Amorevole fermezza: come crescere bambini felici

Un rapporto familiare è composto da numerosi momenti di condivisione ma anche da spiacevoli frizioni tra genitori e figli, l’atteggiamento saggio di un adulto sta nella capacità di riconoscere il suo ruolo come guida dotata di saggezza ed esperienza utile a disinnescare immancabili conflitti contenendo l’energia evolutiva del bambino con amore e buon senso, senza imporre inutili diktat a volte poco comprensibili soprattutto per i più piccoli.

Ridurre le ambiguità tra il verbale e il non verbale:

Studi scientifici hanno dimostrato che il significato di un messaggio arriva all’interlocutore per il 93% dei casi tramite il tono della voce, la postura, le espressioni facciali, le vibrazioni del corpo, mentre il messaggio verbale, cioè le parole, incide per il restante 7%. Di conseguenza anche i nostri bambini possiedono queste abilità, e per uno sano sviluppo delle loro competenze sociali e relazionali, è importante che non vivano alcuna ambiguità tra il significato verbale e il nostro non verbale, limitare al massimo eventuali contraddizioni tra questi due ambiti sarebbe un primo passo utile per riuscire ad essere autorevoli.

Durante la tensione, è utile trasformare IO in NOI:

Per gestire le emozioni negative dei nostri bambini, non esistono soluzioni veloci, il metodo più inefficace è quando assumiamo un atteggiamento di “non ascolto” invocando il silenzio al contrario sarebbe più opportuno non giudicare o stigmatizzare l’evento in sé per sé ma imparare a recepire e interpretare il dialogo nascosto. Solo se l’adulto sostituisce IO con il NOI, riuscirà a ricevere l’attenzione del bambino ripristinando un’atmosfera di condivisione e amorevolezza.

Ascoltare è un’arte, e nasce dall’osservazione:

Agire d’impeto durante un conflitto familiare non rappresenta mai la migliore soluzione, la saggista Alli Beltramme afferma: “Le emozioni negative, per essere superate, devono essere affrontate e non negate”.

L’esclamazione “Basta, adesso vai a dormire” ancora risuona a volte dentro di noi, equivale a dire “Non ho intenzione di ascoltarti” così facendo a volte anche involontariamente chiudiamo ogni canale comunicativo scaricando ogni responsabilità emozionale.

In queste occasioni sarebbe più saggio dire “Sono qui per te, calmati” una risposta di questo tipo ci introduce a vivere lo stato emozionale negativo del bambino affermando la nostra presenza all’interno della relazione, così facendo apriamo un ponte di dialogo composto dal NOI e non soltanto dall’ IO giudicante.

Creare uno spazio di calma ci aiuta a disinnescare la discordia, in questa dimensione nasce il vero dialogo, quello in cui le parole si riappropriano dei loro significati. Durante il momento di tensione diventa necessario, chiarire a sé stessi ed al nostro bambino che cosa si sta vivendo, e quali possono essere in quell’istante le possibili opzioni.  Questo tipo di atteggiamento, educa a controllare le manifestazioni di rabbia e aggressività e pone le basi per costruire una personalità calma e assertiva.

Crescere bambini felici

Per ultimo non dovremmo mai dimenticare il ruolo dell’adulto, che ha il compito di istruire sui modi di essere, di conseguenza il bambino risponde – assimilando ed interiorizzando la nostra testimonianza – 

Per concludere mi ricollego ad un mio pensiero espresso in un mio precedente articolo intitolato Crescere bambini felici”, in cui scrivo: “È così che diventiamo genitori migliori – e persone migliori. Ed è così che lasciamo in eredità il benessere da trasmettere alle generazioni future. C’è forse un regalo più grande, che potete fare ai vostri figli e ai figli dei vostri figli, che aiutarli a crescere per divenire adulti più felici, più sicuri e più resilienti? Noi pensiamo di no. E speriamo che anche voi siate d’accordo

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Francesco Sassano

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