Istruzioni su come affrontare l’infelicità

Per essere felici bisogna essere coraggiosi. La vita è un viaggio fatto di memorie, esperienze, sorprese, sconfitte e rivincite. Per intraprendere questo viaggio con il destino bisogna allenarsi ad essere coraggiosi. Non siamo coraggiosi quando mostriamo i muscoli, quando sfidiamo a duello il nostro avversario, quando ragioniamo secondo logiche di sopraffazione dell’uno contro l’altro. Perdiamo entrambi. Dovremmo interpretare il coraggio come una categoria morale, come la nostra capacità di agire correttamente nonostante il giudizio degli altri, la vergogna e la perdita personale. Il coraggio di cui parlo io, è il coraggio di chi è capace a mostrare i propri punti deboli confrontandosi con le proprie vulnerabilità. Non puoi essere coraggioso se non sei disposto ad esplorare ignoto. Non puoi fare come il sasso che chiede a un uccello che cosa c’è dall’altra parte della montagna restando lì fermo ed immobile.

Per saperne di più, per forza di cose è necessario mettersi in cammino, avere il coraggio di attraversare l’altra parte della montagna per capire come va a finire. Non puoi restare inerte, impietrito come il sasso continuando a vivere facendo tuo il cosiddetto sentito dire. Soltanto quando avrai visto quello che dovrai vedere da più angolazioni, sarai più consapevole. Perché uno stesso luogo cambia dalla primavera all’inverno, ha colori e suoni diversi. Quando hai modo di scoprirli entrambi hai la possibilità di confrontarli e sceglierli. Ma per fare ciò devi incamminarti e durante il cammino devi essere cosciente che puoi anche cadere e farti male. Banalmente puoi fallire. A quel punto viene fuori il bravo viaggiatore che è in TE, capace di riconoscere il fallimento come un’eventualità, una possibilità e che non traduca la sconfitta come un qualcosa di irrimediabile.

La prima mossa da fare per essere felici è imparare a muoversi all’interno dell’infelicità, considerandola un punto di inizio e non un luogo da evitare. Infelicità fa parte della vita e per essere felice non puoi fare altro che accoglierla. Una vecchia massima degli antichi romani, dice: “il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste”. E tu lo segui o resisti?

L’essere umano non sarà mai un Dio, anche se qualcuno ci vorrebbe perfetti non lo saremo mai. La nostra fallibilità, rappresenta un limite sul quale è importante lavorare tutti i giorni. E quindi più che parlare di come raggiungere la felicità, preferirei ragionare su come costruire il nostro personalissimo percorso di vita, fatto di ricerca e conoscenza per raggiungere quel giusto equilibro che può avvenire soltanto quando siamo bravi a riconoscere dignità ad esistenza anche all’infelicità.

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Francesco Sassano

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