Che cos’è il talento?

Prima di tutto il concetto di talento va slegato da quello di genio. Molte volte i due termini sono confusi.  Genio e talento sono due entità differenti e divise che raramente coincidono nella stessa persona.

Un talento è qualcosa che ti riesce semplice fare e molte volte può essere abbinato alla tua vocazione personale.

L’ossessione per il talento provoca moltissimi sensi di colpa nelle persone che sentono di non averne. La società dei consumi ci induce a credere che una vita ricca di soddisfazioni e successo si basi sull’idea di possedere o meno dei talenti. L’idea che una vita che ha senso sia sempre basata sui talenti è una colossale suggestione collettiva, che non ha alcun collegamento con la realtà.

Maura Gancitano, nel saggio “Prendila con Filosofia” ci spiega: “La suggestione collettiva nasce dall’aver confuso lo strumento con lo scopo: i talenti sono strumenti che possono permetterti di esprimerti, di percorrere la strada, ma non vanno confusi con la  vocazione. Il talento può essere coltivato, potenziato, abbandonato, tradito, ma rimane sempre uno strumento, che quindi può essere sia liberatorio sia limitante”.

Il talento può essere un moltiplicatore di felicità ma anche d’infelicità soprattutto quando la convivenza con le nostre doti è mal vissuta. Basti ricordare le tante storie di talenti tristi: sportivi, poeti, musicisti, attori, gente comune.

Per questo è fondamentale rovesciare il paradigma dominante, e riconsiderare i talenti come degli strumenti utili a facilitare il percorso della nostra vita, ma non sono il percorso.

Talento e vocazione personale

Cosa voglio dire?  Nella vita il tuo talento, la tua propensione nel fare una qualunque cosa potrebbe facilitarti nel raggiungere la tua vocazione personale. La cosa migliore che puoi fare è mettere al servizio i tuoi talenti per riuscire a compiere il tuo percorso di fioritura personale in modo più semplice.

Nella vita alla lunga meglio seguire la propria vocazione, questo vorrà dire fare anche delle scelte folli che gli altri non capiranno, significa disegnare il tuo percorso, non seguire una strada retta e lineare che ti porta a puntare tutto sul talento, mettendo da parte parti te, le tue emozioni e il tuo sentire interiore. Secondo un’ottica aziendalistica, rinunciare ad un tuo talento, significa rinunciare ad un capitale da investire, ma al contrario a mio avviso può anche avere un senso riconoscere che in quel preciso momento quello strumento non è utile per la tua vita perché non rispecchia il tuo modo di essere più profondo.

Ricordati ci sarà sempre un genitore, un insegnante, la società tutta a ricordarti di utilizzare il tuo talento in modo razionale e lineare la domanda sarà sempre la solita: che talento hai?  Stai attento, se lo strumento diventa il fine, può diventare anche di intralcio al tuo percorso di fioritura personale.

Sono d’accordo con Maura Gancitano, quando dice: “Può renderti dipendente dal bisogno di approvazione,di riconoscimento, dalla reputazione, dalle dinamiche lavorative, e può renderti una persona ossessiva se ti porta a cercare l’approvazione e il successo, e non il senso”.

Picture of Francesco Sassano

Francesco Sassano

Tabella dei Contenuti