Chi è l’Altro? Se esiste solo il tuo Io difficilmente amerai il tuo prossimo
L’Altro può essere simile o diverso da te, può essere allo stesso tempo il migrante che prova ad attraversare il Mediterraneo così come un tuo amico o fratello.
Le interazioni sociali rappresentano una possibilità di cont-tatto ma poi è la nostra capacità empatica a determinare tutto il resto. L’indagine introspettiva ti aiuta a non essere distaccato ma tocca a te potenziare la tua vicinanza emotiva collegandoti al Mondo esterno ma soprattutto alla gente che lo vive.
Il continuo interrogarsi è faticoso ma vantaggioso, torna utile ogniqualvolta scegliamo di ascoltare, ripensare e confinare gli infiniti Io che popolano il nostro essere.
L’errore più comune di questi tempi è quando si sceglie di vivere rinchiusi nella propria città interiore, di specie, di genere o di ceto anche perché isolamento non porta mai a nulla di buono, generalmente produce paure. Lo stare dentro la propria roccaforte, ti porta a pensare che hai sempre ragione tu. Ti induce a credere che sei l’unico depositario di chissà quali verità nascoste. Tanto lo sai bene la tua verità può non essere la mia. Meglio parlare delle varie colorazioni della verità: politiche, ideologiche o religiose. Il problema maggiore, è quando queste posizioni diventano i mattoni delle nostre rigide teorie e convinzioni. E su queste basi, edifichiamo i nostri grattacieli. Non è detto che più alta è la vista, migliore è la percezione. Purtroppo sempre più spesso, ci rinchiudiamo nei nostri open space e continuiamo a raccontarci: io sono, io faccio, io voglio.
Il risultato:
Salire di piano crea solo più distanze da chi vive al piano terra. Scalino dopo scalino il distacco aumenta, le nostre orecchie non percepiscono più i suoni che provengono dal basso ed i nostri occhi non riescono ad individuare altri orizzonti.
In conclusione:
Così finiamo per essere paralazzati dal nostro unico punto di vista : “io sono”, “io faccio”, “io voglio”.