Gli esseri umani desiderano essere compresi

Partiamo da un presupposto: gli essere umani desiderano essere compresi. Di solito la gente teme che le macchine saranno fredde e distaccate. Ma il problema è che potrebbe verificarsi l’esatto contrario. Essi avranno una capacità di comprensione di noi stessi sufficiente per rispondere alle nostre domande, e al contempo non saranno distratti dai loro propri sentimenti. Così quando entrerai nella tua auto, irritabile e stressato, chi ti starà accanto non se ne accorgerà, invece il sistema computerizzato istallato all’interno del tuo veicolo ti suggerirà cosa fare e dove andare in base al tuo stato d’animo. Potremmo adattarci al fatto che i computer comprendano alla perfezione i nostri stati tanto da diventare intolleranti nei confronti di tutti quegli imperfetti e autoreferenziali umani che non ci comprendono. Che cosa ne sarà delle relazioni umane? Che cosa accadrà quando la tua auto sarà meglio sintonizzata con i tuoi stati emotivi di quanto lo sia tua madre?

Come aggirare gli algoritmi: conosci te stesso

Se tutto questo non ti piace e ti spaventa ed hai intenzione di controllare la capacità predittiva degli algoritmi, forse c’è un suggerimento che posso darti, un vecchio metodo: conosci te stesso.

Osserva i tuoi pensieri prima che sia l’algoritmo a farlo per te

La grande differenza tra noi e le macchine, sta nel fatto che l’intelligenza artificiale ha ottime capacità predittive ma non è dotata di coscienza. Anche secondo Federico Faggin, autorevole scienziato, padre fondatore del primo microprocessore “il computer e il robot non sono e non saranno mai coscienti”.

Fino a quando ci limitiamo a credere alla realtà, secondo le narrative correnti o attraverso i tanti dogmi preconfezionati rischiamo di essere facilmente manipolabili.

L’unico modo per conoscere in profondità la realtà, è scoprirla attraverso l’esperienza vissuta, non accontentarsi di credere in qualche narrazione, significa provare in prima persona, esperire con il rischio anche di sbagliare. Non a caso solo attraverso la sperimentazione si può costruire una conoscenza diretta. Dobbiamo imparare a percepire cosa sentiamo di essere, chi siamo, dove siamo. Bisogna conoscere ciò, che ci circonda, riconoscere come reagire a ciò che ci è attorno, dobbiamo conoscere ciò che accade nel nostro corpo, avere un’idea chiara di quello che stiamo pensando, sentendo, desiderando e volendo. Bisogna diventare esploratori della propria coscienza, solo così eviteremo di essere hackerati dai suggerimenti agli acquisti di Amazon o da qual si voglia intelligenza artificiale. La capacità di esperire è ciò che ci differenzia dalle macchine. Le macchine imitano l’esperienza, esattamente come facciamo noi quando recitiamo a memoria una poesia senza capirla. Per intenderci l’amore si conosce amando, il coraggio si conosce osando, la creatività deve essere stimolata, la conoscenza di sé avviene dopo un lungo cammino di esplorazione interiore. In altre parole dobbiamo aprirci alla massima socratica “Conosci te stesso” solo così avremo la possibilità di non farci trascinare dalla corrente algoritmica dei dati.

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Francesco Sassano

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