Ci sono svariate forme di tradimento, ma continuiamo a stigmatizzare solo infedeltà

Ogni giorno senza rendercene conto tradiamo regolarmente il nostro partner. In che modo? Violando la sua fiducia, mentendo, prendendo decisioni unilaterali, pensando solo a noi stessi, spendendo i soldi del nostro conto comune per viaggi e borse firmate, chattando con sconosciuti, e la lista è lunga e potrei continuare. Sono o non sono forme di tradimento? Siamo tolleranti in un certo qual senso, a queste forme di tradimento, comprendiamo le umane debolezze fino a quando non tocchiamo il tasto dell’infedeltà.  Puoi avere qualunque comportamento problematico, dal bere o giocare d’azzardo, su tutto è possibile passare sopra tranne sull’infedeltà sessuale. Lì non se ne discute, la tolleranza è pari a zero. Eppure se mi alcolizzo, mi drogo o gioco i miei soldi alla SNAI.  Forse, ho più probabilità d’avere una maggiore comprensione dalla mia donna e dalla nostra comunità di riferimento. “Se nostro marito trascorre parecchio tempo a guardare lo sport, ci trascura, si addormenta davanti alla televisione, dimostra poco affetto e si dedica a cause al di fuori della famiglia è normale e a posto, ma se una volta a settimana si trova per qualche piacevole attività sessuale in modo responsabile, così come possiamo fare noi, lo vediamo con sdegno e derisione, perché?” si lamenta una madre sul forum Mumsnet. “A me pare che il primo comportamento sia di gran lunga più riprovevole rispetto al secondo”. Le reazioni socialmente accettate al tradimento, come ad esempio: la furia della vendetta, l’autocommiserazione del proprio stato di vittima, lo stigma del traditore che richiede una punizione. Tutte queste reazioni, difficilmente sono messe in discussione. Le coppie all’interno delle loro relazioni si tradiscono regolarmente a vicenda in tutti i tipi di modi. C’è chi prende decisioni unilaterali, chi trascura il proprio partner per palestra ed amici, chi spende i soldi del conto comune per alcol e droga, c’è chi umilia il proprio partner in pubblico, chi ha comportamenti prepotenti. La lista è lunga, eppure tutti noi, accettiamo che qualcuno che ci voglia bene possa commettere uno di questi errori. Ma se solo pensiamo alla possibilità, che, il nostro partner finisca a letto con un altro/a. Quello, no, quello sarebbe un affronto intollerabile, il sistema sociale prevede tolleranza zero. Eppure, la violenza di ogni tipo, nei confronti del traditore, con tutti i suoi effetti degenerativi non aiutano la coppia a trovare una vita d’uscita. La rabbia ed il rancore per il traditore, può essere anche comprensibile a caldo, ma poi se riuscissimo a tenere sotto controllo queste emozioni, forse potremmo anche sganciarci dal senso di umiliazione che è dovuto ad un condizionamento sociale ancora persistente all’interno della nostra società. Forse, sarebbe più utile, riflettere sulle modalità che lo hanno spinto a ricercare altrove maggiori attenzioni affettivo sessuali. Solo quando riusciamo ad avere un atteggiamento empatico, abbiamo la possibilità di comprendere il dolore dell’altro. Certo, non possiamo cancellare le ferite, ma possiamo dedicare buona parte del nostro tempo, a capire che il tradimento, è qualcosa che è successo, e finalmente parlare di tutti gli spiacevoli problemi che avevamo ed abbiamo evitato di discutere con il nostro partner di riferimento. Il tradimento sessuale non per forza di cose è la fine di un amore. “Forse la vita sessuale è una grande prova” scrive Graham Greene ne  I commedianti. Aggiungerei, forse, se riuscissimo a imparare nuovi modi di relazionarci gli uni agli altri, in cui non ci fosse la necessità di mentire al partner e a noi stessi, se riuscissimo a stabilire i nostri confini di coppia in base alle nostre esigenze e non in base a ciò che viene riconosciuto normale all’interno della nostra comunità, se riuscissimo a rinunciare al nostro ideale di perfezione e accettare che tutti hanno delle debolezze, dei difetti, e che tutti commettiamo degli errori. Già questo sarebbe un passo in avanti. Se invece continuiamo a dare spazio, alla gelosia, alla diffidenza, alla vendetta, alle recriminazioni. Da vittime diventiamo carnefici, ed è qui che falliamo.

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Francesco Sassano

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