Il desiderio di approvazione

Il desiderio di approvazione rischia di essere opprimente per uscirne tante volte cerchiamo di soddisfare le aspettative altrui ma così facendo finiamo di consegnare la nostra vita agli altri.

Certo è più facile imboccare una strada già tracciata, lungo il percorso non senti la sensazione di smarrimento di quando al contrario ti inoltri in un sentiero alternativo a te sconosciuto.  La soddisfazione di fare da sé e di riuscire a camminare piacevolmente lungo il nostro percorso, ci offre un’esperienza unica di vita.

La domanda da farsi è la seguente: preferisci l’approvazione degli altri o la strada della libertà senza approvazione?

Prendiamoci qualche minuto e proviamo a rifletterci insieme. Vivere la vita che gli altri si aspettano da te, preoccupandosi di come gli altri ci giudicano alla lunga significherà rinunciare alla propria libertà di scelta e le conseguenze con il tempo potrebbero essere catastrofiche.

Sappiamo tutti che nessun essere umano desidera essere disapprovato, come ho avuto già modo di scrivere, gli uomini desiderano essere compresi, ma continuare a dire menzogne a noi stessi e agli altri ci conduce verso la strada della sofferenza.

Ichiro Kishimi, nel “Il coraggio di piacere agli altri” ha scritto: “Se vivi in modo da soddisfare le aspettative altrui e affidi la tua vita agli altri, menti a te stesso ed estendi la menzogna a coloro che ti circondano”.

Nel rispetto dell’altro è giusto dividere i compiti senza interferire nella vita di chi abbiamo accanto. Succede spesso di ritenere preventivamente di essere dalla parte del giusto, di avere la pretesa di saperne di più e da qui parte la distribuzione egocentrica delle cosiddette pillole di saggezza interferendo nella vita degli altri. Così facendo non rendiamo un buon servizio nemmeno alle persone che amiamo più di ogni altra cosa, perché non le incoraggiamo ad essere libere.

Cosa significa essere liberi?

È un desiderio universale quello di non voler essere disapprovati dagli altri ma è altrettanto vero che nonostante i nostri sforzi ci sarà sempre qualcuno che non approverà le nostre scelte. Non voler essere disapprovati dagli altri è un impulso, Kant lo chiamava “inclinazione”.  La vera libertà è nell’imporsi dei limiti il nostro desiderio di approvazione è un impulso naturale ma a questo punto è lecito chiedersi: vuoi continuare a vivere la tua vita esclusivamente per ricevere l’approvazione degli altri?

Secondo la psicologia adleriana i problemi derivano tutti dalle relazioni personali.  Insomma, facciamocene una ragione – non si può piacere a tutti – di conseguenza molto meglio vivere secondo i propri principi e rispondere a sé stessi piuttosto che assecondare i desideri altrui.

Infondo c’è un prezzo da pagare per esercitare la propria libertà, e questo all’interno delle relazioni personali significa ricevere la disapprovazione altrui.

Nella vita di tutti i giorni occorre andare avanti nel rispetto dell’altro ma senza la paura di non sentirsi apprezzati. Può succedere che una persona non ti consideri per quello che sei, e se non hai nulla da farti perdonare, non è tuo compito quello di interferire nella relazione cercando ad ogni costo la possibilità di essere apprezzato dall’altro/a.

Un vecchio proverbio inglese recita: “cerchi di condurre il cavallo all’acqua, ma è compito suo decidere se bere oppure no”. Il senso è quello di non forzare mai le scelte dell’altro solo così rispettiamo la sua essenza e il suo diritto a sentirsi libero.

Ichiro Kishimi, nel libro sopra citato, nel dialogo tra il filosofo e l’allievo scrive in modo perfetto le conclusioni:

    FILOSOFO: Il coraggio di essere felici sottintende anche il coraggio di essere disapprovati. Quando conquisti quel coraggio, le tue relazioni interpersonali si alleggeriscono all’istante.

 ALLIEVO: Questa è una conclusione interessante.

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Francesco Sassano

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