La Felicità non fa rima con facilità

Troppe persone rischiano di credere alla favola moderna, che, la felicità sia uno stato permanente facilmente raggiungibile. A mio avviso bisogna abbandonare l’idea che la felicità faccia rima con facilità.

Sviluppare il proprio progetto di vita significa impegnarsi a fare delle scelte difficili. Le scorciatoie quasi sempre non conducono verso la strada prescelta.

I percorsi di vita, insegnano come i nostri buoni propositi iniziali non sempre sono realizzabili per una serie di fattori il più delle volte sottovalutati: incertezza, rischi, dinamiche improvvise, impreviste e imprevedibili.

Prima ci rendiamo conto che non tutto è prevedibile e calcolabile, prima riusciremo a fronteggiare gli ostacoli e costruire valide alternative. Avere in mente il cammino non sempre può bastare, certo è un buon inizio ma non tutte le situazioni sono calcolabili, ci potrebbero essere delle salite e delle discese non previste, degli ostacoli da saltare, o peggio una serie di avversità imprevedibili.  

Progetto di vita

La buona riuscita del nostro progetto di vita, rischia di naufragare quando siamo concentrarti principalmente sul risultato senza tenere in considerazione le vari fasi del processo. La felicità è uno stato transitorio, che non dura in eterno, forse sarebbe più responsabile anche da parte di certa letteratura motivazionale e di autoaiuto non sponsorizzare false promesse.

La vita è caratterizzata dalle sue avversità, ogni montagna che scaliamo, ogni mare che navighiamo, ogni deserto che attraversiamo ci rende più forti, e sapendoci più forti diventiamo anche più sicuri di noi stessi, la preparazione nasce dall’esperienza e dal tempo, la nostra capacità di riuscire in queste imprese ci trasforma da uomini e donne insicuri in persone più sicure ed anche più felici.

In una società in cui tutti dispensano consigli, la grande differenza è saper discernere e ragionare con la propria testa. Nassim Taleb non a caso parla della necessità di de-narrare, ossia di spegnere la tv, ridurre il tempo che dedichiamo alla lettura dei giornali e ignorare i social, addestrando le nostre capacità di ragionamento.

Io presente, Io futuro

Nella lettura del libro Alternative di Sebastiano Zanolli, mi ha colpito questa sua semplice ed attenta riflessione, che di seguito vi ripropongo: “Se avessimo davanti fisicamente il nostro Io del futuro che ci fissa interlocutorio, difficilmente passeremmo il tempo libero a giocare con la PlayStation divorando patatine. Se poi ci chiedesse se stiamo facendo ciò che serve per renderlo felice e in salute, probabilmente ci alzeremmo alla svelta e indosseremmo le scarpe da corsa. Il futuro è un luogo molto importante e merita tutto il nostro impegno e la nostra attenzione. Purtroppo, non è di solito così che ragiona la maggior parte delle persone”.

Vivere il presente, significa decidere il passo del nostro futuro, il nostro lavoro principale è quello di farsi domande, effettuare scelte, sviluppare buone pratiche. Il rischio è quello di non essere sempre coerenti,non è una colpa, fa parte del gioco della vita, la crescita personale non è un percorso facile.

Secondo, i filosofi Colamedici e Gancitano: “Prenderci cura di noi stessi significa fare attenzione e dare spazio a emozioni, desideri, talenti, progetti, eppure non si tratta di una cura dettata dalla vanità e della paura del giudizio, ma dal desiderio di agire bene. Per questa ragione, prendermi cura di me significa prendermi cura di una parte del mondo, e così facendo prendermi cura anche degli altri, di ciò che metto in circolo”.

Questi passi sono necessari per produrre un processo di fioritura personale, di felicità interiore capace di riflettersi su chi abbiamo accanto.

Non ci sono delle regole, degli standard, non esistono persone perfette, l’unica cosa di cui siamo responsabili è il nostro atteggiamento nei confronti della vita. Siamo noi a decidere il passo da intraprendere consapevoli che non tutto può essere controllabile. Una cosa è sicura: non esistono vite felici all’interno di percorsi di vita facili.

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Francesco Sassano

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