“Il profumo del mare” di Lola Love: un romanzo di rinascita femminile che parla al cuore delle donne
“Il profumo del mare”, romanzo d’esordio di Lola Love, pseudonimo di un’insegnante abruzzese, è molto più di una storia: è un viaggio emotivo, intimo e necessario dentro le ferite invisibili che molte donne portano con sé per tutta la vita. Ambientato tra Milano e Pescara, il libro racconta il percorso di una donna che, arrivata alla maturità, trova il coraggio di guardarsi dentro e scegliere finalmente sé stessa.
Pescara, città natale dell’autrice, non è solo uno sfondo narrativo, ma un luogo dell’anima. Il mare attraversa l’intero romanzo come simbolo di memoria, radici, ritorno e guarigione. È presenza viva, consolatoria, trasformativa.
Anna: una protagonista fragile, profonda, autentica
La protagonista, Anna, viene raccontata in due tempi della sua vita: bambina sensibile e donna cinquantenne. Due versioni della stessa anima, unite da un filo fatto di mancanze, silenzi, bisogno d’amore.
Da giovane Anna lascia la sua terra per trasferirsi a Milano, spinta da un amore intenso e totalizzante che, con il passare del tempo, si spegne nella routine, nelle disattenzioni, nei gesti mancati. È una storia che molte donne riconoscono, quella di un amore che all’inizio sembra salvezza e che lentamente diventa smarrimento.
Anna è una bambina timida, emotiva, assetata d’affetto. Lola Love la descrive con parole semplici e potentissime:
“Lei chiedeva amore nei dettagli, nei piccoli gesti.”
Ma quei gesti spesso non arrivano. In famiglia, Anna cresce in un clima segnato da relazioni disfunzionali, silenzi, superficialità emotiva. Qualcuno approfitta della sua gentilezza, della sua disponibilità. Anche durante l’adolescenza, più di una persona ferisce la giovane Anna. Ferite che non si chiudono con il tempo, ma si trasformano e si trascinano nell’età adulta.
Dipendenze affettive e ferite che restano nel tempo
Il romanzo affronta con grande lucidità il tema delle dipendenze affettive. Una bambina che non si è sentita amata diventa spesso una donna che cerca amore ovunque, anche dove non c’è.
Anna si lega a persone distratte, superficiali, narcisiste, entrando in relazioni psicologicamente distruttive.
Lola Love accompagna la sua protagonista senza giudicarla, mostrando con delicatezza una verità scomoda ma reale: una famiglia emotivamente carente lascia segni profondi e duraturi.
Il desiderio di fuga di Anna è espresso in una frase che colpisce per la sua intensità:
“Decisi che prima o poi sarei andata via da lì. Mi sentivo come una pianta senza radici.”
A volte non si fugge da un luogo, ma dal dolore che quel luogo rappresenta.
Lara e Andrea: le relazioni che curano
Nel percorso di consapevolezza di Anna, due figure sono fondamentali.
Lara, la cugina, è una presenza costante e sincera. I dialoghi tra Anna e Lara sono profondi, intimi, rivelatori. Attraverso di lei, il lettore entra nel mondo interiore della protagonista e comprende quanto sia importante avere qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare.
Andrea rappresenta invece una figura maschile diversa. È sano, accogliente, rispettoso. Non è il salvatore, ma la dimostrazione concreta che esistono relazioni in cui non bisogna elemosinare amore. Con lui, Anna sperimenta l’ascolto, la gentilezza, la possibilità di sentirsi finalmente vista.
Il mare e il ritorno a Pescara: tornare per guarire
Il cuore del romanzo pulsa nel desiderio di ritorno. Anna, ormai adulta, sogna di comprare una casa in riva al mare, proprio lì dove è nata, nel luogo da cui era fuggita.
Non è un ritorno nostalgico, ma consapevole. Tornare significa ricomporsi. La parola “intera” attraversa tutto il racconto come un traguardo emotivo.
Lola Love scrive una delle pagine più toccanti del romanzo:
“Quella bambina, però, adesso era una donna. Una donna che aveva imparato ad amarsi. Ma i pensieri di un tempo sanno essere tenaci. E anche quando il cuore sboccia, la bambina ferita resta lì, seduta in un angolo. In attesa di essere guardata.”
È l’immagine più potente del libro. La bambina ferita non scompare, ma chiede finalmente attenzione, riconoscimento, amore.
Lasciare andare per diventare intere
Il percorso di Anna non è lineare. È fatto di cadute, silenzi, riflessioni profonde, ma anche di rivelazioni. La guarigione passa dal lasciare andare ciò che fa ancora male.
Lola Love lo racconta con una metafora luminosa:
“Il passato era lì, come conchiglie sparse: alcune tagliavano ancora, altre brillavano alla luce del sole. Le avrebbe lasciate lì, tutte. Senza raccoglierle. Perché ora sapeva camminare scalza, senza paura di farsi male.”
Ed è a questo punto che Anna può finalmente affermarlo, con consapevolezza e forza:
“Non sono più quella di un tempo. Sono forte, sono intera. E finalmente… lo so.”
Perché è importante leggere Il profumo del mare
Questo romanzo è importante perché parla alle donne. A quelle che si sono sentite giudicate, invisibili, sbagliate. A chi ha vissuto relazioni tossiche, abusi emotivi, angherie silenziose. A chi è caduta e sta cercando la forza di rialzarsi.
Lola Love affida al lettore una verità che suona come una liberazione:
“Tutto quello che ho vissuto mi è servito. Non rinnego niente. Ho capito. E soprattutto, non mi fa più male.”
Il profumo del mare è un romanzo di rinascita femminile, un invito a tornare a sé stesse, a scegliere la propria libertà, a riconoscere il proprio valore. Non promette soluzioni facili, ma offre qualcosa di più prezioso: comprensione, verità, speranza.
Un libro da leggere se ti sei persa.
Un libro da leggere se stai tornando.

Il profumo del mare e la forza di rinascere: dialogo con Lola Love
Con Il profumo del mare, Lola Love firma un romanzo intenso e profondamente umano, capace di parlare alle donne attraverso le ferite, la memoria e il desiderio di rinascita. Una storia che attraversa il tempo, l’infanzia, le relazioni e il ritorno alle proprie radici, con una scrittura delicata ma potente. In questa intervista, l’autrice si racconta, accompagnandoci dentro il cuore del suo romanzo e del suo percorso creativo.
Anna è una protagonista molto vera, fragile e forte allo stesso tempo. Quanto c’è di te in lei e quanto nasce invece dall’ascolto delle storie di altre donne che hai incontrato nel tuo cammino?
In Anna c’è tutto di me, il mio è un romanzo autobiografico; i suoi ricordi dolorosi sono proprio i miei, c’è il mio percorso di consapevolezza. Anna è una voce narrativa che mi ha permesso di guardarmi da fuori e di trasformare il vissuto in racconto.
Accanto alla mia storia, vivono anche pezzi di altre donne che hanno amato troppo, che si sono perse in relazioni sbagliate per paura di restare sole
Pescara e il mare attraversano tutto il romanzo come presenze vive. Che rapporto hai con questi luoghi e quanto hanno influenzato la storia e il percorso di rinascita di Anna?
Il mare è il luogo della mia infanzia, è una presenza rassicurante. E’ lo spazio in cui ho imparato ad ascoltarmi, a restare.
Anna, dopo una vita trascorsa lontano dai suoi luoghi natii, decide di tornare e ritrovare le proprie, radici, di riappacificarsi con il passato. Il mare la accompagna nel percorso di rinascita.
Nel libro scrivi: “Quella bambina, però, adesso era una donna. Una donna che aveva imparato ad amarsi. Ma i pensieri di un tempo sanno essere tenaci.”
Quanto è stato difficile, per te, dare voce a quella bambina ferita senza edulcorarla e, allo stesso tempo, raccontare il passaggio verso una donna che sceglie di amarsi? Scrivere questa storia ti ha aiutato a fare pace con parti del passato o è stato, in qualche modo, un attraversamento ancora aperto?
Diciamo che è stato un percorso terapeutico: all’inizio è stato molto difficile raccontare, provavo ancora rabbia, delusione. Scrivere mi ha costretto a guardare quella bambina senza scappare; la scrittura ha poi preso il sopravvento e mi sono sentita libera. Il processo di consapevolezza e di amore verso me stessa, invece, è stato un processo lento.
Ho fatto quasi pace con il passato, ci sono ancora alcune parti da raccontare…
Nel libro affronti temi delicati come le dipendenze affettive e le relazioni disfunzionali, senza mai giudicare. Quanto è stato importante per te raccontare queste dinamiche con delicatezza e verità?
È stato fondamentale parlarne. In realtà, le relazioni tossiche sono molto più frequenti di quanto pensiamo. Spesso vengono normalizzate, scambiate per amore. il passaggio importante è la presa di consapevolezza di sé ed acquisire gli strumenti necessari per uscire dalle dipendenze emotive. Solo così diventa possibile interrompere certi schemi e iniziare a scegliersi.
La parola “intera” ritorna spesso nel romanzo. Cosa significa per te oggi sentirti intera e quale messaggio vorresti arrivasse alle lettrici che si riconoscono nella storia di Anna?
La parola “intera” descrive una donna che non si sente più a metà in assenza di qualcuno, non ha bisogno di essere scelta per sentirsi valida, smette di colmare vuoti con amori sbagliati. Intera è tornare a casa dentro di sé. È la fine delle dipendenze emotive. È dire “Con te sto bene, ma anche senza so chi sono”
Dopo Il profumo del mare, guardando avanti, a cosa stai lavorando adesso? Hai già nuovi progetti in cantiere o nuove storie che stanno prendendo forma?
Ora ho già un’idea precisa del nuovo progetto. Sarà ancora un romanzo di formazione. Ho in mente una nuova storia che continua a esplorare le dinamiche relazionali, con uno sguardo attento a temi molto attuali. È un terreno complesso, che richiede delicatezza e tempo, per questo mi sto concedendo una fase di ascolto prima di scrivere.