Irresistibile tentazione del capitalismo consumistico: “piacere e colpire”

Il nostro quotidiano è saturo di proposte economiche, il capitalismo consumistico ha invaso ogni sfera, anche quella sentimentale. Quando mi sveglio al mattino, dopo un primo caffè apro la mia email lavorativa ed è inondata da pubblicità tentatrici. C’è chi vuole offrirmi la possibilità di fare un nuovo viaggio, chi mi offre un nuovo svago, chi mi ricorda che sarebbe il momento d’andare in palestra per perdere i miei kg di troppo. Esempio è banale, ma, è alquanto veritiero, il capitalismo consumistico non è altro che è un capitalismo seduttivo. Il nuovo comandamento; è “piacere e colpire”, il linguaggio è il seguente: lasciati tentare, lasciati sedurre dall’attrazione dei piaceri e dalle ultime novità.

In un mondo in cui il mercato decide il tuo ruolo, il denaro è al primo posto, il desiderio immediato è facilmente soddisfatto da un click. Tutto sembra andare verso un’unica direzione, quella del consumare, secondo un’unica legge: “Piacere e colpire”. Questo rimodellamento collettivo ha rivoluzionato il mondo, il nostro modo di pensare, i nostri approcci con gli altri. La nostra vita quotidiana, è sintonizzata sulle frequenze del tutto e subito, la lentezza non è contemplata. Il capitalismo incantatore è un capitalismo emotivo. La logica della seduzione, regola il nostro modo di comunicare, pensare ed esistere all’interno della società.

A partire dagli anni Novanta, la connessione permanente, è stata facilitata dai nuovi strumenti di comunicazione: microcomputer, la connessione a internet, il gps, computer portatili, smartphone, tablet. Se da un lato ha permesso di reperire informazioni e servizi, dall’altro ha facilitato le possibilità per ogni utente di mettersi in scena, piacere, ricevere gratificazioni simboliche, essere lusingati dall’approvazione degli altri.

Interattività e istantaneità della comunità virtuali, ha amplificato e liberalizzato la legge del “piacere e colpire”.  Questo universo di cose, ha sviluppato nuove forme seduttive, ha quasi distrutto le forme elementari della seduzione: la bella retorica, la lentezza, la pazienza nell’aspettare l’attimo giusto, l’ambiguità del sapere e non sapere. Ci troviamo a vivere uno scenario in cui è molto diffuso un immenso malessere, un profondo stato d’ansia e insicurezza.

Il “piacere e colpire” si manifesta all’interno della vita economica, politica, e relazionale. La società della seduzione non va distrutta, ma certamente, ha bisogno di essere ripensata. La seduzione non è il male assoluto, anzi è la forza motrice del desiderio, ma se all’interno di questa fabbrica si produce solo falsità, diventa uno strumento che ha come obiettivo quello di mettere in trappola l’Altro. Alla lunga finisce per fare solo del male quando ha come fine ultimo quello di manipolare o ingannare, producendo alla fine un’esperienza di dolore.

La società della seduzione, così come funziona ai giorni nostri, non è un modello sostenibile, nonostante ciò l’ethos seduttivo non cessa di guadagnare terreno, di impadronirsi delle nostre anime e con esse anche delle nostre dinamiche relazionali. Un’economia di questo genere, crea profondo malessere, e la seduzione rischia di essere un’impresa manipolativa e distruttiva.

Così come scrive, il sociologo francese, Lipovetsky: “Non si tratta di mettere alla gogna il principio del piacere e colpire, bensì di vincere le seduzioni “povere” e di sostituirle con altre seduzioni più belle, più ricche, meno strutturate dall’offerta del mercato”.

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Francesco Sassano

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