La differenza tra solitudine e l’essere soli

La nostra paura della solitudine ha radici profonde, a causa di questa paura trascorriamo parte della nostra vita senza conoscere il valore della solitudine.

Domanda: c’è una solitudine buona e una cattiva? Che differenza c’è tra solitudine e l’essere soli? Inconsapevolmente, abbiamo paura di stare da soli. Consideriamo la solitudine quasi sempre in modo negativo. La solitudine comporta stare soli ma non ha lo stesso significato di essere soli.

Mi spiego, meglio, con termine solitudine s’intende la capacità di stare da soli, in compagnia di se stessi. Tra l’altro i momenti di solitudine sono diventati quasi impossibili: social, messaggi, telefoni. Siamo sempre connessi e circondati da altri, non abbiamo mai un vero e proprio momento da trascorrere con noi stessi. Essere soli, a differenza significa soffrire per la propria solitudine, non sapersi godere del tempo in compagnia di noi stessi.

Voglio farti una domanda: Sei mai andato al cinema da solo? Sei mai stato a cena da solo?

Se la risposta è negativa, dovresti fermati a chiederti il perché. Forse perché inconsapevolmente hai paura, poco autostima o ti lasci condizionare dal giudizio altrui.

Riconoscere, il valore della solitudine, invece significa fare un passo avanti utile a riconoscere sé stessi. Tante volte ci siamo detti o abbiamo detto: “Prima di stare con qualcuno, bisogna stare bene da soli”. Succede che se ricerchi la disperata compagnia di un’altra persona per sfuggire alla solitudine costruisci relazioni basate sul bisogno e sulla paura di stare solo.

Dobbiamo toglierci dalla testa, i classici pregiudizi, di chi intravede nella solitudine il male assoluto. Di chi non riesce ad attribuire un valore positivo, alla solitudine, intesa come un momento da dedicare alla crescita personale del nostro Io.

La paura della solitudine è una costruzione sociale, come ti dicevo prima. Viviamo in una società in cui la solitudine è vista negativamente. Invece, dovremmo imparare a non aver bisogno degli altri ma avere il desiderio di vivere con gli altri. Nella vita puoi aspettare che qualcuno entri a farne parte, per dirti quanto sei bravo e gentile, oppure puoi iniziare a costruire la tua autostima partendo da te stesso. Puoi vedere la solitudine come un’occasione per sviluppare nuove passioni, per tornare alle tue radici, per riscoprire chi sei, oppure dall’altro lato, puoi continuare a commiserarti, pensare quanto sei sfortunato ad essere da solo, e, affrettarti a ricercare un nuovo amico, un nuovo partner, una qualunque persona disposta a farti compagnia.

Dare un valore alla solitudine, lontano dai luoghi comuni, non è facile. Impara ad usare il tempo della solitudine per scoprire chi sei, per scoprire cosa vuoi e dove vuoi andare; nel lungo periodo ti darà enormi soddisfazioni. Di sicuro alla fine di questo viaggio introspettivo, ti sentirai meno solo e più sicuro di te stesso, e, maggiormente predisposto a vivere con e per gli Altri.

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Francesco Sassano

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