Intervista a Gloria Germani: dall’Io alla globalizzazione, passando per Terzani

Gloria Germani, è donna, scrittrice, ecofilosofa, biografa e massima esperta del pensiero di Tiziano Terzani. Dal nostro confronto diretto e spontaneo, vengono fuori un’infinità di argomentazioni. Come nelle migliori tradizioni: prima si pensa, poi si parla e finalmente viene il momento di scrivere. L’intervista ha come obiettivo, quello di smascherare individualismo esasperato, il consumismo dei nostri giorni, la falsità dei potenti, e l’opportunismo di molti. Per fortuna, c’è chi come Gloria, ha ancora voglia di studiare, riflettere per poi passare all’azione.

Di seguito, ho raccolto, gli aspetti più significativi di quanto ci siamo detti:

Oggi viviamo totalmente nel   mito della fiducia in se stessi.  Libri, influencer,  Personal  Coach, psicologi  puntano tutto sull’  Io  che sarebbe  il centro del successo  sia personale che sociale. Se fallisci è colpa tua.   Fuori c’è un mondo di felicità e di piacere, e se non lo cogli, è colpa tua.  Ci puoi spiegare perché questo mito è falso?

Noi viviamo nell’epoca dell’assoluto individualismo. Lo vedete ovunque anche nel linguaggio: io, io, io. L’ego è al centro del mondo, fuori dall’Io c’è un mondo fatto di piacere, di persone bellissime e felici, continuamente esposte – e ogni nuovo social le espone di più-  Il tutto afferrabile a suon di soldi, con resort, cene a 5 stelle, vacanze. Se la società non funziona è colpa della somma dei singoli. La responsabilità è personale. Credo che tutto questo sia assolutamente falso.

Innanzitutto dobbiamo capire le idee da cui deriva questa modernità liquida ( per dirla con il sociologo polacco Bauman). Sono idee recenti e credo sbagliate. L’idea dell’individuo, singolo, a se stante, come l’idea di materia esterna manipolabile a nostro piacimento si diffondono in Occidente nell’Ottocento, non prima.

Puoi spiegare meglio queste idee di individuo e di materia?

Ogni persona è soprattutto relazione. Ciascuno è figlio, amico, amante, padre, marito, collega, lavoratore, cittadino o suddito, in una fitta rete di relazioni che formano la sua personalità, e oggi sappiamo che la formano anche prima della nascita  – e forse   anche dopo la morte,  fosse anche solo  come ricordo ed influenza.  Noi non finiamo dove finisce la nostra pelle e non finiamo tra due date, quella di nascita e di morte. Siamo molto di più.  Come diceva il mio maestro Tiziano Terzani:” Noi non siamo solo corpi, da rimpinzare di cibo, da addobbare con vestiti firmati, da tatuare, siamo molto di più e siamo qualcosa d’altro”. Queste visione è antica e eppur nuova al tempo stesso.  Oggi è riconfermata dalla fisica quantistica, dalla PNEI, dall’epigentica.  Da Einstein in poi sappiamo che la materia è fatta solo di energia e di vuoto e noi stessi siamo energia e vuoto. Tiziano Terzani  ripeteva che i  suoi 30 anni in Asia che gli avevano insegnato molte cose.

Cosa hanno insegnato 30 anni di vita in Asia a Terzani?


Terzani vive in Asia dal 1971 al 2004. Terzani era un giornalista che non cercava i soldi, il successo. Lui voleva esplorare il mondo. La sua missione era viaggiare il mondo e cercare di capirlo.
Vive e sperimenta a Singapore, in Vietnam, in Cambogia, nella Cina subito dopo Mao, in Giappone, in Russia alla caduta di Gorgaciof, in Birmania, in Tailandia, in Laos, e poi ancora Mongolia, l’Indonesia, La Malesia, il Borneo. E tanti altri luoghi dell’Asia.…
Sostanzialmente capisce quello che l’Asia ha saputo da millenni: non c’è nessuna distinzione tra mente e materia.
E questo ha conseguenza sociali importantissime.
Cito Terzani:”Alcuni millenni fa i suoi saggi, i rishi, ‘coloro che vedono’ ebbero l’intuizione che la vita è una. Questa esperienza rinnovata di generazione in generazione è il nocciolo del grande contributo dell’India all’incivilimento dell’uomo e allo sviluppo della sua coscienza. Ogni vita, la mia e quella di un albero, è parte di un tutto dalle mille forme che è la vita”.
Se la vedi così, il problema del collasso climatico non sorge ed infatti non è sorto in altri contesti sociali e culturali. Nelle civiltà asiatiche, nel taoismo cinese, nell’induismo indiano, nel buddismo, nel giainismo, come in tantissime altre culture dei popoli indigeni in America del sud e del nord, in Africa o in Oceania. Essi avevano un legame fortissimo con la Natura considerata Grande madre, Pachamama, non potevano sfruttarla perché loro erano parte di lei. .

Terzani diceva che “La Natura è la grande maestra!”. Puoi spiegare?


Questo è infatti un insegnamento che ha ricevuto soprattutto nel 1993- l’anno senza salire mai su un aereo- che chiama: “Questo mezzo che scorcia tutto,anche la comprensione del mondo” e dal 1999 in poi quando ha deciso di vivere nell’eremo sull’Himalaya.
Delle 5000 diverse civiltà che si sono alternate, influenzate, soprammesse sul pianeta terra, nessuna ha pensato la materia come qualcosa di inerte, da manipolare a nostro piacimento. Pensiamo agli alberi, le foreste – sono solo legname? i maiali, sono solo salsicce? Gli alberi di gomma, sono solo pneumatici? le mucche – sono solo bistecche? (In india le mucche sono sacre perché rappresentano la generosità della natura). E’ solo con la società industriale che abbiamo iniziata a manipolare la materia, sfruttando senza fine quelle che chiamiamo risorse, ma che di fatto fanno parte di quel tutt’uno che siamo noi. E’ un dato accertato che solo la civiltà industriale ha dato origine al collasso climatico, ad una emergenza estremamente pericolosa per il nostro futuro
Ma la società industriale non c’è perché ci sono “i cattivi industriali” o come diceva Marx , perché c’è la borghesia. Il problema è più complesso.

In che consiste la differenza tra le 5000 civiltà indigene e la civiltà industriale?

La civiltà industriale nasce perché è sostenuta da un tipo di conoscenza che si ritiene superiore ed unica rispetto a tutte le altre: la vera scienza. È la scienza occidentale nata dai padri del cosiddetto Illuminismo: Cartesio, Bacone, Newton, Hobbes, Locke.  Essa nasce proprio perché crede in quella a separazione tra mente e materia- che invece oggi è stata smentita. L’io, la mente studia e manipola la materia esterna, attraverso l’industria.  Non c’è più la Natura madre di tutti, ma una materia inerte da modificare. Il tempo non è più quello ciclico delle stagioni, ma una linea dritta che corre verso il Progresso e Il progresso giustifica ogni più stupida invenzione lanciata sul mercato.

Perché oggi crediamo tanto nel mercato e nell’economia?

Perché se crediamo che l’unica realtà sia la materia – e non ci sono altri valori sul senso del tutto, sia etici che religiosi ( essi infatti non sono riconosciuti dalla scienza)  -, allora l’unico valore diventa il denaro, ciò che come individui singoli, come io,   siamo disposti a pagare per questo o quello. Ma l’economia è una menzogna ( come dice l’economista Latouche)  e come ha ribadito Terzani : “La battaglia del futuro sarà la battaglia contro l’Economia”. Oppure “ la nostra  civiltà è diventata, matta, matta, per colpa dell’economia ( La fine è il mio inizio). 

Infondo è molto semplice: Se la premessa è sbagliata – la fede nel materialismo -, le conseguenze sono sbagliate e catastrofiche – la dittatura dell’economica, il consumismo, la società liquida.

Terzani infatti ribadiva ai giovani: “IL consumismo ci consumerà. E allora se non vogliamo finire come polli in batteria, digiuniamo, facciamo a meno di tutti quei bisogni che ci  vogliono convincere di aver bisogno ma di cui  non abbiamo bisogno affatto” ( telefonini, scarpe alla moda, social, etc)

Perché tutto questo non è facile da capire?

Perché  come aveva capito bene Terzani  “Ciò che determina la cultura è l’industria”. Non altro.  Dopo il ribaltamento  avvenuto con  l’illuminismo, con la   separazione mente-materia,  l’informazione e la cultura  in senso lato sono  finalizzati sempre alla vendita  di qualcosa  e non a liberarci dai  desideri fittizi o ad indicarci un senso complessivo della vita. . 

Dall’Ottocento siamo dentro ad  un sistema inscindibile: scienza-tecnologia-industria. In forza di questo  ci siamo sentiti i più progrediti,  il punto più alto del progresso. Gli altri popoli erano solo primitivi  e li abbiamo sterminati oppure ammaestrati, con il colonialismo – dopo averli  saccheggiati di tutte le materie prime. Ora il sistema continua e con la televisione ,il web, i social continua a colonizzare la  loro mente. 

Chiudo ancora con una citazione di Terzani sulla globalizzazione  che ci viene venduta come inevitabile e come  progresso, ma che invece non lo è affatto. Anzi sta distruggendo la Natura, noi stessi e la nostra umanità.

“La globalizzazione non è solo un discorso economico ma anche biologico in quanto ci impone dei desideri globali e comportamenti globali che finiranno per indurre modifiche globali al nostro modo di pensare. Il mondo oggi ha bisogno di ribelli, ribelli spirituali”.

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Francesco Sassano

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