“Dino e la tecnologia” di Francesca Carlini

 

Francesca, offre uno sguardo intelligente indirizzato ai cambiamenti sociali che ci circondano, guidando i giovani lettori in un’avventura che va oltre la semplice narrazione. Attraverso le vignette divertenti e vivaci, Dino affronta ironicamente le sfide e i dubbi legati all’uso della tecnologia, stimolando i bambini a riflettere su quanto influisca sulla loro vita quotidiana.

Il libro ci pone domande importanti: siamo pronti e consapevoli nell’uso della tecnologia o ne siamo diventati schiavi? Dino, con la sua curiosità e il suo spirito avventuroso, ci mostra come la tecnologia può avvicinarci, ma anche allontanarci. Ad esempio, ci ritroviamo a scattare foto in ogni momento, come se avessimo bisogno di trovare il nostro posto in un mondo sempre più connesso. Ma ci chiediamo: questa connessione ci rende davvero più vicini?

“Dino e la Tecnologia” è quindi molto più di una semplice storia per bambini: è un invito a esplorare il nostro rapporto con il mondo digitale e a riflettere su come possiamo utilizzare la tecnologia in modo consapevole. Un libro che non solo intrattiene, ma educa e stimola la curiosità, perfetto per giovani lettori che si avventurano nel futuro. Un must-read per tutti coloro che vogliono scoprire come la tecnologia può essere un alleato e non solo un’ombra nella nostra vita.

 

 

Francesca Carlini, ci racconta “Dino e la tecnologia”

 

Cosa ti ha ispirato a scrivere una storia per bambini che affronta il tema della tecnologia?

Ho pensato volutamente ad un libro del genere. Ormai sembra che non si possa fare più nulla senza la tecnologia. Anche a scuola, nella media dove insegno, gli alunni sono “smartphone dipendenti”. Sono abituati ai dispositivi tecnologici, essendo digital native, ma poco a scrivere (soprattutto in corsivo) e a ragionare. Ho cercato dunque di stimolare una riflessione, sull’uso (o abuso) che si fa dei telefoni e dei social.

 

Quali messaggi chiave speri che i giovani lettori traggano dalla storia di Dino?

In qualità di docente, posso affermare che i ragazzi leggono pochissimo e di conseguenza fanno fatica a scrivere. Non riescono a compiere semplici ragionamenti, in quanto il loro cervello si sta atrofizzando, delegando un pc o telefono a cercare info o compilare un esercizio, tramite l’intelligenza artificiale. Ebbene sì, già alle medie sanno usarla! Ecco dunque come nascono le mie domande, legate alla tematica dell’uso (abuso?) della tecnologia.

 

Hai esperienze personali che ti hanno spinto a riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia?

Sì. Io nasco, lavorativamente parlando, come assistente tecnico. Solo in un secondo momento ho deciso di abilitarmi e passare all’insegnamento. Mi è sembrato naturale esporre le mie perplessità su come viene usata la tecnologia, e di come viene spiegata a casa. Decisamente ci deve essere un background; la famiglia, in questo è essenziale. Molti alunni arrivano alle medie non sapendo come si tiene una penna, non sa l’analisi logica e fa tanti errori grammaticali. Come detto prima, leggono poco e a scuola vengono spronati ad avere un pensiero critico. La difficoltà è avere il supporto delle famiglie, sempre più assenti (vuoi per lavoro o per altre problematiche), sennò non si ottiene un buon riscontro solo nelle ore scolastiche.

 

In che modo hai scelto di bilanciare l’aspetto educativo della narrazione con l’intrattenimento?

Non volevo fare un manuale sulla tecnologia, credo che non ce ne sia bisogno! Ho invece cercato di incuriosire i più piccoli, ma sinceramente, anche i più grandi, a riflettere in chiave ironica sull’uso della tecnologia, con la domanda cruciale se siamo ancora noi, come essere umani, ad usarla o se siamo arrivati a subirla.

 

Quali reazioni hai avuto dai lettori più giovani riguardo ai temi trattati nel libro?

I più piccoli sono attratti dalla copertina colorata, dove c’è un dinosauro che ha a che fare con il passato e il futuro, in quanto la tecnologia ci accompagna da sempre. A quel punto, cerco di “agganciare” il genitore, spiegando la tematica affrontata e cercando di coinvolgere entrambi.

 

Cosa pensi sia fondamentale per educare i bambini a un uso consapevole della tecnologia?

 

Quali sono le speranze per il futuro che desideri trasmettere attraverso le avventure di Dino?

Una maggior consapevolezza su come usiamo la tecnologia. Io non la demonizzo, sia chiaro, ma mi sento travolgere da tutte le novità; e come se non riuscissi ad afferrare in pieno cosa ci offre, e allo stesso tempo rimpiango i tempi in cui non era usata (sfruttata?) così tanto. Soprattutto le nuove generazioni, che non hanno idea di come poteva essere il mondo prima di internet, è che hanno continuamente bisogno di stimoli per essere coinvolti.

 

Hai in programma di esplorare ulteriormente il tema della tecnologia in future opere?

Al momento no, ho altri progetti, legati sempre al mondo della scuola, come ad esempio piccoli manuali di letteratura, in chiave un po’ diversa dal classico libro, ma stimolando la curiosità. Mi viene in mente, A casa con i Shelley, tanto per rendere l’idea, come trascorrere una giornata con loro. Ma chissà che in futuro non sia invogliata a sondare nuovamente il tema della tecnologia!

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