La bellezza è dinamica, non ha uno scopo, è semplicemente bellezza

La bellezza è negli occhi di guarda, tutto dipende dal modo in cui noi vediamo le cose, le persone, la natura. Di sicuro mai come in quest’epoca siamo così condizionati dagli standard sociali che diventa sempre più difficile interpretare la bellezza come un processo dinamico. Sempre più spesso ciò che ci appare bello è un prodotto omologato. Per intenderci, la bellezza come la vita, è costituita da più stagioni. Non può essere considerata piacevole e bella soltanto l’estate. Così facendo rischiamo di non apprezzare l’inverno. E allo stesso modo rischiamo di concentrare ogni aspettativa sulla giovinezza, come se la bellezza si fermasse ad un’unica fase della nostra vita.

Quante volte ci siamo ripetuti di andare oltre l’aspetto fisico delle persone e delle cose, ma poi puntualmente ci siamo lasciati attrare dall’idea di bello che altri hanno scelto per noi. Mi riferisco ai metodi di scelta del nostro partner, di un vestito, della nostra auto o degli interni del nostro appartamento. Quante di queste scelte sono state compiute consapevolmente? Quanto hanno influito la pubblicità, i social, il desiderio di dimostrare il nostro status?

Per scorgere la vera essenza delle cose, è necessario andare oltre l’apparenza. Andare oltre il lato estetico delle persone e delle cose ci permette di avere un atteggiamento equilibrato. Per fare ciò è necessario partire da un concetto di base, la vita è imperfetta, le persone sono imperfette, partendo da queste premesse diventa più facile accettare la caducità della nostra esistenza terrena.

Ogni volta che parliamo di bellezza dovremmo uscire dalla semplice concezione estetica, che tra l’altro è momentanea e condizionata da tutta una serie di fattori sociali. Il miglior modo per vivere serenamente è accettare l’imperfezione, il difetto, incompletezza. Il passaggio di fondo sta nel considerare i difetti naturali come un valore della persona, dell’oggetto o della situazione in quanto belli di una bellezza naturale non artificiosa.

A differenza di quanto siamo portati a credere, la bellezza risiede anche nel passare del tempo, l’invecchiamento e le esperienze ci permettono di essere persone con maggiori qualità umane. 

Per un approccio di questo tipo, definito dai giapponesi, Wabi Sabi, che potremmo definire una vera e propria filosofia di vita, è necessario iniziare a smetterla di discriminare le persone o le cose perché ritenute imperfette o vecchie.

Per fare un passo di questo genere, abbiamo bisogno della quiete, perché è l’unico modo per apprezzare l’Altro, la natura o le cose. La ricetta magica sta nell’osservare i dettagli. Se vuoi assaporare la vita devi rallentare. Anche se tutti ti invitano ad accelerare, il miglior modo per vivere la bellezza nella sua totalità è rallentare la marcia. Camminare, mangiare, fare l’amore, godere i piccoli istanti, con intensità ma a piccoli passi ci permetterà di apprezzare quel maglione sgualcito, quel naso imperfetto, quel sorriso rugoso, quell’edificio non più nuovo.

Domandatevi quale storia si nasconde dietro quel maglione, quel volto rugoso, quale storia c’è dietro quell’edificio cadente.

La base per fare questo passo, è l’empatia: conoscere la storia e il contesto, solo così evitiamo di esprimere i soliti giudizi. Magari per te quell’edificio non ha un valore, ed invece, scoprirai che ha 1000 anni di storia. Quel maglione per te è fuori moda ma forse ha riscaldato più di una persona.

Una buona analisi, esige tempo, prendetevi del tempo per conoscere la bellezza attorno a voi.

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Francesco Sassano

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