Educare significa lasciare buoni ricordi ai figli

Ci sono momenti della vita da ricordare. Ci dovremmo impegnare a non tenerli nascosti, a non metterli da parte, a non trascurarli. Anzi sarebbe cosa buona e giusta: tramandarli. Come? Scrivendoli, mettendo in fila, numerandoli per tenerli sempre vivi.

La scrittura, ha una funzione conservativa in un mondo in cui ognuno vuole distruggere il vecchio per costruire il nuovo. Scrivere i nostri ricordi, significa conservarli, lasciarne traccia. I bei ricordi riemergono come le frasi sottolineate sui libri. Sono lì, dopo anni ci aspettano.

Un libro sottolineato è un libro vissuto, una vita ricca di ricordi positivi è una vita da ricordare e da tramandare. Una vita ricca di buoni pensieri e buone azioni è come una fiaba dei fratelli Grimm, ha sempre un lieto fine.

Il ricordo però rivive, riemerge solo quando siamo noi a richiamarlo. I ricordi positivi non bisogna rincorrerli sono lì ad aspettarci. Un altro modo per tenerli vivi, è utilizzare la fotografia come strumento del ricordo.

Le fotografie cartacee, a differenza di quelle digitali, una volta stampate e raccolte nei preziosi album di famiglia rappresentano la testimonianza più viva di quel momento.

Non è solo importante costruire bei ricordi, è anche necessario rintracciare i giusti strumenti per riviverli. Non a caso, a mio avviso l’album di famiglia, non ha prezzo. Le immagini fotografiche conservano e restituiscono: aneddoti, vite andate e tanto altro.

Solo sfogliando le pagine ingiallite di un album di famiglia è possibile rivivere per qualche secondo le sensazioni vissute di un tempo oramai lontano. La forza delle immagini ha ancora il potere di unirci.

Lo sanno bene i più accorti, quelli che scelgono di incorniciare le fotografie più rappresentative in bella vista. Le fotografie cartacee ci restituiscono la nostra storia: un battesimo, una comunione, una laurea, una qualunque vacanza, un semplice abbraccio fraterno.

Per me una casa senza fotografie, è una casa vuota. Lì dove ci sono tante fotografie alle pareti, vive la gioia del ricordo di chi si è impegnato a costruirli e di chi si impegna oggi a conservare quei bei momenti, non per vanità ma per spirito di condivisione.

Forse, siete tutti d’accordo su un punto: educare non significa altro che regalare dei buoni ricordi ai figli. Questi buoni ricordi, al momento opportuno, si accenderanno e illumineranno il loro cammino.

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Francesco Sassano

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