Il pensiero limitante

La capacità di pensare è una risorsa straordinaria dell’essere umano, tutti possiamo essere creativi, abbiamo la capacità di analizzare, cercare alternative e nuove forme di azione, anche se non sempre ne abbiamo il coraggio.

Il comportamento umano è principalmente irrazionale anche se siamo portati a pensare il contrario.  Per questo motivo è necessario interrogarsi sui meccanismi che innescano i nostri pensieri. Questi possono essere, pensieri di qualità che ci aiutano a crescere e migliorarci oppure pensieri limitanti, che ci imprigionano condizionando le nostre prospettive. Quando abbiamo un pensiero aperto, siamo più adattivi, predisposti al cambiamento. Invece quando ad avere la meglio è il pensiero limitante corriamo il rischio di vivere all’interno di una sorta di gabbia mentale che non ci consente di cogliere le possibili opportunità della vita. Tutto ciò accade ogni qual volta, abbiamo un atteggiamento mentale protezionista, che si concentra più su ciò che non possiamo fare invece di immaginare le alternative.

Le trappole della mente

Quando viviamo un momento delicato della nostra vita, possiamo fare due cose: soffermarci sul problema o sulla soluzione.

Se ci concentriamo sul problema il nostro pensiero limitante naviga tra passato e futuro, senza inquadrare il presente, non riesce a sentirlo. Tutto questo ha il potere di paralizzare la nostra reattività. Al contrario se ci concentriamo sulla soluzione le trappole della mente si allentano ed il nostro pensiero diventa esplorativo e si mette alla ricerca delle possibili opzioni.

Come riconoscere il pensiero limitante

Partiamo da un assunto: siete sicuri che i vostri pensieri siano davvero vostri?

Probabilmente, molti di voi mi risponderanno: <<Sì, certo e di chi altri>>.

Ebbene, la risposta è sbagliata. Anch’io quando ho scoperto di non essere completamente padrone dei miei pensieri non l’ho presa bene.

Seguitemi, e vi spiego meglio come stanno le cose: possiamo affermare che tutti i nostri pensieri sono prodotti nel nostro cervello, ma non tutti i pensieri sono i nostri, in particolar modo mi riferisco al pensiero limitante.

Pensieri ereditati e pensieri indotti

I nostri pensieri limitanti molte volte sono ereditati. Dentro di noi sopravvivono le paure, i timori, i rimorsi, le aspirazioni, i sogni delle persone che hanno contribuito nel bene e nel male alla nostra crescita umana. Detto questo, è necessario, riconoscere questo insieme di pensieri ereditati, circoscriverli ed espellerli. Iniziamo a pilotare la nostra vita in completa autonomia quando smettiamo di alimentare i pensieri limitanti ereditati.

Capita pure di prendere in prestito dei pensieri da altri senza neanche accorgercene.

Basti pensare ai condizionamenti pubblicitari di giornali e tv o quelli che riceviamo in dosi massicce dai social, dai cosiddetti influencer o tuttologi.

Sei ancora sicuro, che, tutti i pensieri sono davvero i tuoi e soltanto i tuoi?

Quante volte non hai resistito al desiderio di correre presso il tuo rivenditore di fiducia per accaparrarti ultimo prodotto hi-tech perché ti è stato consigliato da i tanti spot pubblicitari, dai video su Youtube e dall’impeccabile descrizione della tua rivista tecnologica preferita.

Ne avevi davvero bisogno? Ti sei chiesto o meno se fosse necessario? Ora, che ci pensi bene, non hai saputo resistere. Benvenuto/a, nel club!  Non sei il solo/a, siamo tutti vittime del consumismo.

Come superare le trappole della mente

Se intendi uscire dalle trappole della mente, allora devi sviluppare una capacità di conoscenza e di contrasto dei tuoi meccanismi mentali.

Come ci suggerisce nel suo saggio “La sociologia della vita quotidiana” la filosofa Ágnes Heller, i bisogni alienati, hanno una valenza quantitativa che non lascia appagati. Più beni, più soldi, più potere alla lunga non soddisfano mai completamente l’uomo. Al contrario i bisogni qualitativi aggiungono qualità e valore all’essere umano. Di conseguenza coltivare amore, amicizia, introspezione, il gioco, le relazioni sociali offre all’uomo di non restare imbrigliato nelle trappole mentali.

Una volta chiariti questi aspetti, il passo successivo è l’azione, ossia aprire la propria mente ad una nuova modus vivendi, la filosofia della curiosità.

Che cosa significa operare secondo i canoni della filosofia della curiosità?  Non è difficile, basta non accontentarsi mai della prima risposta, basta non accontentarsi mai della prima diagnosi, valutare le possibili alternative. Nel suo saggio “La via del Pensiero Positivo”, Tomás Navarro scrive: “Non mi accontento mai della prospettiva più facile, né di quella più evidente, né tantomeno della prima idea che mi passa per la testa”

Come dargli torto, unico modo per riconoscere i nostri pensieri è instillare la curiosità della conoscenza in noi stessi.

Senza curiosità siamo comuni e ordinari

In quest’ultimo passaggio di considerazioni, bisogna affermare un principio di base, ossia è nostro compito mettere da parte il pensiero limitante per dare spazio al nostro pensiero creativo all’interno di un percorso di fioritura personale.

Spesso abbiamo più alternative di quante crediamo, ma se non ci concediamo la possibilità di prenderle in considerazione, se non attiviamo la curiosità rischiamo di agire in modo ordinario e comune, omologandoci all’uomo massa.

Giorni fa ho scritto un post sulla mia pagina facebook, intitolata AlimentaLaMente, rispetto alle possibilità che abbiamo di influenzare il cambiamento, a tal proposito ho espresso: “è necessario, impegno di ogni singolo per convincere le persone che il “sempre di più” non porta ad un benessere superiore, ma che lo stesso benessere può essere raggiunto con meno. Lo sviluppo delle ingiustizie è direttamente proporzionale alla società della crescita, i cui membri spinti dal produttivismo esasperato, perdono di vista ogni tipo di coscienza diventando perfino complici della distruzione dell’ecosistema”.

Concludo il mio intervento, sottolineando che per influenzare la storia sia necessario respingere il mito storico dell’utilità e del progresso e riscoprire che la felicità dell’uomo non passa dal vivere molto, ma dal vivere bene. Spesso per fare questo passo, dobbiamo spingerci oltre evidenza, attivare il nostro pensiero creativo così da essere per noi stessi e per gli altri il motore del cambiamento.

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Francesco Sassano

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