Siamo quello che mangiamo

La logica del mercato è quella del massimo profitto, da conseguire a tutti i costi, a discapito della qualità del prodotto, del benessere sociale e della tutela ambientale. Cerchiamo di comprendere quali sono i campanelli d’allarme della transizione nutrizionale, che ci avvicinano a modelli di consumo alimentari simili a quelli americani. A riguardo suonano come premonitrici le parole del dott. Benjamin Leon Bodirsky del Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania: “Se la transizione nutrizionale continua in questo modo non raggiungeremo l’obiettivo delle Nazioni Unite di eliminare la fame nel mondo nei prossimi decenni.  Allo stesso tempo, il nostro futuro sarà caratterizzato da una quantità impressionante di persone in sovrappeso e obese. Questo scenario è dovuto all’insufficiente distribuzione globale del cibo e al passaggio da prodotti a base vegetale scarsamente trasformati verso diete non equilibrate dove proteine animali, zuccheri e grassi sostituiscono i cereali integrali e i legumi”.

Omologazione alimentare o Dieta Mediterranea

Italia è terra di sapori e profumi introvabili, Pioppi in Cilento rappresenta a giusta ragione la capitale della Dieta Mediterranea, Ancel Keys, ha scoperto e studiato gli elementi fondati di quello che dovrebbe essere una forma di alimentazione e stile di vita. I sapori dell’entroterra cilentano si fondono alla perfezione con la cucina marinara. Nonostante la Dieta Mediterranea è stata certificata nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco molte volte dimentichiamo questo immensa risorsa preferendo copiare modelli di consumo alimentare dannosi per la nostra salute ed insostenibili dal punto di vista ambientale.

Agrobusiness e junk food

È in America che nacque l’espressione «agrobusiness» per indicare appunto un’agricoltura organizzata come l’industria. Questo ha consentito di produrre grandi quantità di cibo a basso costo, spesso però a scapito della qualità, della genuinità, del sapore.

Ed è sempre in America che nascono le prime catene della ristorazione di massa, come McDonald’s, dove si mangiano grossi hamburger che costano poco ma non fanno bene alla salute.

Le catene di fast food americane hanno invaso il pianeta. Con lo stile di vita moderno, anche da noi si usa più spesso comprare cibi trattati con metodi industriali; oppure ordinare pasti preparati fuori nella ristorazione di massa. L’educazione alimentare in America come in Italia è sottovalutata. La piaga dell’obesità presente negli Stati Uniti colpisce in maggioranza le classi sociali più deboli ma questo fenomeno si ripresenta puntualmente anche in Italia.

Il cibo spazzatura a basso costo, è diventato facilmente fruibile, la pandemia ha accentuato le pratiche di «delivery food» che di per sé possono essere molto dannose perché il più delle volte rappresentano cibi ipercalorici da consumarsi frettolosamente davanti all’ultima serie di Netflix.

Mangiare consapevolmente

L’alimentazione consapevole diventa unico modo per difendersi dal cibo spazzatura e dalla cattiva abitudine di ingurgitare la qualunque invece di mangiare con lentezza e consapevolezza. Purtroppo i ritmi caotici della vita moderna ci spingono a non porre attenzione ai nostri pasti, e frettolosamente consumiamo cibi calorici per mancanza di tempo o per pigrizia. Sembra ovvio essere consapevoli di ciò che stiamo mangiando nel momento esatto in cui lo mangiamo ma la maggior parte di noi ha disimparato di farlo. Per costruire un’alimentazione consapevole è necessario farsi alcune domande prima di fare la spesa: Da dove viene questo cibo? Chi l’ha coltivato e con quali tecniche? Chi l’ha allevato e con quali metodi? Qual è il suo apporto calorico? Qual è il suo impatto climatico?

Per uscire da questo circolo vizioso è utile riappropriarsi del proprio tempo, per fare una spesa più consapevole evitando di essere condizionati dai messaggi pubblicitari forvianti, solo così è possibile riappropriarsi dell’esperienza del mangiare attraverso, il calore, la consistenza, l’odore, il gusto e persino il suono collegati al bere e mangiare.

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Francesco Sassano

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