La scienza ci dice che essere gentili fa bene alla mente e al corpo. Per costruire società gentili è necessario educare alla gentilezza
La gentilezza è un’attitudine fondamentale per l’essere umano. Oggi a dirlo è anche la scienza. Numerosi studi confermano che praticare la gentilezza ci rende felici. Essere gentili fa bene alla nostra mente e anche al nostro corpo che rilascia la serotonina, considerata da tutti come l’ormone della felicità. Ma su un punto dobbiamo essere molto chiari, una persona non nasce gentile. La gentilezza deve essere acquisita, educata e allenata. Non è qualcosa che viene fuori dal nulla o almeno non è qualcosa che nasce in modo naturale o automatico. La gentilezza è spinta dall’empatia, essere sgarbati invece è un meccanismo di difesa di una mente poco equilibrata e scarsamente positiva.
Per costruire una società gentile, bisogna insegnare alle persone ad analizzare la complessità del nostro sistema mondo. Il concetto di complessità ha una rilevanza notevole in sociologia. Sociologicamente, interpretiamo i fenomeni sociali considerando le diversità, le interconnessioni, senza sottovalutare i processi sociali legati alle strutture sociali di riferimento.
Quindi il lavoro del sociologo non è solo un lavoro d’analisi di dati statistici ma è anche una propensione a comprendere la società senza trascurare le innumerevoli interrelazioni e per farlo utilizza la complessità come un elemento decisivo d’indagine sociologica.
Ma tutto questo cosa c’entra con il discorso della gentilezza?
Ha un senso e come. Così come le persone gentili ascoltano e dialogano cercando soluzioni anche il lavoro del sociologo deve essere un lavoro svolto con gentilezza. Significa mettere da parte pigrizie e pregiudizi, analizzare i dati e la realtà con l’occhio della complessità. Non a caso negli ultimi anni sempre più persone studiano i testi di sociologia, si avvicinano alle scienze umane perché sentono l’esigenza di costruire una società gentile e collaborativa. La paura dell’altro, del cambiamento, delle diversità sono degli ostacoli collettivi al nostro modo di essere e di rapportarci con l’Altro. Costruire società gentili sarà la più grande sfida del prossimo futuro. Anche perché di società sgarbate, ce ne sono fin troppe.