Buoni pensieri e buone azioni: le nostre azioni portano la nostra firma

Le nostre azioni portano la nostra firma. Come un quadro di Picasso, giù in basso è accompagnato dalla celebre firma del pittore spagnolo, così le tue azioni, esprimono “chi sei”. Una tela di Picasso, è riconoscibile, per le sue figure geometriche per i suoi colori intensi così come le tue azioni esprimono “chi sei”. Sei quello che pensi, ogni tua azione, è espressione della tua rabbia, della tua benevolenza, della tua comprensione, gioia o altro. È proprio vero, ciò che pensa Thich Nhat Hanh, quando scrive: “Il pensiero è alla base di parole e azioni. Noi trasmettiamo ai bambini e al mondo, ovvero al futuro, pensieri, parole e azioni che definiamo karma”. Siamo buoni padri, siamo buone madri, quando riusciamo a trasmettere buoni esempi. E tutto questo, lo puoi fare soltanto, producendo il binomio: buoni pensieri e buone azioni.

L’armonia, genitori/figli, si costruisce in modo quotidiano, equilibrato e armonioso evitando ricatti. Ieri, ho sentito una mamma dire, al proprio figlio: “Se non mangi niente gelato!”. Esempio, può sembrare banale. Ma usare il cibo come mezzo di ricatto, significa mettere il bambino in una condizione d’obbligo. Il cibo nutre il corpo, interiore ed esteriore. Se quel gelato, è mangiato con rabbia, frustrazione nutrirà sentimenti affini.  È di fondamentale importanza, allenare la nostra benevolenza, cercando di interrompere la catena del si è sempre fatto così.

Quando corriamo, quando lavoriamo, quando cuciniamo, e pensiamo, siamo anche il nostro passato. Siamo i nostri antenati, i nostri nonni, ed i nostri genitori. Tanti nostri pensieri, li abbiamo ereditati, altri li abbiamo fatti nostri attraverso la nostra crescita umana: culturale, spirituale, e di vita. 

Più semplicemente, voglio dire che non siamo un Sè separato, siamo connessi ai nostri antenati, a tutti gli esseri umani e viventi che sono venuti al Mondo prima di noi. Tuo nonno, tua nonna, tua madre, tuo padre, viaggiano con te. Alcuni semi sono stati piantati, e ti appartengono, identificano la tua essenza, i tuoi pensieri. Molte tendenze le hai ereditate, nel bene e nel male: energia dell’abitudine, ti porta a dire e fare ciò che hai ereditato. La madre, che severamente, dice al suo bambino: “Se non mangi niente gelato!” è la donna che da bambina non ha ricevuto il suo gelato, fragola e limone.

Solo se ci pensi sopra, solo se assumi un minimo di consapevolezza su quello che pensi e fai, puoi uscire dal vicolo cieco dell’abitudine. Solo così puoi riconoscere che anche i nostri genitori, i nostri nonni, in alcuni occasioni hanno risposto debolmente. Se ne prendi coscienza, smetti di recriminare, sorridi ai tuoi limiti, e alle tue assurde abitudini.

E a partire da oggi, cambi registro, ti offri l’opportunità di interrompere quella catena d’abitudini e agisci in modo diverso. Thich Nhat Hanh, in “Fare pace con se stessi” si esprime così: “Grazie alla consapevolezza, abbiamo l’opportunità di agire in modo diverso. Possiamo porre fine al ciclo della sofferenza proprio adesso. Forse in passato incolpavamo noi stessi, quando ci accorgevamo di avere fatto qualcosa senza averne l’intenzione, sull’onda di un’abitudine ereditaria. Ognuno di noi vedeva se stesso come un individuo a sé stante, un “io” isolato, pieno di difetti, ma, grazie alla consapevolezza, possiamo cominciare a trasformare e a lasciare andare le energie dell’abitudine”.

Infondo, a pensarci bene: una volta che siamo consapevoli, dei nostri atti, possiamo capire se sono benefici o no, e se non lo sono possiamo scegliere di non ripeterli più.

Picture of Francesco Sassano

Francesco Sassano

Tabella dei Contenuti