Le nostre idee, determinano in parte la nostra storia. Se ti svegli al mattino e pensi che la tua povertà, le tue sventure sono causate dal volere di Dio, allora pregherai. Se invece pensi che la tua povertà è il risultato della tua inettitudine, facilmente, cadrai nella disperazione più totale. E se pensi che la tua povertà sia dovuta all’oppressione dell’uomo sull’uomo, allora imbraccerai un fucile per avere la meglio sul tuo nemico.

Lo psicologo americano Barry Schwartz, afferma: “Che la tua risposta alla povertà sia la rassegnazione o la rivoluzione, dipende da come concepisci l’origine della tua povertà”.  Continua, dicendo: “Le idee sbagliate o fuori tempo riguardanti gli esseri umani non se ne vanno facilmente se la gente crede che siano vere. Perché se la gente crede che siano vere, queste idee creano modi di vivere e istituzioni che corrispondono a quelle false idee”.

Come ha osservato lo storico Yuval Noah Harari, gli uomini preferiscono da sempre ragionare in termini di storie piuttosto che di fatti, in pochi tengono in considerazione i numeri, più la storia è semplice e più facilmente viene assimilata. Ogni persona, ogni gruppo sociale, ogni nazione, racconta le proprie storie, fatte di leggende e miti. Anche Noi, abbiamo le nostre storie, le nostre convinzioni.

Solo chi investe tempo e fatica, ha la possibilità di guardare il Mondo da un’altra angolatura e riuscirà nello sforzo di cambiare prospettiva.

Anche se non ce ne rendiamo conto, non possiamo più affrontare le paure e l’incertezza della nostra società liquida con le armi del passato. Abbiamo bisogno di idee nuove. Non dovremmo continuare a vivere secondo il principio dell’emergenza, piuttosto sarebbe nostro compito creare opzioni in attesa e nell’eventualità di un’emergenza.

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Francesco Sassano

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