Il principio della gratificazione immediata, dagli oggetti ai legami umani

Lo continuerò a ripetere, fino alla noia: la precarietà, l’instabilità e la variabilità sono le caratteristiche più diffuse all’interno della nostra realtà sociale. Ce ne rendiamo conto oppure no? Dal lavoro, alla famiglia, dai rapporti amicali a quelli di coppia, ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle il significato di cosa significhi vivere nell’incertezza.

Nessuno può sentirsi al sicuro, nessuno può conoscere quale sarà il suo domani.

Le condizioni economiche e sociali precarie addestrano uomini e donne, a vivere secondo il principio della gratificazione immediata.

In un mondo insicuro e imprevedibile anche i legami umani sono diventati sempre più fragili come oggetti dopo un primo consumo si prestano ad un facile smaltimento.

Le relazioni sociali tendono a essere considerate e trattate come cose da consumare, non prodotte; e quindi accade sempre più spesso considerare l’Altro un’occasione migliore, così succede che il calcolo pragmatico si impadronisce del nostro modus vivendi. Ogni volta che uno delle parti annusa una condizione più conveniente rompe l’unione anziché ridiscuterla provando a salvarla.

L’immensità di offerte commerciali di beni e servizi di ogni tipo, mi fa percepire il mondo come un aggregato di prodotti da consumare nell’immediato. Ogni angolo della città anche il più remoto, ti invita a consumare ad acquistare prodotti, a fare esperienze, a vivere per consumare.

 Vivere per consumare

Se il principio di soddisfazione immediata, diventa il tuo modo di vivere, come un satana entra nella tua pelle e si impadronisce dei tuoi pensieri, ti senti gratificato solo dopo l’acquisto.

Questo malefico stile di vita, ci invita a lavorare 12 h al giorno per poi soddisfare una serie infinita di inutili bisogni, così ci sentiamo insoddisfatti e frustrati se non possediamo ultimo Iphone, se non approfittiamo della settimana del Black Friday per fare incetta di superflui oggetti d’arredo.

Senza pensarci due volte, cediamo alle logiche dell’acquisto compulsivo. Chi ci pensa più a riparare un semplice orologio, o qualsivoglia oggetto, facilmente sostituibile. Men che meno, siamo portati a rammentare o riutilizzare abiti fuori moda finiti nel dimenticatoio del nostro armadio. La logica è sempre la stessa, ne acquisto uno più bello.

Zygmunt Bauman: “compralo, goditelo e buttalo via”

Il risultato di tutto ciò, è stato abilmente profetizzato da Zygmunt Bauman, nel saggio Modernità liquida, le sue parole risuonano alla pari di una profezia che si autorealizza, quando scrive: “Se il legame umano, al pari di tutti gli altri oggetti di consumo, non è qualcosa che va costruito attraverso sforzi continui e occasionali sacrifici, ma qualcosa da cui ci si attende soddisfazione immediata, istantanea, al momento dell’acquisto – nonché qualcosa da rifiutare qualora non soddisfi, da tenere e usare solo fintantoché (e non un minuto di più) continua a gratificare – allora non c’è alcun senso nello «sprecare soldi per nulla», nel tentare con tutte le forze – anche a costo di pene e sacrifici – di salvare il rapporto.”

La modernità liquida ed i legami sociali

I legami sempre più spesso si rompono per banali e beceri conflitti, si decide di troncare con il proprio partner perché non soddisfa più le nostre promesse, le nostre attese iniziali.

I conflitti, nascono su chi deve lavare i piatti o accompagnare i bambini a fare sport, piccole frizioni vengono scambiate per incompatibilità caratteriali.

Il concetto di base è il seguente: se uomini e donne danno per scontato che i propri impegni sono temporanei e a breve scadenza, come gli oggetti che possiedono, e, che non c’è alcun motivo per restare fedeli ad un prodotto ritenuto scaduto, fuori moda o inferiore, alla lunga le mura del castello incantato facilmente vengono giù. Fino a quando non prenderemo consapevolezza che lo stesso meccanismo sopra descritto si riproduce anche nei legami umani, che finiscono per essere considerati e trattati come cose da essere consumate difficilmente troveremo una soluzione al problema. Per il prossimo futuro, abbiamo tutti un compito, ossia quello di resettare gran parte della cultura consumistica anche perché più passa il tempo, più travolge e distrugge anche la nostra sfera affettiva.

Tabella dei Contenuti