Aradia e la sua arpa: miti del Cilento e Costellazioni Familiari
Antonietta Loredana Di Sessa, in arte Aradia è un’arpista, vive in un piccolo borgo nel cuore del Cilento Antico.
Quando la musica ti aiuta a riconoscere le tue radici
In tutte le società e culture la musica è stata apprezzata per i suoi effetti benefici nella vita dei suoi abitanti. Nell’antica Grecia, Apollo era considerato il Dio della medicina e della musica. Il Cilento ancora oggi conserva una propria identità musicale fatta di suoni e canti popolari. Aradia ne è portavoce, accompagnata dalla sua inseparabile arpa cerca di tramandare le antiche radici musicali della sua terra. Dovete sapere che il Cilento è una terra affascinante, ricca di misteri e leggende che per millenni hanno ispirato: poeti, cantori e janare.
Aradia, è ripartita dalla terra dei suoi avi per riscoprire sé stessa dopo un tempo fatto di salite e discese per avvicinarsi spiritualmente ai suoi antenati. Antonietta, da tutti conosciuta come Ardaia, non si è arresa ed ha respinto con forza le mode del momento e l’omologazione dei suoni. Con coraggio ha abbracciato la sua arpa per rivivere sensazioni e musicalità perdute nei boschi del Cilento. La sua voce rimbomba trai ginepri rossi ed i pini d’Aleppo, le vibrazioni della sua arpa magica allietano gli ulivi prima della raccolta di settembre, i suoi sandali calpestano le foglie dei tigli mentre i suoi canti potenti e rievocativi mettono d’accordo i frassini ed i castagni che inverdiscono l’immensa macchia mediterranea del Parco del Cilento.
Aradia e le Costellazioni Familiari
Aradia con il suono della sua arpa prova a riconoscere ed onorare il passato. La relazione per ciò che l’ha preceduta abbinato al legame per la sua terra aveva bisogno di risposte più profonde: per questo motivo da due anni si è avvicinata al mondo delle Costellazioni Familiari. Oggi, Aradia è in fase di formazione, studia e approfondisce le metodologie elaborate dal tedesco Bert Hellinger, psicologo e scrittore, ideatore del metodo delle Costellazioni Familiari. Secondo lo psicologo tedesco: “Solo l’amore scioglie”. Aradia ha fatto sua questa massima, non a caso per Antonietta, ognuno di noi possiede una personalissima musicalità interiore il segreto sta nello scoprire con la forza dell’amore il proprio suono personale.
Chi è? Antonietta Loredana Di Sessa in arte ARADIA
Buongiorno Antonietta, per tutti artisticamente parlando sei Aradia. Per caso la scelta del tuo nome d’arte è collegato alla Strega Santa, nata il 13 agosto del 1313?
Si, la scelta del mio nome è collegata alla Strega Santa, è stato un richiamo molto potente per me quando il suo nome è arrivato all’improvviso, “per caso”, con lei si sono aperte le porte del mio regno interiore ed è iniziato in maniera consapevole quello che io definisco essere il mio “Viaggio di Ritorno”. Ogni volta che pronuncio il suo nome, che parlo di lei, è un atto d’amore verso me stessa, è la mia Guida. Sono stata io a chiamare lei o lei a chiamare me? Le parole hanno un grande potere vibrazionale, creano. Il richiamo di Aradia è un ascolto nuovo verso la vita, verso le persone che ci circondano, verso sé stessi, è una spinta d’amore verso ciò che si trova oltre, un richiamo continuo e costante verso l’Ascolto, il Suono, la Meraviglia e l’Incanto che esiste tra le forme di vita, verso la Natura, verso la preziosità, dell’Essere in ogni sua forma. Aradia è molto più di una storia mitica, è uno spirito potente che vive in ogni cosa e ci ricorda che la nostra vita è un’esperienza e un dono meraviglioso. Durante le mie performance come musicista porto con me il suo nome, la sua forza, la sua dolcezza, la sua grande intensità, con immensa gratitudine.
Sei un’arpista. L’arpa è uno strumento antico, le prime arpe conosciute sono riconducibili all’antico Egitto. Da dove nasce l’amore per la musica? Come mai tra i tanti strumenti hai scelto di studiare proprio l’arpa?
Hai colto nel segno! Il mio legame con gli egizi è molto forte, anche questo l’ho scoperto “per caso”. Come con Aradia, anche l’incontro con l’arpa è stato un richiamo antico. È stata lei a scegliere me o io a scegliere lei? Quello che ho compreso oggi è che vive con me da sempre, è un rapporto animico molto potente. Da piccola cantavo nel bosco dove sono cresciuta, poi ho ricevuto una formazione musicale in Conservatorio e ora sono tornata bambina, riscoprendo le mie radici ho attraversato e attraverso strati e strati di strutture preimpostate e nella semplicità trovo la gioia di Essere; non occorrono tante parole o tanti suoni per esprimere un canto, per creare. Perché uno strumento così “insolito”? Mi viene chiesto molto spesso ed io ogni volta rispondo con un’altra domanda: “Vi siete mai chiesti perchè l’arpa è uno strumento che affascina? Le sue forme, il suono, ci incanta. Perchè? Cosa muove dentro di noi? Cosa ci richiama? “E cosi’ ognuno per sé può incominciare il suo viaggio, sentire e trovare le proprie risposte. Per me il canto dell’arpa è il mio canto, è questo l’in-canto. Mi permette di raggiungere il cielo con il suo suono cristallino unito alla profondità della voce che mi connette alla terra, è un tramite per me, una traghettatrice tra i mondi, infatti la sua forma richiama quella di un’imbarcazione e allo stesso tempo un arco da caccia, è la mia compagna di viaggio.
Vivi nel cuore del Cilento Antico. Durante le nostre conversazioni telefoniche ho percepito il tuo legame indissolubile con tua terra d’origine. Posso sbilanciarmi nel dire che senza il Cilento non sarebbe nata Aradia? Mi puoi descrive il tuo legame con il territorio, con i suoi miti e tradizioni?
Il Cilento è una terra magica, ricca di tradizioni, ci parla del culto della Grande Madre che si incontra con le tradizioni delle Madonne, sono presenti diversi dolmen legati al culto della fertilità in diversi luoghi sacri specifici dove poi sono state costruite le chiese. Abbiamo una storia ricca di diversi popoli che hanno depositato il loro antico sapere in questa terra, tra cui i greci, i longobardi e allo stesso tempo sono presenti le memorie di eventi tragici come le persecuzioni alle streghe, storie di brigantaggio, guerre e violenza che hanno lasciato un profondo dolore antico, trasmutato in paura e diffidenza. Noi siamo tutto questo, il legame con la terra di appartenenza è molto potente perchè ci rende quello che siamo, sono le memorie presenti nel sistema dell’ambiente in cui siamo nati che noi portiamo nel nostro profondo. Questo è il richiamo di cui ti parlavo, noi siamo abituati a considerare la realtà che ci circonda quasi con distacco, guardandola dall’esterno, noi siamo la nostra realtà e quello che vediamo, viviamo e manifestiamo di noi stessi.
Il tuo immenso amore per la natura, ti conduce a suonare la tua magica arpa nei boschi del Cilento. Deve essere un’esperienza spirituale molto intensa e profonda. Conduci laboratori musicali in presenza? Hai in programma eventi o escursioni sul territorio accompagnati dal suono della tua arpa?
Suonare l’arpa a contatto diretto con la natura è un’esperienza meravigliosa che mi conduce a quella semplicità di cui ti parlavo prima, a quella leggerezza e allo stesso tempo grande intensità. È bello condividere questa esperienza con chi ne ha voglia. Incontrandoci durante i “trekking sonori” o ad eventi a cui mi capita di partecipare. Il 21 giugno al solstizio d’estate parteciperò ad un intensivo di tre giorni a Felitto, in Cilento, al fiume Calore, dove ci sarà la possibilità di svolgere anche ad altre attività, inoltre c’è in programma una collaborazione nell’ambito di un progetto che si sta creando in Cilento in cui diverse pratiche si uniscono al suono in una sinergia di persone che vivono qui e si riuniscono ciascuno con i propri talenti, dando voce all’energia di questa terra. È una gioia per me partecipare ad eventi nella mia terra di origine perchè è come se concretizzasse la mia presenza qui. Quotidianamente ricevo su appuntamento nella mia casa nel bosco, praticando le Costellazioni Familiari unite ai canti e al suono vibrazionale sul corpo in una pratica di canalizzazione. I miei strumenti sono la voce, l’arpa, il tamburo, le campane in cristallo di silicio e piccoli strumenti del bosco.
Dato che il mio Blog, tratta tematiche di Crescita Personale. Ti chiedo: per te cosa significa “ascoltare la propria musica interiore”?
Ognuno di noi possiede un canto, la sua melodia, è come un codice. Nel nostro DNA ci sono circa 23 mila spartiti musicali, il genoma umano suona come una polifonia, siamo fatti di suono. Ecco perché ascoltare il nostro canto significa ascoltare noi stessi, oggi ci viene spiegato anche dalla scienza. La musica del genoma ci spiega che in termini biologici siamo musicalmente definibili come melodia a più voci.
Bert Hellinger, missionario e psicanalista tedesco, scoprì il metodo delle Costellazioni Familiari studiando le antiche usanze delle popolazioni primitive in Brasile ed Australia. Bert Hellinger scoprì che tali popolazioni avevano un’usanza in comune: quella di sedersi in cerchio al fine di creare un campo energetico da poter utilizzare per determinati rituali. Dai tuoi studi antropologici anche in Cilento sono riscontrabili documentazioni, storie e leggende simili?
Certo. In Cilento si frequentava molto la piazza, che era un luogo di incontro dove si interagiva in maniera costante. Mia nonna, come altre donne antiche del mio paese di origine, Trentinara, usava vivere con la “mezza porta” da cui poteva osservare cosa accadeva in piazza anche quando stava in casa, partecipando in maniera costante a ciò che avveniva nella comunità. A volte capitava che ci fosse qualcuno che aveva preso uno spavento e lo si portava a “ngarmare” da una donna conosciuta in paese che, attraverso pratiche che le erano state tramandate, riusciva a calmarlo. Oppure si parlava di problematiche all’interno delle famiglie, c’era un grande senso di appartenenza alla comunità.
Da quanto tempo ti sei avvicinata al mondo delle Costellazioni Familiari? Dove ti sei formata? Ci descrivi il tuo metodo di lavoro?
Quello delle Costellazioni Familiari è stato un altro richiamo in un periodo per me di grande difficoltà, grazie al quale è cambiata completamente la mia visione della vita e di me stessa. Da qui ho iniziato questo meraviglioso percorso di formazione con Maria Teresa Di Francesco, a cui sono profondamente grata. Con le Costellazioni Familiari avviene un cambiamento immediato, questa è stata la caratteristica che più mi ha colpita e la sacralità di incontrare se’ stessi attraverso gli Antenati. Il metodo che utilizzo è quello di Hellinger unito al canto empatico emozionale, dove sono già contenute le risposte alle domande, sotto forma di messaggi in diverse lingue, in un contatto profondo con l’altro.
Per avvicinarti alle persone, per conoscere il loro campo energetico utilizzi anche la tua musica?
E’ un ascolto che faccio in un contatto profondo con le persone, entro “nella loro melodia” e la rendo manifesta, udibile. Molte volte può causare disagio, può essere “disturbante” perchè si ascolta ciò che non si vuole ascoltare. Laddove siamo bloccati, dove sentiamo maggiore “fastidio” si concentra il nostro potenziale. Con la volontà di ascoltare e di accogliere inizia il viaggio verso la leggerezza. Le musiche non appartengono a me, sono presenti già in un campo di informazioni, o se vogliamo, vengono da “lontano”. Sono canti che nella tradizione sciamanica dell’Amazzonia si chiamano “icaros” tradotto in portoghese.
Come ben sai all’interno del mio Blog puoi trovare una serie di articoli dedicati al mondo dei libri. Inevitabilmente, ti chiedo: hai in mente di scrivere un’autobiografia della tua vita?
Ho iniziato a scrivere l’autobiografia della mia vita per condividere la mia esperienza, rispetto a cos’è stata per me la mia vita. Posso dire che la vivo come un film di cui io sono la regista e in ogni momento scelgo e creo la mia realtà lasciandomi guidare da quello che arriva, con la meraviglia e l’incanto di tutto quello che accade. E’ questo il messaggio che voglio comunicare attraverso la mia autobiografia, che la nostra vita è un dono prezioso, un’esperienza che ci permette di tornare a “Casa”.
Prima di salutarci, mi puoi dare una breve anticipazione dei tuoi progetti futuri?
Il mio prossimo progetto è un viaggio in Australia, in un ritiro sciamanico in foresta. In primavera inizierà la mia collaborazione con la Spa Approdo Resort Thalasso di S.Marco di Castellabate, al solstizio d’estate sarò a Felitto alle Gole del Calore. Nel mio quotidiano vivo in una casa nel bosco nel cuore del Cilento Antico, accolgo le persone in incontri individuali su appuntamento, per chi ha la Volontà di Ascoltare.