La gioia altruistica produce legami sociali

Quando tutto non funziona, quando le cose non vanno per il verso giusto, siamo portati ad avere un senso di sconforto e smarrimento. In questi casi è facile interpretare un minimo fallimento nel peggiore dei modi, lasciando passare inosservati i mille successi che riusciamo ad ottenere nel corso del giorno.

Il senso di sconforto può essere estremo. A maggior ragione se sei inserito in un contesto sociale come il nostro, altamente competitivo.

Il confronto con noi stessi, trova sempre meno spazio. La logica competitiva alla base del nostro vivere, ogni giorno ci induce sempre meno a metterci allo specchio per chiederci: Chi sono io? Cosa voglio io? Cosa posso fare io per gli altri?

Trascorriamo la stragrande maggioranza del nostro tempo a preoccuparci, su come essere più ricchi, più intelligenti e belli del nostro vicino.  

Il confronto quello costruttivo, fatto di lunghe conversazioni dal vivo, telefonate, perde sempre più terreno, a favore di chat, vocali o peggio silenzi.

Sempre più spesso il confronto si sposta sull’arena social, che alla fine diventa il modo migliore per coltivare, senso di delusione, invidia, e senso di inferiorità.

L’antidoto naturale a tutte queste emozioni negative, è uno solo, e si chiama: gioia altruistica.  Significa essere capaci di rallegraci per le gioie altrui, significa essere felice del sorriso di un bambino, del sapere che il mio collega ha ricevuto una promozione, che il mio miglior amico ha finalmente concluso il ciclo di chemioterapia ed è tornato a rivivere.

Forse non ce rendiamo conto, ma siamo tutti più sereni quando accettiamo le gioie altrui, quando ne siamo partecipi. Anche perché la maggior parte delle situazioni della vita non sono competitive: il fatto che una persona è più ricca di me, che abbia un matrimonio felice e una bella casa in montagna non mi impedisce di avere le stesse cose.

Probabilmente non avrò mai la casa in montagna. Ma chi se ne frega! Preferisco avere meno ma essere sereno. Piuttosto è mio compito imparare a sviluppare un senso di gratitudine profondo per tutto ciò che la vita mi offre d’immateriale. Come l’affetto di mio figlio, l’amore di mia madre, la gentilezza di chi ho accanto.  Nulla è scontato. Niente ci è dovuto.

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Francesco Sassano

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