Il consumismo ci ha sequestrato il Natale e ci spinge a consumare senza pensarci sopra due volte

Il consumismo è un’economia fatta di eccessi, sprechi ma soprattutto è un’economia dell’illusione. Nell’atto dell’acquisto, ti senti realizzato, ma subito dopo provi un senso d’insoddisfazione. I tuoi desideri sono infiniti così come le offerte proposte dalla società dei consumi.  E quindi basta poco per creare un nuovo desiderio.  La macchina dell’illusione, non si ferma mai. Induce i consumatori a consumare senza pensarci sopra due volte.  La pubblicità cerca in tutti i modi di suscitare il nostro lato emozionale, facendo leva sulla nostra irrazionalità, limitando la nostra ragione. Ci hai mai pensato? Funziona, proprio così!

A Natale, la spinta agli acquisti diventa più pressante. Non a caso, tempo fa, Papa Francesco ha sintetizzato: “Il consumismo, fratelli e sorelle, ci ha sequestrato il Natale”.

Il punto focale è il seguente: non possiamo fidarci ciecamente dei nostri pensieri.

A volte guardiamo ma non vediamo. Ti è mai successo? Il tuo cervello, decide autonomamente. È del tutto normale processare i nostri pensieri, prendere decisioni affrettate, reagendo a quanto abbiamo immaginato.

All’interno della società dei consumi, il lavoro più grande da fare, è imparare a prestare attenzione. Non basta associare ad un determinato significato uno stimolo. È necessario, pensarlo e riordinarlo, creando buone associazioni mentali.

Vi dico: “Non fidatevi delle vostre sensazioni, o dei vostri pensieri, non potete prenderli sempre per buoni. Solo chi impara l’arte del prestare attenzione, ignorando ciò che c’è da ignorare, riuscirà a non farsi totalmente condizionare dalla società dei consumi”.

Visto che mancano pochi giorni al Natale, prima di inoltrarvi nel labirinto dei consumi, vi invito a leggere la poesia di Gianni Rodari “Un abete di Natale”, ritengo sia un ottimo esercizio per creare buone associazioni.

A me ha colpito la seguente strofa: “Quest’anno mi voglio fare un albero di Natale di tipo speciale, non lo farò in tinello, lo farò nella mia mente”.

Per costruire un albero di Natale nella nostra mente, bisogna lavorare sulla nostra attenzione altrimenti il desiderio prende il controllo dei nostri pensieri. Proprio come quando nel periodo natalizio, diventiamo dei consumatori onnivori, consumiamo per sentirci vivi. Perdendo il controllo della nostra attenzione.

Invece, invito del Maestro di Omegna, è di interrompere il filo diretto che ci collega alla cultura consumistica, che ci invita a comportarci in modo irriflessivo. Ripensare la società dei consumi nel periodo natalizio, proprio quando siamo iperstimolati agli acquisti, significa distinguere le cose e le azioni rilevanti. Significa concedere spazio e tempo al bisogno degli altri, dei più bisognosi rinunciando ad assecondare individualisticamente soltanto le nostre necessità più effimere.

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Francesco Sassano

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