In una società altamente competitiva come la nostra, ci insegnano a competere sin da piccoli per raggiungere i nostri obiettivi.

Secondo alcuni, l’uomo forte, costruisce il proprio destino. Ho come la percezione che sempre più persone, misurano la propria vita e quella degli altri, in base al potere di controllo che hanno sulle persone, sulle cose e sugli eventi.

Quali sono gli effetti?

C’è chi in questa folle corsa, resta indietro, pensa di aver fallito i suoi obiettivi e si sente un perdente. Il senso di frustrazione di non avercela fatta, di aver tradito le aspettative, restituisce all’uomo moderno un forte senso di frustrazione, che lo costringe a ritirarsi o a deprimersi.

Invece dall’altra parte, c’è chi è riuscito a realizzarsi, ha dimostrato il proprio valore. Come se la sua riccanza, rappresenti la dimostrazione di quanto è stato bravo.Più è quantificabile, più è meritevole di lode. 

Ma siamo proprio sicuri che questo sia il senso del nostro vivere?

Non c’è da meravigliarsi, se abbiamo una percezione distorta della fortuna. Essere fortunati nella vita di tutti i giorni, significa per molti avere una tranquillità economica. È un’idea limitata perché tiene conto solo di quello che hai e non di quello che sei. A partire del nuovo anno, il mio augurio a tutti i miei lettori, è il seguente: “Segui la strada che ha un cuore, scegli di avere di meno attribuendo maggior valore al tuo Essere. Migliorare la tua vita, non significa solo migliorare il tuo conto in banca o la tua reputazione. Significa, capire e scoprire, che la nostra vita è un pellegrinaggio, dove tutte le strade hanno un senso, ti aiutano a perderti e ritrovarti. Nessuna strada è meglio dell’altra.”

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Francesco Sassano

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