Babbo Natale esiste allo stesso modo in cui esistono amore, generosità e devozione

Quante volte da bambini ci siamo chiesti: Babbo Natale esiste? Quel ricordo è dentro di noi. La memoria del cuore ci consente di visualizzare quei momenti di vita gioiosi, che coincidevano con la chiusura delle scuole e la conta alla rovescia in attesa dell’arrivo di Babbo Natale.

E così succede che all’improvviso la cassetta della nostra memoria s’illumina, come le luminarie di Salerno, come le luci sull’Albero di Natale, o come le lucine abilmente posizionate per ravvivare il Presepe. Tra i tanti ricordi, ce ne sono alcuni che ci appartengono più degli altri, e, che nessuno ha voglia di dimenticare.

Ripenso al momento della cosiddetta attesa di Babbo Natale, quando tutti i bambini studiano le strategie più bizzarre per incontrarlo. C’è chi lo attende sveglio, tutta la notte. Chi sonnecchia ed ogni tanto va a controllare se i regali sotto l’albero sono stati depositati oppure no. Ricordo, le conversazioni con gli amichetti all’asilo, c’era chi sosteneva la sua esistenza e chi invece era venuto a sapere da un fratello maggiore, che Babbo Natale era solo un’invenzione.

E poi come sempre spunta immancabile compagno di banco quello che non crede mai a niente, e che già a 4 anni, ha smesso di sognare. E prima delle feste ti dice: “Babbo Natale, non esiste. Sono mamma e papà a comprare i regali”.

Oggi quei bambini, siamo noi, uomini e donne adulti. Molti si svegliano al mattino, accendono la tv e sentono parlare solo di crisi economiche, femminicidi e notizie di guerra. In un periodo così buio, torna il Natale. È tempo di ricordi e riflessioni. C’è chi ha scelto, di rintanarsi come una lumachina nel suo guscio. Purtroppo, tanti, hanno perso l’entusiasmo di un tempo. Osservano il tutto con occhi disincantati a tratti indifferenti. Non credono più nella politica, nelle istituzioni, o più semplicemente hanno smesso di credere.  

Come scrisse la scrittrice e umorista, Erma Bombeck: “Non c’è niente di più triste che svegliarsi la mattina di Natale e scoprire di non essere un bambino.” Per questo motivo, ho deciso di recuperare una bella storia, che ci permetterà di tornare almeno per qualche secondo bambini.

Nel 1897 una bambina di nome Virginia, scrisse al New York Sun dicendo che i suoi amici le avevano detto che Babbo Natale era un’invenzione degli adulti. Perciò, la piccola Virginia, decise di scrivere una lettera, chiedendo al giornale di dire la verità.

Il giornalista Francis Pharcellus Church, scrisse una risposta memorabile. Rispose a Virginia, con queste parole: “Cara Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono vittime dello scetticismo dei nostri scettici tempi. Credono solo alle cose che vedono. Eppure, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste allo stesso modo in cui esistono l’amore, la generosità, la devozione. E tu sai che queste cose esistono, abbondano, e sono le cose che danno alla tua vita la sua bellezza e la sua gioia. Perchè le cose più reali sono quelle che né i bambini né i grandi riescono a vedere”.

La risposta del giornalista del New York Sun all’epoca servì in primis a dare delle conferme a Virginia ma anche a risvegliare il bambino che è presente in ogni adulto. Infondo tocca a Noi far rivivere Babbo Natale nell’amore, e nella ricerca dell’essenziale, perché una volta adulti la sua presenza purtroppo non riusciremo più a vederla con i nostri occhi ma se saremo bravi, avremo la possibilità di farlo rivivere nella generosità dei nostri gesti.

Francesco Sassano

Francesco Sassano

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