Come posso essere sicuro che mi ami ancora?

Come ho provato già a sintetizzare in un altro mio contenuto, i processi storici e gli eventi strutturali tipici della nostra società, ci mostrano ogni giorno come i “guai d’amore” siano inestricabilmente legati “a questioni sociali”. Non voglio dilungarmi su questa tematica, che ho già affrontato, in un precedente contenuto, intitolato: Sociologia dell’amore, capire come e quando si è pronti ad impegnarsi.

Più che altro è mio interesse, creare nuovi modi di pensare, e proseguire sulla strada delle alternative.

Sempre più spesso, la vita di coppia subisce dei repentini cambiamenti. Può capitare che uno dei due partner sperimenta momenti di incertezza. A volte questa paura è giustificata da un cambio di comportamento, altre no.

Oggi vi presento il caso di Andrea, ieri mi ha contatto telefonicamente per una consulenza, e mi ha chiesto: Come posso essere sicuro che mi ami ancora?

Andrea, ha paura di non essere più amato da Laura. Al loro attivo hanno 5 anni di matrimonio e la nascita di Rebecca. Una casa al mare e un’ottima posizione sociale. Cosa non funziona? Eppure da fuori sembra tutto perfetto. Le domande, in questi casi, sono sempre le solite: “Cosa posso fare per riconquistare la mia compagna?” “Riusciremo a superare la crisi?” “Forse, ci siamo trascurati, non sento più la passione dei primi tempi. Come mai?”

Andrea, come tutti Noi del resto, si è fatto le sue domande, ogni caso è a sé, e non è possibile mai effettuare banali generalizzazioni. Certo si è, che, in tanti si trovano a questo bivio. Tante coppie che hanno sognato una vita insieme, in un battibaleno diventano coinquilini.

Come siete arrivati a questo punto? Semplicemente, giorno dopo giorno la sintonia di coppia rischia di spegnersi. Un giorno siete troppo stanchi per uscire con il vostro partner a causa del troppo lavoro, un altro non potete dedicargli il giusto tempo perché vostro figlio ha la febbre, il giorno successivo siete di cattivo umore, perché il capo non ha intenzione di aumentarvi il salario. Se a tutto questo, aggiungete, il muto da pagare e le spese impreviste. È facile trovarsi a Natale, saturi, e finire per litigare e dare la colpa ai suoceri. Quanti di voi si rivedono in questo banale ma simpatico quadretto? Pochi, molti, chissà.

Eppure, anche Andrea, senza rendersene conto. Si è trovato in una delle situazioni sopra descritte.

Sempre più spesso rischiamo di diventare degli estranei, non conosciamo più la persona che ci sta accanto. Ho visto tante coppie che non riescono a darsi più un’opportunità. Preferiscono chiudere, senza darsi una seconda chance, mentre, forse avevano bisogno di riparlarsi, di riabbracciarsi, di riprendere a sognare insieme.

Per riflettere su questo aspetto, per darsi come coppia l’opportunità di conoscersi di nuovo, ho raccontato ad Andrea, la leggenda del filo rosso.

La fiaba giapponese racconta che le anime predestinate a restare unite su questa Terra sono legate da un invisibile filo rosso che le impedisce di perdersi.

Il filo può tendersi ma non si spezzerà mai. Però a volte per diversi motivi: la perdita del lavoro, una malattia improvvisa, stress, una sbandata, o per altri mille motivi questo filo rischia di spezzarsi. Ed è durante queste occasioni, che, queste coppie destinate a restare insieme dovrebbero avere la maturità di ricostruire la loro relazione prima di porvi fine.

A questo punto, Andrea mi hai chiesto: “Perché il mio amore con Laura si è spento?”

Ed io dall’altra parte ho risposto: “Caro Andrea, su cosa hai basato la tua relazione? Sul sesso? Sull’attrazione fisica? Sulle passioni comuni, come quando avete girato la Thailandia in moto? C’è stato realmente amore all’interno della vostra relazione?”

La vita di coppia è una sfida fatta di ripensamenti, di nuove progettualità, di riprogrammazione.  Quel filo rosso invisibile, sempre più spesso viene spezzato perché non siamo capaci di gestire i cambiamenti. Siamo disperatamente persi nel nostro lavoro, nell’inseguire i nostri successi, egoisticamente concentrati su noi stessi. E può capitare, che, alla lunga quel filo rosso si spezzi senza neanche chiedersi il perché.

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Francesco Sassano

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