Giudicare gli altri esprime chi sei, ti autodefinisce

Una delle citazioni più conosciute e lette sul web, di Luigi Pirandello, recita: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.”

Le parole del famoso scrittore siciliano, ci aiutano a comprendere quanto sia dannoso giudicare la vita degli altri. È facile notare i difetti degli altri senza essere capaci di osservare i propri. Una mente giudicante è una mente sofferente. Chi sta sempre a puntare il dito, a trarre facili conclusioni, a sminuire l’altro, forse non è una persona così felice.  I suoi giudizi sono solo un modo per respingere le sue zone d’ombra, invece di analizzarle, di farle sue, di concettualizzarle, distrattamente le riversa nei confronti di chi immagina diverso da Lui/Lei.

A pensarci bene, giudicare l’altro, un parente, un amico è un modo per alleggerire il carico. Ci sentiamo sbagliati tanto quanto loro ma invece di andare incontro alla nostra parte sbagliata, preferiamo rispedire il peso fuori di noi. Non facciamo altro che proiettare le nostre ombre fuori di noi inconsapevoli del fatto che quel buio è anche il nostro buio.

Mi spiego meglio, quando esprimo un giudizio su una persona quasi certamente mi sto autodefinendo. I tratti che non digerisco di quella persona, appartengono un po’ anche a me, li rivedo, ne parlo in continuazione ma per esorcizzarli per tenerli lontani da me li giudico. I miei giudizi sono soltanto il riflesso del mio modo di pensare e di essere.

L’unico modo per uscire da questo vortice, è quello di non lasciarti condizionare dalla logica binaria della tua mente, fatta di buoni e cattivi. Il primo passo è cercare di guardare le cose da un’altra prospettiva: inizia ad osservare le situazioni cercando d’avere una visione d’insieme lavorando su te stesso. Metti a tacere la tua mente giudicante, esprimere giudizi fa male a te, al tuo percorso, alla tua fioritura personale. Solo quando assumi un nuovo punto di vista, solo quando inizi a giudicare le situazioni e non le persone, solo in quel momento riuscirai a liberarti e accarezzare le tue zone d’ombra che fino a ieri riconoscevi soltanto nell’altro/a.

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Francesco Sassano

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