Io so come ero prima e come sono ora

Chi non percepisce se stesso, non può prendersi cura di sé. Ci vuole una grandissima dose di sensibilità per guardarsi dentro. A pensarci bene è un’operazione scomoda, è come andare a rovistare all’interno di un cassetto polveroso, tanto ci puoi trovare il cosiddetto album di famiglia a te caro oppure un insieme di fotocopie accumulate lì per pigrizia. Il risultato, a mio avviso, è sempre positivo. Sfogliare quell’album di famiglia di permetterà di riaccendere vecchi ricordi, positivi o negativi che siano, sappi che vivranno sempre e comunque dentro di te. Anche se tu pensi di averli seppelliti per sempre; per capire chi sei oggi, per forza di cose hai bisogno di rispolverare i cassetti della tua mente.

Stimolare i nostri sensi, la nostra attenzione, riascoltare i vecchi ricordi può scatenare più sensazioni. Non possiamo fidarci ciecamente delle nostre sensazioni, così come non possiamo farlo dei nostri pensieri. Osservare ed esplorare il nostro animo, così come facciamo quando mettiamo le mani all’interno di quel cassetto polveroso, è un’operazione da compiere con cura, non sempre riusciamo a trovare ciò che realmente cercavamo. Forse non troverai l’album di famiglia, che tanto amavi, ma può darsi che riuscirai a trovare un oggetto o una foto che avrà un significato diverso ed inaspettato ma ugualmente importante per ricostruire il tuo Sè. Lo stesso discorso vale, per noi stessi, non è immaginabile trovare di colpo tutte le risposte, solo scavando riusciremo a risalire alla nostra essenza.

Eppur vero che il nostro cervello è molto pigro, non vuole un lavoro extra. Preferisce sempre darti le solite risposte. In pratica non vuole sforzarsi più del necessario. Se la tua mente intuisce che hai intenzione di migliorare, di cambiare, una parte di Lei, inizierà a fare i capricci, si metterà di traverso, ti farà i dispetti.

Le decisioni migliori, sono di solito scomode. Per questo ti pesa andare in palestra, chiedere scusa al tuo ex, rispettare gli orari o cambiare lavoro.  Per non rinunciare ai suoi confort, la mente, proverà a sabotare il tuo cambiamento. Questo è uno dei motivi per cui non è facile scandagliare, scendere in profondità nel tuo abisso. Non puoi andarci senza la giusta attrezzatura, senza aver compiuto un duro allentamento. Non puoi farlo dalla sera alla mattina.

Il problema di fondo, è questo, se non sai chi eri prima, e non ti metti da oggi a lavorarci sopra non riuscirai mai a dare una risposta alle tue tante contraddizioni.

Spesso abbiamo più alternative di quelle che crediamo ma non le consideriamo perché continuiamo a ragionare allo stesso modo di prima. Le nostre limitazioni cognitive sono infinite, se non iniziamo a tenere presente questo aspetto continueremo a giustificare le nostre decisioni per non riconoscere di esserci sbagliati. Non basta sporcarsi le mani dentro quel cassetto polveroso, se poi riponiamo tutto lì dentro e non eleminiamo la spazzatura mentale che da anni ci perseguita. Basta accumulare, mettete da parte. Accetta e studia nuove forme di pensiero, ma soprattutto, nuovi approcci di vita più inclini al chi sei ora mettendo da parte definitivamente il tuo passato.

Non ti sentire in colpa, non ti imporre obblighi, anzi lascia andare la zavorra di chi eri se ciò che sei stato non ti piace più. Il tuo compito è quello di assumere un’indipendenza cognitiva utile a sganciarti dal passato, accettalo così com’è stato per proiettarti interamente sulla persona che sei oggi e su chi intendi diventare domani.

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Francesco Sassano

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