Come ritrovare il proprio equilibrio dopo la fine di una relazione? Ne parliamo con Maria Luisa Mungo, life coach specializzata in coaching e comunicazione
Quando la persona che ami decide di lasciarti, il mondo sembra crollarti addosso. È difficile trovare parole che possano descrivere quel mix di tristezza, confusione e, talvolta, rabbia. Ma cosa succederebbe se ti dicessi che, nonostante il dolore, c’è un’opportunità nascosta in questo momento buio? È un cammino che molti affrontano, ma non tutti sanno come percorrere. Hai mai sentito il peso della solitudine? È del tutto normale.
Le emozioni che ti attraversano sono enormi, e affrontarle può sembrare una battaglia senza fine. Che si tratti di un fidanzamento che si chiude, di una convivenza che sfuma o di un matrimonio che termina, la sofferenza è una compagna di viaggio inevitabile per molti. Ma c’è chi riesce a trasformare questa sofferenza in forza. A mio avviso la domanda migliore che puoi farti è: come posso utilizzare questa situazione a mio vantaggio?
Oggi con l’aiuto di Maria Luisa Mungo, scopriremo come guardare in faccia la realtà e scendere dalla giostra della ruminazione dopo una delusione d’amore.
Maria Luisa, è Identity coach specializzata in comunicazione e trasformazione personale. Aiuta le persone a ritrovare il proprio equilibro dopo la conclusione di una relazione, lavorando sull’identità personale. Il suo metodo combina intelligenza emotiva e ascolto attivo, entrambi utili a comprendere e superare una storia d’amore finita in modo difficile. D’altra parte: accettare la trasformazione è la chiave per raggiungere la serenità.
Come sopravvivere alla fine di un amore e tornare felici. Intervista a Maria Luisa Mungo, life coach
Benvenuta Maria Luisa, partiamo subito con le prime domande. Quali sono i primi passi che una persona dovrebbe intraprendere per affrontare il dolore dopo la fine di una relazione?
Il primo passo è riconoscere il dolore, senza giudicarlo. Dopo una separazione, tendiamo a voler “superare” tutto in fretta, ma il dolore ha una funzione: ci riporta a noi stessi.
Inizio sempre da una domanda semplice ma potente: “Chi stai diventando attraverso questa fine?”
Siamo persone in continua evoluzione e ciò che ci accade perché possiamo scoprire cose di noi che ancora non conosciamo.
Nel mio lavoro accompagno le persone a osservare ciò che sentono, senza vergogna, e a leggere ciò che accade come una fase di trasformazione identitaria, non come un fallimento.
In che modo l’accettazione del cambiamento può contribuire al processo di guarigione emotiva?
Accettare il cambiamento non significa subirlo, ma scegliere di non resistere a ciò che già sta accadendo.
La resistenza crea sofferenza, l’accettazione crea spazio per la trasformazione. Quando una persona accetta che la relazione è finita, può iniziare a guardare avanti, non solo con la mente, ma anche con il cuore. Nel mio percorso uso gli archetipi per aiutare le persone a riconoscere quale parte di sé si sta attivando… e quale cerca di emergere, valutando anche i propri blocchi e le proprie ombre.
Quali strategie pratiche consigli per ritrovare l’equilibrio interiore in un momento di crisi dopo una separazione?
Tre strategie che uso spesso nel mio lavoro di identity coaching sono:
Micro-impegni quotidiani verso sé stessi: tornare a se stessi attraverso scelte che riflettano chi si vuole diventare, non chi si è stati nella coppia. Riscoprire i propri talenti, le proprie passioni e coltivarle.
Scrittura archetipica: scrivere da tre punti di vista – il Sé ferito, il Sé che osserva e il Sé che guida (archetipo potenziale).
Rituali di chiusura consapevoli: chiudere simbolicamente il ciclo con piccoli atti (una lettera, un oggetto, un gesto).
Puoi condividere qualche esempio di come una fine di una relazione possa trasformarsi in un’opportunità di crescita personale?
Una mia cliente, dopo una lunga relazione finita in modo improvviso, è arrivata dicendo: “Non so più chi sono.”
Abbiamo lavorato insieme sul suo archetipo specchio (la parte di lei che si era adattata troppo), poi sull’ombra (la paura di non valere abbastanza da sola), e infine sul suo archetipo seme, che era il Creatore.
Oggi ha avviato un progetto creativo tutto suo e mi ha detto:
“Quella fine è stata la mia rinascita.”
Il dolore non sparisce magicamente. Ma può diventare potere personale, se hai qualcuno accanto che ti aiuta a leggerlo con nuovi occhi.
Quali segnali indicano che qualcuno sta iniziando a riprendersi e a ritrovare la propria stabilità dopo una rottura?
Ci sono piccoli ma fondamentali segnali di rinascita, tra cui:
Si inizia a parlare della relazione al passato, senza rabbia o idealizzazione
Si fanno scelte non reattive, ma intenzionali
Si sente una fiducia crescente in sé, anche senza avere tutte le risposte
Si riscopre un valore personale autonomo, al di fuori della relazione
Quando tutto questo accade, significa che l’identità si sta riformando da dentro, più solida, più vera.
Come possono i miei lettori entrare in contatto con te?
Possono trovarmi su Instagram come @marialuisamungo_coach e scrivere direttamente in DM la parola “TRìA” per ricevere informazioni sul mio percorso in 3 sessioni.
Alla pagina https://subscribepage.io/scoprichisei trovano anche una descrizione dettagliata.
Nel percorso TRìA accompagno le persone a scoprire:
Il loro archetipo specchio → chi sono ora
La loro ombra → ciò che li blocca
Il loro archetipo seme → il potenziale inespresso
Un lavoro profondo, breve ma accessibile, pensato per chi non si riconosce più, ma intuisce che dentro di sé qualcosa sta cambiando. È il punto di partenza per la trasformazione.
Prima di salutarci, dove ti vedi tra 5 anni?
Mi vedo a guidare uno spazio, anche fisico, una scuola, dedicata alla trasformazione dell’identità, all’evoluzione personale, dove le persone possano riconoscersi, liberarsi da ruoli che non sentono più veri e rinascere in autenticità.
Mi vedo continuare a formare professionisti, a portare l’identità archetipica nel mondo del branding consapevole e del coaching.
Ma soprattutto, mi vedo radicata in me stessa, perché ogni persona che accompagno… mi aiuta a crescere con lei.