“Due fiammiferi” di Enrico Guggia: un racconto delicato sull’amicizia che illumina le ombre della solitudine
Due fiammiferi è il racconto d’esordio di Enrico Guggia, una storia breve ma intensa che accompagna il lettore in un mondo sospeso tra realtà e fiaba. Ambientato il 22 dicembre, giorno del solstizio d’inverno e del suggestivo Festival delle Luci Danzanti, il libro intreccia i destini di due giovani protagonisti: Mary, una fiammiferaia, e Hannes, un giovane spazzacamino.
Si tratta di una lettura particolarmente adatta ai più piccoli, da condividere insieme a genitori, nonni o insegnanti, ma capace di parlare anche agli adulti grazie ai suoi significati profondi e universali.
Enrico Guggia dimostra una notevole sensibilità nel tratteggiare personaggi e atmosfere. Le luci della festa fanno da contrappunto alle ombre interiori della protagonista, creando un contrasto narrativo che accompagna il lettore fin dalle prime pagine.
Mi ha colpito particolarmente il divario tra l’allegria della festa, tra bancarelle addobbate, chioschi illuminati, dolciumi e persone in continuo movimento, e la figura della piccola Mary, assorta nei propri pensieri, quasi estranea a ciò che la circonda.
La giovane fiammiferaia vive infatti un momento di grande sconforto. Nonostante il clima di festa, è convinta di non riuscire a vendere nemmeno un fiammifero. L’unica fonte di conforto è una spilla appartenuta alla nonna, scomparsa da poco. Un piccolo oggetto che assume un forte valore simbolico all’interno del racconto e che rappresenta l’unico legame tangibile con una persona amata.
La solitudine di Mary viene però interrotta dall’incontro con Hannes, un ragazzo dal cuore sincero che saprà aiutarla a guardare oltre il dolore e la paura di perdere ciò che ama.
Paradossalmente, sarà proprio la rocambolesca perdita della spilla ad aprire nella protagonista una nuova consapevolezza. Significative, in questo senso, sono le parole di Hannes:
«Pensi che non l’abbia capito? La verità è che non sei arrabbiata per quello che ho fatto io, al contrario, sei furiosa con te stessa per aver fatto cadere la spilla».
In questa frase emerge uno dei temi centrali del racconto: spesso il dolore che attribuiamo agli altri nasce in realtà da una ferita interiore che fatichiamo ad accettare.
La spilla che si rompe finisce così per spezzare anche la solitudine che imprigionava Mary. Attraverso il confronto con Hannes, la ragazza impara gradualmente che il ricordo delle persone amate non vive negli oggetti, ma nelle emozioni e nei legami che continuano ad accompagnarci.
Un’altra frase particolarmente significativa è:
«Tutto molto bello, ma non possiamo di certo sparire in mezzo a tutti questi bagliori, sei d’accordo?»
Parole che richiamano simbolicamente l’importanza di non perdersi nel rumore del mondo e di continuare a coltivare relazioni autentiche.
Un racconto illustrato che parla di amicizia, perdita e speranza
Tra il suono dei flauti, il volteggiare delle lanterne e le luci del Festival delle luci danzanti, Enrico Guggia accompagna il lettore in una magica esperienza di amicizia e crescita personale.
Le splendide illustrazioni a matita realizzate dallo stesso autore arricchiscono la lettura e contribuiscono a creare un’atmosfera delicata e suggestiva, perfettamente in linea con il tono del racconto.
Due fiammiferi parla di perdita, di solitudine e della difficoltà di lasciare andare ciò che abbiamo amato. Ma racconta anche qualcosa di altrettanto importante: la capacità dei legami umani di aiutarci nei momenti più difficili.
I due giovani protagonisti cercano metaforicamente di farsi luce con due semplici fiammiferi, ricordandoci che spesso basta la presenza sincera di qualcuno per illuminare i periodi più bui della nostra vita.
Chi è Enrico Guggia
Enrico Guggia nasce a Soave nel 1996. Dopo gli studi in ambito grafico, si laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Verona.
Il disegno è da sempre una delle sue più grandi passioni e in Due fiammiferi questa inclinazione artistica emerge chiaramente attraverso le illustrazioni a matita che accompagnano il racconto e contribuiscono a coinvolgere il lettore in un’esperienza narrativa completa.

Enrico Guggia si racconta: la nascita di “Due fiammiferi” tra illustrazione e narrazione
Come è nata l’idea di scrivere Due fiammiferi?
Tutto è iniziato nel 2023, verso la fine di Gennaio precisamente. Ero su Facebook, stavo per disconnettermi, quando mi è apparso l’annuncio di un corso per illustratori; è stata una casualità perché non stavo cercando qualcosa di specifico. Il corso aveva come finalità quella di pubblicare un libro illustrato e da lì è iniziato il mio percorso. “Due Fiammiferi” nasce come una rivisitazione de “La Piccola Fiammiferaia” di Handersen: essendo il mio progetto legato a questo ambito, ho preferito lavorare con un base già esistente.
Il Festival delle Luci Danzanti rappresenta uno scenario molto evocativo. Da dove nasce l’ispirazione per questa ambientazione?
Nella favola de “La Piccola Fiammiferaia”, l’intera vicenda si svolge la notte di Capodanno. Ho mantenuto lo scenario invernale e pensato a questo “Festival delle Luci”, l’ho poi collegato al Solstizio d’Inverno per darli un effetto più magico, mistico e allo stesso tempo, per renderlo più originale. Prima di arrivare a questa scelta ho fatto delle ricerche e, anche se nel mio racconto l’ho un po’ rivisitata, questa festa esiste veramente e viene celebrata soprattutto nei paesi nordici.
Mary e Hannes affrontano temi importanti come la solitudine, il lutto e l’amicizia. Come hai costruito psicologicamente questi due personaggi?
Il lutto è un aspetto già presente nella favola di Handersen, soprattutto nel finale. Con la mia rivisitazione, volevo innanzitutto darli un finale positivo e poi indagare maggiormente il personaggio della fiammiferaia, andare più in profondità. Per riuscire ad esplorare il suo carattere e farli fare un cambiamento nel corso della storia, ho introdotto il personaggio di Hannes. La solitudine e la malinconia che avvolgevano Mary, vengono dissipate nel corso della storia dallo spazzacamino, che rappresenta la parte comica e incarna il valore dell’amicizia.
La spilla della nonna assume un forte valore simbolico all’interno della storia. Quanto è importante, secondo te, il tema del lasciare andare?
In una prima bozza, la spilla in realtà doveva essere un cerchietto per capelli. Ho apportato questa modifica in seguito, perché mi sembrava più appropriata per la storia. Detto questo, l’istante in cui la spilla della nonna si rompe e loro litigano sul ponte, rappresenta un momento di svolta all’interno del racconto. Era necessario che Mary “passasse oltre” l’accaduto per iniziare ad aprire di più il suo carattere, e lasciasse andare quel senso di malinconia e tristezza. Nessuno si salva da solo. Questo è ciò che doveva trasmettere tale scena. Nella realtà, penso valga più o meno lo stesso: a volte siamo obbligati a lasciare andare certe cose, altre volte lo facciamo semplicemente per necessità, per riuscire ad essere più tranquilli.
Oltre alla scrittura, hai realizzato personalmente le illustrazioni del libro. In che modo disegno e narrazione dialogano tra loro nel tuo processo creativo?
È stata una vera sfida, sia scrivere che realizzare le illustrazioni. Era necessario che ci fosse un equilibrio fra le due parti, dovevano completarsi a vicenda. Come trasmettere certe emozioni? meglio farlo con una frase oppure attraverso un’immagine. Il corso, che sto frequentando ancora oggi, mi ha aiutato a fare chiarezza soprattutto dal punto di vista tecnico: quali colori utilizzare, alternare un’illustrazione singola ad una doppia pagina, … Per quanto riguarda il testo invece, ho dato a ciascuno personaggio alcuno lati del mio carattere, in questo modo li ho sentiti più vicini, ed è stato più semplice raccontare la loro storia.
Questo è il tuo racconto d’esordio. Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti artistici e letterari?
Sono già al lavoro su prossimo libro, sempre illustrato e indirizzato per un pubblico di ragazzi. La storia, questa volta, sarà mia originale e si svolgerà in estate in una città affacciata sul mare. Avrà un taglio molto più fantasy con un’aura di mistero. Alcune tematiche che abbiamo visto in questo primo libro torneranno anche nel secondo, e verranno esplorate altre dinamiche molto interessanti. Sono molto soddisfatto del risultato per ora.