Ho capito una cosa
C’è chi sostiene il suo punto di vista fino allo sfinimento senza accettare alcun contraddittorio. Generalmente, sono persone polemiche, aggressive ed il più delle volte scarsamente empatiche. Se una nave affonda al largo del Mediterraneo con dei bambini, ti rispondono: “Sono degli irresponsabili” – “Restino a casa loro” – “Se la sono andata a cercare”. Per forza di cose, vogliono a tutti i costi avere ragione.
Concedetemi una categorizzazione, li potremmo classificare come i discendenti del fascismo. Non mi riferisco al fascismo storico raccontato nei libri di Antonio Scurati ma a quello dell’anima. In loro c’è una innaturale aggressività. Come fai a riconoscerli? La comprensione di queste dinamiche è abbastanza complessa. Per non andare troppo oltre ti invito ad attivare le tue capacità d’ascolto. Ascolta, il loro modo di esprimersi, di gesticolare, di giudicare, di affermare con vigore le loro arcigne idee fatte di intolleranza e menefreghismo. Dall’integralismo delle parole nase il gelo emotivo che metaforicamente potrebbe essere considerato come la scintilla o l’anticamera dove prende forma e piede il fuoco della violenza.
Tra i tanti fattori che determinano il radicalismo delle idee uno dei principali è l’incapacità di leggere sociologicamente gli eventi sociali. Viviamo in un’epoca in cui il pensiero si forma dopo la lettura di un slogan, di un reels su Instagram e così via. Una verità suadente costruita a tavolino da social-manipolatori conduce ad un vuoto mentale dove trovano terreno fertile menti aggressive. Oggi ho capito una cosa, che se non approvi il loro modo di pensare è inutile contraddirlo, metterlo in discussione. È tempo perso. Preferisco dedicarmi ad altro o restare in silenzio. È molto meglio dialogare o giocare con un bambino. Ti insegnerà molte più cose di quanto tu possa immaginare. Mi sa che aveva proprio ragione, Gurdjieff quando scrisse: “Se lavori con gli altri che lottano contro le proprie bugie, potresti essere in grado di imparare più velocemente. Ma nessuno può obbligarti a vedere se non vuoi e nessuno può obbligarti a svegliarti se preferisci dormire. O dormi comodamente o sforzati realisticamente di svegliarti”.