Il mercato del desiderio: distacco emotivo e sessuale

Le nostre relazione amorose sono sempre più caotiche, non esistono regole, il mercato del desiderio è un mercato libero, non c’è un ordine e le forze in campo continuano ad essere asimmetriche.

L’incertezza dei nostri incontri erotici di oggi, trova le sue origini, a partire dagli anni Sessanta, la rivoluzione sessuale ha permesso la deritualizzazione delle pratiche d’Amore. Mi spiego meglio, se in passato, i riti standardizzati evitavano malintesi oggi non è più così. Dal corteggiamento al matrimonio, l’uomo recitava un preciso canovaccio. Prima di dichiarare il suo amore per la donna prescelta, doveva compiere alcuni passi importanti: una lettera, un regalo, il primo ballo. Tutta questa serie di eventi, avevano un significato chiaro e socialmente riconosciuto. Per le donne, il fatto di sposarsi o meno, era di vitale importanza, ne andava della loro sussistenza, della possibilità di avere una vita sessuale, e dare un senso alla propria esistenza rivestendo il ruolo di sposa e madre.  Oggi a differenza del passato, 2 incontri su 3 avvengono tramite il web, la conoscenza è molto più veloce e rapida, i nostri rapporti sessoaffettivi sono liberi ed individuali, rispondono alle logiche del mercato, decentrato e deregolamentato. Andare a letto con qualcuno/a non vuol dire più niente, nel bene e nel male, è un dato di fatto, non presume alcuna aspettativa. Un incontro erotico, non presuppone per forza di cose un impegno, nemmeno un legame, anche se non lo esclude. Una notte di buon sesso può avere un inizio ed una fine. Ne siamo tutti consapevoli. Non possiamo mai sapere cosa succederà il giorno dopo. Ci chiamerà, si farà sentire, sparirà come ha fatto l’Alto/a oppure sarà l’inizio di un nuovo Amore? Non esistono più significati sociali condivisi, modi per capire se ci sarà la possibilità di allacciare un legame, un fidanzamento. Molto più semplicemente: non ci sono regole prestabilite come in passato. Così per molti iniziano delle vere e proprie piccole disgrazie. La libertà, comporta delusioni e pericoli. Il rischio di accumulare ferite, è più alto.

La fobia da impegno ed il distacco maschile

L’uomo a quanto pare, ha scelto, la strada del disimpegno emotivo e sessuale. A pagare questa asimmetria è la donna. In un famoso saggio “Perché l’amore fa soffrire” la sociologa Eva Illouz spiega alla perfezione questa nuova tendenza. Illouz, si chiede come, sono regolamentate le nostre decisioni erotiche, del perché, tanti uomini decidono di svincolarsi di non impegnarsi. La tesi della Illousz, è la seguente, la mascolinità in passato poteva essere esercitata in tre ambiti: famiglia, lavoro e associazioni esclusivamente maschili. Nel corso del XXI secolo, l’autorità dell’uomo in casa e sul lavoro è venuta meno, in parte per la rivoluzione femminista ed in parte per l’avvento del lavoro salariato. Per Illouz, la mascolinità, deve essere intesa come quel miscuglio di autonomia, autorità e solidarietà di genere, che, oggi l’uomo esercita soltanto in ambito sessuale. Non tanto attraverso la violenza, ma, tramite indifferenza.

Ecco, cosa scrive, Illouz: “Essi [gli uomini] hanno trasferito sul sesso e sulla sessualità il controllo che precedentemente esercitavano sulla famiglia, eleggendoli ad ambiti privilegiati in cui esprimere e manifestare la propria autorità e autonomia”, continua Illouz, e aggiunge: “Il distacco nella sfera sessuale ha finito per assumere il significato più ampio di autonomia e controllo, quindi di maschilità. Il distacco emotivo potrebbe essere inteso come metafora dell’autonomia maschile”.

Per intenderci, da una parte ci sono sempre più donne che protestano, per questa mancata chiarezza, che hanno da ridire su questa asimmetria che vogliono un maschio più disciplinato. Dall’altra parte ci sono sempre più uomini, che, applicano un distacco emozionale e sessuale, come spiegato, questo resta l’ultimo spazio utile ad affermare la propria mascolinità. Oggi l’uomo, gioca di rimando, aspetta, si adatta e rifiuta sempre più spesso il legame a lungo termine.

Date queste premesse, la coppia nel mondo contemporaneo, fondato sull’autonomia e la ricerca di soddisfazione permanente, rischia di essere anacronistica e obsoleta. Il fare coppia al contrario non risponde al principio della massima soddisfazione del singolo, significa costruire insieme un rapporto di fiducia, in cui ci si dedica all’Altro, si sceglie con l’Altro, si sacrifica per l’Altro. Un microcosmo fatto di regole condivise, in cui l’interesse personale a volte va messo in secondo piano, per realizzare e assecondare comunemente un legame stabile.

Ritengo, realistico, quanto scrive, la giornalista, Tamara Tenembaum: “Credo sia un passo decisivo nel riconoscimento della condizione precaria dei nostri legami: che la mancanza di stabilità non implichi una precarizzazione dell’altro, che l’incertezza non sia per forza paura e che transitorietà e fugacità non significhino indifferenza, ma opportunità per il presente”.

Sento che esiste un modo per mettere insieme tutte queste esigenze, senza rispondere ad obblighi ed etichette ma uscendo dalla logica del consumo dell’Altro. C’è un modo per uscire dall’incertezza, ed il modo migliore, è accettare la fugacità delle relazioni moderne cercando di adattarci alla realtà. In genere ci adattiamo ai cambiamenti, modificando il nostro approccio, e, questo forse sarà il passo decisivo da compiere. La fine dell’amore romantico non dev’essere per forza, come si è storicamente pensato, la fine dell’amore. Non è una questione di non avere valori, ma di vivere con chi ha principi simili ai nostri, di costruire regole che non provengono da fuori ma stabilite da Noi.

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Francesco Sassano

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