La bellezza della vita è da ricercare nel suo mistero
Non tutti gli aspetti della nostra esperienza umana sono: calcolabili, misurabili, tecnicamente o scientificamente spiegabili. Ci affanniamo a ricercare la verità partendo esclusivamente dal nostro punto di vista. Ci inoltriamo in assurdi ragionamenti. Ci perdiamo in inutili congetture e finiamo per dare risposte insensate ed inesatte. Ci sbagliamo quando riteniamo d’avere una risposta per ogni enigma della vita ma quasi sempre ce ne accorgiamo soltanto alla fine del nostro cammino. Ci dimentichiamo che in fondo basta: un incontro, una perdita, un abbraccio, una telefonata, un addio per ricordarci che l’essenziale è invisibile agli occhi.
La vita non è matematica, è poesia. Piuttosto, chiediti: Cosa mi vuole dire la vita? Parti da te, dal tuo ascolto. Cerca di dare spazio all’ignoto senza responsabilizzare nessuno se non riesci ad afferrarlo a farlo tuo. Imperscrutabilità dell’ignoto è il motore del desiderio. Da qui nasce la voglia d’approfondire, di saperne di più. Senza il desiderio di conoscenza non saremmo qui. La meta finale non è quella di fornire risposte ma quella di porsi sempre nuove domande.
Solo chi è bravo a cercare sempre nuove domande si dà la possibilità di trovare nuove soluzioni alle problematicità quotidiane. Così facendo migliora la sua capacità di resilienza, la sua empatia verso il mondo circostante. Guai a fermarsi alle risposte raggiunte. Se l’Uomo si fosse accontentato delle risposte trovate dalla sua nascita ad oggi non ci sarebbe stata alcuna evoluzione umana. Poi però ci sono energie invisibili e inspiegabili: le energie umane. Non a caso Einstein, disse: «Noi vediamo, sentiamo, parliamo ma non sappiamo quale energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare. E quel che è peggio è che non ce ne importa nulla. Eppure noi siamo quell’energia». E sulle energie umane potremmo disquisire all’infinito ma difficilmente troveremo una ragione scientifica utile a spiegarne il significato completo.