Dovunque tu vada, ci sei già

Sono sempre sul punto di scoprire qualcosa di importante su di me. Quando ci sono vicino, per uno strano scherzo del destino, qualcosa mi sfugge. Come se ci fosse, un limite, un blocco che non mi permette d’andare avanti.

Sono ancora distratto dai timori del futuro e dalle tristezze del passato.

Dimentico spesso il mio presente.

Lo so bene, che vivo soltanto adesso, che questo istante è breve, il resto è stato già vissuto oppure è impossibile da prevedere.

Ma “Ho paura di ..” non essere a mio agio, di non essere compreso, di allontanarmi dal mio ruolo, ho timore del cambiamento.

Il mio dialogo è diretto, non mi nascondo, percepisco il turbamento ma trovo difficile calcolare la precisione geometrica del suo centro. Continuo a rincorrerlo ma non sono altrettanto bravo ad entrarci dentro, lo sfioro ma non riesco ad accarezzarlo.

Non so se riesco a farmi capire, quando arriva non bussa mai alla porta. Entra, fa rumore e poi lentamente si allontana senza salutare.

Mi capite? Sono come un prigioniero, e allora, devo lottare con quello che so, per creare qualcosa che sia vivo per rasentare almeno la sua ombra.

Con il tempo ho capito che la migliore risposta sta nel non rifiutare i momenti tristi. Solo quando scelgo di accontentarmi, di vedere il possibile, quando ieri e domani non esistono più, mi sento libero non sono più prigioniero. Anche se nell’aria annuso ancora la tristezza, non mi ferisce più come prima: è con Me ma in quel preciso istante è altro da Me.

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Francesco Sassano

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