Cercate prove invece di pensieri

Lo sapete che i nostri pensieri tante volte ci tirano brutti scherzi, la nostra visione del mondo tante volte è plasmata da false convinzioni. Non a caso uno dei maggiori storici e saggisti mondiali, Yuval Noah  Harari, scrive:  “Il mondo sta diventando sempre più complesso, e la gente non riesce proprio a comprendere quanto sia all’oscuro di quello che sta accadendo”.

Come ho già avuto modo di scrivere in un mio precedente articolo, intitolato “Illusione della conoscenza”: il segreto del nostro successo evolutivo è che siamo immersi in un mondo lì dove la conoscenza è ovunque intorno a noi ma il più delle volte non siamo consapevoli della nostra ignoranza, siamo soliti credere più ai nostri pensieri che alla realtà.

Confondiamo le nostre opinioni con i fatti, le nostre intenzioni con le azioni e i desideri con la realtà. Forse, sarebbe più saggio ricercare prove e fatti prima di essere così sicuri di esprimere un’opinione su eventi, gruppi sociali o persone. Ti coinvolgo in prima persona nel mio ragionamento, prova a riflettere: quante volte le opinioni negative di genitori, parenti, insegnanti o amici hanno condizionato la tua vita? Mamma o papà, professori, zii, nonni, colleghi, conoscenti, si ritengono in diritto di esprimere liberamente pareri sul tuo conto. È alquanto naturale, che gli adulti, provino a fornire le istruzioni per un corretto sviluppo educativo ma ciò non vuol dire che loro opinioni siano sempre veritiere o in linea con le tue attitudini o aspettative. Se poi le opinioni si trasformano in giudizi, allora hai tutto il diritto di ignorare ciò che dicono sul tuo conto. Per questo motivo ti invito a non credere a tutto quello che dicono su di te.

Effetto del falso consenso

Spesso diamo più credito alle opinioni che ai fatti. Tante volte ci costruiamo dei pareri che non hanno alcuna base oggettiva. Uno degli errori che mi preoccupa di più è l’effetto del falso consenso.

Molte volte ci capita di avere opinioni distorte, ci sono delle volte in cui corriamo il rischio di sopravvalutare il nostro pensiero, riteniamo il nostro parere alquanto diffuso nel resto della popolazione più di quanto è in realtà: si chiama appunto “effetto del falso consenso” e lo si può riscontrare soprattutto sui social network.

Molte volte non ci rendiamo conto che i social sono completamente scollegati dalla realtà, scegliamo i gruppi da seguire ed i nostri amici quanto più sono affini ai nostri pensieri comuni. Se siamo di destra non abbiamo amici di sinistra. Se siamo animalisti non abbiamo amici dediti alla caccia. Se siamo sportivi non entriamo al Mc Donald’s. In sostanza, quanto meno siamo aperti al confronto con l’Altro tanto più ci convinceremo che la nostra opinione sia molto più diffusa di quanto è in realtà. Forse il miglior modo per farsi un’opinione è quella di confrontare più fonti cercando di osservare la realtà da più angolazioni. I dati sono fondamentali, costituiscono la base di tutto. Ebbene sapere che quando ti affidi completamente alle tue sensazioni, corri il rischio d’andare fuori strada. La cosa migliore da fare è decidere sempre in base a delle prove, allo studio dei dati prima di fornire o esprimere un’opinione su eventi o situazioni

I dati non sono tutti uguali

Così come abbiamo centinaia di informazioni da selezionare, leggere o cestinare così oggigiorno il web ci fornisce una serie infinita di dati da analizzare. I dati non sono tutti uguali, ce ne sono di più e meno affidabili. Il rischio è di affidarsi ai dati sbagliati, e di pervenire a conclusioni errate.

Molte volte prima di compiere delle scelte, ci affidiamo completamente alle nostre impressioni.

A volte perché non siamo coscienti che ci sono dei dati, e per pigrizia o altri motivi li ignoriamo, oppure perché non sappiamo come acquisirli o reperirli.

Come ho sottolineato, spesso il problema, e che tante volte abbiamo dei dati ma non sono buoni.

A mio avviso è sempre meglio considerare due aspetti. Il primo è che è sempre buono avere dati su cui basare le proprie decisioni. In caso contrario non disperare: impegnati piuttosto a cercarli. Il secondo è che bisogna assicurarsi che quei dati siano affidabili, rappresentativi e validi.

Allo stesso tempo è utile ricordare che non tutto è controllabile e prevedibile, ci sono eventi e situazioni improvvise e solo un bel giorno quando tutto è passato ci renderemo conto che tutto quello che abbiamo pensato e potuto forse non era tutto vero e vantaggioso ma in quel momento storico era l’unica soluzione che siamo riusciti a mettere in pratica.

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Francesco Sassano

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