“Effetti di vita quotidiana. Quando la nostra mente ci mente” di Vincenzo Adamo

 

Queste distorsioni ci rendono prevedibili e ci portano a una comprensione imprecisa della realtà. Scritto con un linguaggio accessibile, il libro non è solo per professionisti del settore, ma per chiunque desideri comprendere meglio il funzionamento della propria mente. Adamo ci ricorda che, sebbene siamo esseri razionali, siamo anche imperfetti e vulnerabili a errori di pensiero che possono influenzare le nostre decisioni e il nostro benessere.

In sintesi, questa lettura offre spunti preziosi per riflettere sulle nostre scelte quotidiane e ci invita a mettere in discussione ciò che pensiamo di sapere su noi stessi e sul mondo che ci circonda. Un libro fondamentale per chiunque voglia sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri processi mentali.

 

 

Come smontare le trappole della mente, ne parliamo con Vincenzo Adamo

 

Qual è stata l’ispirazione principale per scrivere “Effetti di vita quotidiana. Quando la nostra mente ci mente”? Ci sono esperienze personali o professionali che hanno influenzato la sua scrittura?

Ho preso ispirazione osservando i comportamenti delle persone che incontravo al lavoro e nel tempo libero. Sono sempre stato curioso di scoprire quali aspetti vanno ad influenzare il nostro comportamento soprattutto durante le scelte.

Ogni giorno prendiamo migliaia di decisioni. Alcune sono poco importanti come decidere quale gusto di cornetto scegliere al bar per fare colazione. Altre scelte sono molto importanti. Non possiamo valutare i pro e contro di ogni scelta che facciamo. Ci vorrebbero settimane. Il nostro cervello ci aiuta applicando delle strategie per velocizzare ogni scelta. Queste strategie prendono il nome di euristiche mentali. Sono delle vere scorciatoie che intervengono per aiutarci a fare scelte rapide. Ad esempio, prenotiamo un tavolo in quel ristorante perché è sempre affollato. I bias cognitivi sono delle euristiche inefficaci che ci portano a commettere errori cognitivi nella valutazione e influenzano la nostra vita quotidiana. All’interno del saggio ho descritto i più diffusi bias cognitivi in modo che ogni lettore possa riconoscersi in alcuni di questi errori che ha commesso in passato in modo da fare scelte più ponderate in futuro. Questo ridurrà la probabilità di commettere nuove scelte sbagliate.

 

In che modo i bias cognitivi influenzano le nostre relazioni interpersonali e le decisioni quotidiane?

I bias cognitivi possono avere un impatto profondo sulle relazioni interpersonali e sulle nostre decisioni quotidiane in vari modi. Posso fare alcuni esempi:

  • Percezione delle persone: l’effetto conferma è un bias cognitivo che ci porta a cercare informazioni che confermano le nostre opinioni preesistenti su qualcuno, ignorando comportamenti che contraddicono queste convinzioni. Questo può portare a giudizi errati e incomprensioni nelle relazioni;
  • Comunicazione: l’effetto ottimismo è un bias cognitivo che può portare a sottovalutare i rischi in una situazione;
  • Gestione dei conflitti: l’effetto attribuzione è un bias cognitivo che può portare a interpretare i comportamenti degli altri come intenzionali o nocivi, mentre si tende a giustificare i propri errori come frutto di circostanze esterne. Questo porta a incomprensioni;
  • Scelte quotidiane: nelle varie decisioni quotidiane, come ad esempio quelle riguardanti acquisti o scelte lavorative, i bias cognitivi giocano un ruolo importante. L’effetto ancoraggio può farci basare le nostre scelte su informazioni iniziali (come il prezzo di un prodotto), mentre l’effetto disponibilità è un bias cognitivo che può portarci a sovrastimare la probabilità di eventi basandoci su esperienze recenti.

I bias cognitivi non solo influenzano il modo come vediamo noi stessi e gli altri, ma anche come prendiamo decisioni e gestiamo le nostre relazioni interpersonali. Essere consapevoli di questi bias può aiutarci a migliorare la comunicazione, ridurre i conflitti e prendere decisioni in modo più consapevole nella nostra quotidianità.

 

Puoi fornire un esempio pratico di un bias cognitivo comune che molti di noi potrebbero incontrare nella vita di tutti i giorni?

Tra i bias più comuni possiamo ricordare l’effetto spettatore.  A volte possiamo assistere ad una scena di violenza ma nessuno chiama le forze dell’ordine, pur avendo in mano il telefonino, perché tutti pensano che ci sarà un’altra persona ad avvisare dell’accaduto.

L’effetto Forer è un fenomeno per cui ogni individuo si riconosce in una descrizione che crede a lui riferita, senza accorgersi che è molto vaga tanto da adattarsi a qualsiasi persona. È il motivo per cui la gente crede all’oroscopo o ai tarocchi.

In caso di effetto nocebo, se il medico durante la prescrizione di un farmaco pone più attenzione agli effetti collaterali dopo la somministrazione, i pazienti saranno più attenti agli aspetti negativi. 

 

Quale consiglio daresti a chi desidera diventare più consapevole dei propri bias e migliorare il proprio processo decisionale?

Diventare più consapevoli dei propri bias cognitivi è un aspetto importante per migliorare il processo decisionale. Alcuni consigli pratici possono essere:

  • Informarsi sui vari bias cognitivi e su come influenzano il pensiero e le decisioni;
  • Dedicare del tempo alla riflessione dei propri processi decisionali passati;
  • Chiedere dei feedback ad amici, familiari, colleghi. A volte gli altri possono notare i tuoi bias più facilmente di quanto tu possa fare da solo;
  • Occorre adottare un pensiero critico. Bisogna mettere in discussione le proprie scelte e le proprie convinzioni;
  • Evitare le decisioni affrettate;
  • Riconoscere che non tutte le decisioni possono essere perfette e che l’incertezza fa parte della vita.

Essere consapevoli dei propri bias cognitivi richiede pratica e pazienza ma con il tempo si può diventare una persona più obiettiva, migliorando così la qualità delle proprie scelte nella vita quotidiana.

Aver effettuato in passato degli errori adottando bias cognitivi non ci deve far sentire delle persone stupide. Tutti veniamo influenzati da questi processi mentali.  

 

Credi che ci siano differenze significative nei bias cognitivi tra diverse culture o gruppi sociali? Se sì, come si manifestano?

 Sì, ci sono differenze significative nei bias cognitivi tra diversi gruppi sociali. Queste differenze possono manifestarsi in vari modi, influenzando il modo in cui le persone percepiscono e interpretano le informazioni. Ecco alcune delle principali differenze:

  • Bias di conferma: questo bias, che porta le persone a cercare informazioni che confermano le proprie credenze preesistenti, può manifestarsi in modo diverso a seconda del contesto culturale. In culture comunitarie, per esempio, le persone possono essere più inclini a conformarsi alle opinioni del gruppo e cercare conferme da esso, mentre in culture individualiste potrebbero essere più inclini a esplorare opinioni diverse;
  • Effetto di ancoraggio: le persone di diverse culture possono reagire in modo diverso all’ancoraggio, che è la tendenza a fare affidamento su informazioni iniziali quando si prendono decisioni. In alcune culture, l’ancoraggio può essere più forte se l’informazione proviene da figure autoritarie o tradizionali;
  • Bias dell’ottimismo: in molte culture occidentali, c’è una forte inclinazione verso l’ottimismo, dove le persone tendono a credere che eventi positivi accadranno più frequentemente a loro rispetto agli altri. In contrasto, in alcune culture orientali, potrebbe esserci una maggiore accettazione della sfortuna o del destino, portando a un approccio più equilibrato o realista nei confronti delle aspettative future;
  • Attribuzione culturale: le differenze culturali influenzano anche il modo in cui le persone attribuiscono cause ai comportamenti altrui. Nelle culture occidentali, si tende a enfatizzare fattori interni (come la personalità), mentre nelle culture orientali si potrebbe dare più peso ai fattori esterni (come il contesto sociale);
  • Bias di disponibilità: questo bias si riferisce alla tendenza a giudicare la probabilità di eventi basandosi su quanto facilmente esempi simili vengono in mente. Le esperienze culturali diverse possono influenzare quali esempi siano più facilmente accessibili nella mente delle persone, portando a valutazioni differenti della realtà;
  • Bias del gruppo: le dinamiche di gruppo possono variare notevolmente tra diverse culture. In alcune culture, l’identità di gruppo è centrale e i bias possono manifestarsi come favoritismo verso i membri del proprio gruppo (in-group bias) e discriminazione verso gli outsider (out-group bias).

Queste differenze nei bias cognitivi possono avere un impatto significativo sulle interazioni sociali, sulla comunicazione interculturale e sulla comprensione reciproca tra individui provenienti da contesti diversi. È importante considerare queste variabili quando si studiano i comportamenti umani e la psicologia sociale in un contesto globale.

 

Quali sono le principali sfide che affronti nel comunicare il concetto di bias cognitivi a un pubblico non specializzato?

Non appena studiamo qualcosa sui bias cognitivi impariamo subito a rilevarli negli altri, ma su di noi la faccenda è molto complicata. A volte le persone non si riconoscono negli effetti psicologici descritti in questo libro. Questo perché è molto probabile che il soggetto sia caduto senza volerlo in un’altra distorsione mentale: il punto cieco, il vero re dei bias. Questo nome gli è stato dato per la sua somiglianza metaforica con il punto cieco dello specchietto retrovisore delle automobili. Dovremmo ricordarci sempre che, proprio come le automobili tutti noi abbiamo questo punto cieco: la maggior parte delle volte non riconosciamo le nostre distorsioni e i suoi effetti. Pensiamo che sia qualcosa che “succede agli altri”, ma in misura maggiore o minore tutti subiamo diversi effetti.

 

Prima di salutarci, mi racconti quali sono i tuoi progetti futuri?

Nelle prossime settimane sto pianificando dei nuovi incontri con il pubblico in modo da sensibilizzare più persone sull’influenza di questi processi mentali che tendono a condizionare le nostre decisioni quotidiane.

Inoltre, sto iniziando a scrivere un nuovo saggio di psicologia che approfondisce le conseguenze delle varie forme di violenza sui bambini all’interno di famiglie disfunzionali. 

 

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