umano primario, quello di sentirsi unici per un altro essere umano, di conseguenza risveglia angosce primordiali sull’essere abbandonati. Da che parte si schiera la Società? A chi dà ragione? Di chi è la colpa? Partiamo da un presupposto, l’infedeltà può provocare un vasto numero di reazioni negative: rabbia, rancore, disprezzo di sé, vergogna, gelosia, tristezza e sensi di colpa.

Essere abbandonati non piace a nessuno. Il tradimento è una vera e propria tortura emotiva, in quel caso viviamo un opprimente caos emotivo, un sentimento d’impotenza. Ogni caso è a sé non è questa la sede per elencarli tutti. Il problema a mio avviso è capire dopo il panico iniziale cosa è giusto fare dopo.  C’è chi perde peso, chi resta turbato e si chiude nel proprio guscio, chi si tortura con i sensi di colpa. Nora Ephron in Affari di cuore, scrive: “L’infedeltà è di per sé una quisquilia rispetto al danno cerebrale che subiamo quando un intero pezzo della nostra vita si dimostra completamente diverso da quello che pensavamo”. La nostra società tende a fare differenze di genere, il tradimento maschile secondo certi luoghi comuni è diverso da quello femminile. Il tradimento dell’Uomo è spesso mitigato dal senso comune che gli uomini dissociano più facilmente il sesso dall’amore. Ma al di là, di ciò, io penso che quando scopriamo di essere traditi indipendentemente dalle ragioni, viviamo un forte senso di impotenza. Molti ritengono che aver spezzato il vincolo della monogamia sia un filo rosso insuperabile, da non poter perdonare.

 Le prime reazioni, a caldo, sono quelle di evitare il confronto, sbattere il proprio partner fuori casa, voler controllare gli estratti conti, capire dove, come e quando, frugare nel pc , hackerare lo smartphone. Insomma, sono mille le reazioni.  Forse il miglior consiglio in queste occasioni, e non fare nulla che un giorno potremmo rimpiangere.

Torniamo alla prima domanda: Da che parte si schiera la Società? La Società tollera, e, in alcuni casi giustifica una reazione esplosiva da parte del coniuge tradito. La rabbia è una delle emozioni più difficili da controllare, in certi contesti sociali, la rabbia si amplifica perché ci sono dei condizionamenti così potenti come: la paura di sentirsi giudicati, la vergogna, il senso di colpa ed il profondo dolore di essere stati abbandonati. I condizionamenti sociali, rappresentano un fattore esplosivo. Si va oltre quello che è stato, oltre il rapporto di coppia, in alcuni casi specifici rappresentano la miccia della vendetta. C’è quell’impareggiabile desiderio di far tornare i conti e ripristinare un senso di giustizia, lenire la nostra rabbia con la vendetta. La rabbia si trasforma in violenza fisica o verbale, per ferire la persona che professiamo d’amare. La vendetta offre una sensazione di benessere a breve termine. La vendetta nasce dall’illusione che ognuno può possedere un altro essere umano. Scrive Francesco Bacone nel suo saggio “Della vendetta” (1625). “Certo, nel vendicarsi l’uomo pareggia i conti con il suo nemico, ma passandovi sopra è superiore”.

Un bisogno ossessivo di pareggiare i conti finisce di avvelenare una situazione già precaria, c’è l’idea errata, come ho scritto sopra in parte tollerata anche dalla nostra società, che in quanto vittime abbiamo diritto alla vendetta. Un atteggiamento del genere, rischia di condonare gli innumerevoli atti di violenza domestica, che sono quelli più evidenti, eclatanti e sanguinari. Ci sono anche vendette più sottili, che, si reggono sul ricatto. Il ricatto, di chi dice: “Se esci dalla mia vita non vedi più tuo figlio”.  Infondo, l’amore può finire. Ma cosa c’entrano i bambini!

Detto ciò, un tradimento può generare svariate forme di vendetta, non conosce genere. Rispondiamo, all’ultima domanda: di chi è la colpa? Chi tradisce è sempre il colpevole, almeno all’interno della nostra società, il fedifrago sarà denigrato da parenti, amici e dall’intera comunità.

Cercare un unico colpevole è la cosa più facile, piuttosto che analizzare nel complesso il fallimento del sogno romantico. Infondo, ci vuole molto coraggio e senso di responsabilità per comprendere le fragilità umane, e, mettere in discussione anche il nostro comportamento. Chi commette il peccato dell’infedeltà non avrà alcun tipo di comprensione. C’è poca empatia, nei casi di infedeltà. Continuiamo a vedere le cose, in termini di bianco e nero. Non abbiamo la stessa comprensione come quando si cade in altri casi di fragilità come la droga, alcol o depressione. Ci sono solo buoni e cattivi. Ma ragionare così, alla lunga fa molto male. La verità è che l’infedeltà non è un monolite. Succede per milioni di motivi. Per questo è sbagliato non provare tolleranza.

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Francesco Sassano

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