“Dio è il mio coach”, di don Cosimo Schena

 

 

Dio è il mio caoch è un manuale fatto di storie vere, consigli evangelici e speranze

 

 

Leggere “Dio è il mio coach” mi ha avvicinato alla sofferenza degli altri aiutandomi a riflettere sul fatto che tutti possiamo sbagliare ma nessuno deve sentirsi sbagliato.

 

 

Intervista a Don Cosimo Schena

 

Quando hai iniziato ad utilizzare i social per comunicare la tua fede, la cosa ti intimidiva? Avevi paura del giudizio degli altri?

Iniziare a utilizzare i social per comunicare la mia fede è stato sicuramente un passo audace. All’inizio, ero un po’ intimidito e preoccupato del giudizio degli altri, ma sapevo che dovevo seguire questa chiamata. Con il tempo, ho capito che i social possono essere un potente strumento di evangelizzazione e ho deciso di affrontare le mie paure con fiducia.

 

Secondo te, i social possono essere un luogo di incontro e di crescita personale?

Assolutamente sì. I social possono essere un luogo di incontro e di crescita personale. Possono connettere le persone, favorire il dialogo e la comprensione reciproca, e offrire spazi di riflessione e condivisione. È importante usarli con saggezza e responsabilità, ma il loro potenziale è enorme.

 

I tuoi canali Facebook, Instagram e TikTok ogni giorno sono seguiti da migliaia di followers: come gestisci il successo?

Gestire il successo sui social richiede umiltà e discernimento. Cerco di rimanere fedele a me stesso e alla mia missione, ricordando sempre che l’obiettivo principale è condividere il messaggio di Dio e ispirare gli altri. Il successo è una benedizione, ma viene con responsabilità, e mi impegno a utilizzare questa piattaforma nel modo più positivo possibile.

 

Ci tieni a chiarire che Dio è il mio coach, non è un manuale di Self-Help ma una messa tascabile. Puoi aiutare i miei lettori a comprendere la differenza tra le due cose?

Certamente. “Dio è il mio coach” non è un manuale di Self-Help perché non si limita a fornire consigli pratici o tecniche per migliorare la propria vita. È una messa tascabile, che significa che è un libro di riflessione e preghiera, volto a guidare le persone verso una più profonda relazione con Dio. Non si tratta di auto-miglioramento, ma di apertura alla grazia divina e alla trasformazione interiore.


In Dio è il mio coach, racconti le storie difficili dei tuoi internauti. Sulla base di quale criterio hai selezionato e scelto le narrazioni più interessanti?

Le storie che ho scelto di condividere sono quelle che hanno toccato profondamente il mio cuore e che penso possano ispirare e aiutare gli altri. Mi sono basato su criteri di autenticità, speranza e trasformazione. Volevo mostrare come l’incontro con Dio possa portare a un cambiamento significativo nelle vite delle persone.

 

Utilizzi l’espressione consigli evangelici, per avvicinare i tuoi utenti a Dio. Oggi come oggi, in una società ampiamente secolarizzata per un sacerdote è complicato evangelizzare? Che rapporto hanno i tuoi followers con Dio?

Evangelizzare in una società secolarizzata è certamente una sfida, ma anche un’opportunità. Molti dei miei followers cercano un senso più profondo nella vita e sono aperti a esplorare la fede. Utilizzando i “consigli evangelici”, cerco di presentare il messaggio di Gesù in modo accessibile e rilevante per il mondo di oggi, mostrando come la fede possa arricchire e trasformare le nostre vite.

 

Quanto hanno influenzato i tuoi studi filosofici nella scrittura del libro? Ho anche un’altra curiosità: pratichi la mindfulness?

 I miei studi filosofici hanno avuto un grande impatto nella scrittura del libro, aiutandomi a comprendere e a spiegare le verità profonde della fede in modo chiaro e comprensibile. Quanto alla mindfulness, trovo che pratiche di consapevolezza possano essere utili per coltivare la presenza di spirito e l’apertura alla grazia divina. Tuttavia, la preghiera e la meditazione cristiana rimangono al centro della mia pratica spirituale.

 

Cosimo, oltre ad essere un sacerdote sei anche uno psicologo. Mi chiedo e ti chiedo: tra fede e psicologia non c’è un conflitto?

Non vedo conflitto tra fede e psicologia; al contrario, le due discipline possono arricchirsi a vicenda. La psicologia offre strumenti preziosi per comprendere il comportamento umano e promuovere il benessere mentale, mentre la fede fornisce una dimensione spirituale e morale che può dare significato e scopo alla vita. Insieme, possono contribuire a una visione integrale della persona.


Prima di salutarci, hai voglia di raccontarci i tuoi prossimi progetti? Scriverai un nuovo libro?

Certamente! Sono sempre al lavoro su nuovi progetti e idee. Attualmente, sto lavorando a un nuovo libro che esplorerà la fede in un contesto contemporaneo, cercando di rispondere alle domande e ai dubbi che molte persone hanno oggi. Inoltre, sto preparando una serie di incontri e conferenze per continuare a condividere il messaggio di speranza e amore di Dio. Restate sintonizzati per ulteriori novità!

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