Cronostesia: viaggiare nella nostra mente tra passato e futuro


Quante volte ci siamo detti “Cosa farei se potessi tornare indietro?” il più delle volte si finisce per commiserarsi e laconicamente si chiude il discorso con un “Non è possibile tornare indietro”. Il senso di frustrazione alla lunga rischia di prendere il sopravvento, soprattutto nei momenti più difficili della nostra vita. Non è possibile spostare le lancette del tempo e tornare nel passato, né possiamo volare nel futuro per conoscere in anticipo le risposte così da rispondere alle sfide del presente. L’uomo ha immense risorse cognitive, e la buona notizia è che possiamo trovare delle strategie e soluzioni per non cadere nelle trappole che stanno tra le decisioni che vorremmo prendere e la loro esecuzione. Possiamo diventare più responsabili delle nostre azioni e meno reattivi, e sostenere gli altri durante il processo decisionale.

La Cronostesia, un campo esplorato dallo scienziato Endel Tulving tramite diverse ricerche condotte all’Università di Toronto, ha come obiettivo di soppesare le nostre decisioni alle quali siamo chiamati oggi, attraverso un viaggio immaginario nel nostro sé passato e nel possibile sé futuro con obiettivo di rendere le nostre scelte meno condizionate dal campo emozionale.

Perché la Cronostesia può esserci utile?


L’uomo ha la capacità di imparare dai suoi errori, aggiornare le informazioni, cambiare i suoi comportamenti, prevedere e progredire. La Cronostesia, è una tecnica che ci permette di immedesimarci. Tornare nel nostro passato, ci permette di collegarci con IO passato, il processo di immedesimazione ci permette di confrontare situazioni simili, per provare oggi le emozioni di ieri, e decidere di conseguenza. In questo modo coinvolgiamo il nostro IO passato nel processo decisionale, ossia la nostra storia è ricca di consigli che archiviamo nella nostra memoria, semplicemente procediamo ad una rilettura di certi eventi passati e li confrontiamo con avvenimenti simili del
presente, aggiornando le informazioni in nostro possesso, nel tentativo di cambiare i nostri comportamenti così da non commettere gli stessi errori del passato.
Come sostiene ZanolliNessuno può essere un consigliere migliore del nostro Io passato o del nostro Io futuro. Possiamo apprendere dal nostro passato in questo modo”.
E per quanto riguarda il futuro? “Possiamo apprendere dal nostro futuro in questo modo. Immagina di incontrare il tuo “Io futuro”. Tra dieci o vent’anni. Come sta? È grasso? È felice? Fa un lavoro che ama? Sta vivendo all’altezza del tuo/suo potenziale?
Ha sciupato il suo talento? Se riesci a immedesimarti appieno in queste situazioni, potresti gioire o starci addirittura male. Però aspetta: sei tu. Sei ancora in tempo per cambiare il corso degli eveniti” ( Sebastiano Zanolli, Alternative, ROI Edizioni )
Dunque, il consiglio è quello di fermarsi almeno qualche minuto ogni giorno e chiedersi “Come mi sentirei oggi se avessi preso questa decisione 10 minuti fa? 10 mesi fa? 10 anni fa?” Attenzione, questo è un metodo ma non è vero che tutto dipende solo ed esclusivamente dal nostro libero arbitrio, perché nella vita entrano in gioco ogni giorno fattori imponderabili e non è tutto proceduralizzabile. Però abbiamo la possibilità di soppesare le nostre scelte, ossia pensare con lucidità al futuro, provando a metterci in gioco nel presente. Per concludere trovo brillante, il consiglio di Zanolli, quando dice Aspirare al meglio, prepararsi al peggio. Essere prudenti, non paurosi. Fare sì che il nostro Io futuro sia orgoglioso di noi. Alleniamoci a farlo. Ogni giorno. Un passo alla volta”.

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Francesco Sassano

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