La Società degli algoritmi predittivi: prospettive e paure

Gli algoritmi, sono istruzioni per risolvere un problema, una sequenza ordinata di operazioni che producono un risultato in un tempo finito. Internet si basa su algoritmi e tutte le ricerche online sono effettuate tramite il loro ausilio. Le applicazioni dei nostri smartphone sono un insieme di algoritmi, il sistema di geolocalizzazione presente sui nostri smartphone che ci permette di andare dal punto A a quello B non è altro che un insieme di algoritmi. 

Algoritmi predittivi:

All’interno della nostra società digitalizzata, ogni giorno una serie di dati statistici sono raccolti ed elaborati dai cosiddetti algoritmi predittivi.

Questa enormità di dati ci permetteranno di calcolare ogni aspetto umano, viviamo sempre più in una società che si avvicina ad essere calcolabile in ogni suo aspetto.

Nelle società degli algoritmi, molte scelte precedentemente lasciate all’uomo sono sempre più delegate agli algoritmi, che hanno sempre più il compito di indirizzare l’acquisto di beni e servizi, non a caso l’algoritmo di Google indica a miliardi di persone i contenuti che a loro interessano. I possessori dei Big Data osservano e conoscono i comportamenti delle persone, diventa quindi necessario secondo Domenico Talia: “Tutelare le persone dall’uso improprio e irresponsabile delle tecnologie software automatiche che gestiscono e trasformano le informazioni, evitando che accadano situazioni per le quali in futuro qualcuno si giustifichi dicendo: << E’ colpa degli algoritmi>>” (D.Talia, La società calcolabile ed i Big Data: Algoritmi e persone nel mondo digitale; Rubettino Editore)

L’obiettivo primario dei siti Internet che impiegano algoritmi è dare ai consumatori digitali quello che vogliono, come nel caso di Amazon – l’approssimazione probabilistica dei loro desideri – in modo da massimizzarne la soddisfazione e incrementare i profitti.

Come ha giustamente, osservato Maria Chiara Carrozza “La novità è che oggi l’Uomo non è più il solo a potersi dire intelligente e ad avere capacità decisionale e di azione autonoma. Non abbiamo neppure dovuto attendere l’arrivo di forme d’intelligenza aliena sulla Terra perché ciò accadesse. Ed infatti i robot, una volta soltanto sussidio industriale, sono usciti dalle fabbriche ed hanno iniziato ad abitare altri luoghi: l’interno del corpo umano, il mondo sottomarino, lo spazio. È l’era in cui i robot vivono in mezzo a noi, ci aiutano, ci connettono, a volte ci sostituiscono ed interagendo con noi, soprattutto, ci cambiano e, con noi, trasformano la società tutta” (Maria ChiaraCarrozza, I robot e noi, Mulino Editore).

È tempo di esaminare da vicino le conseguenze sociali del processo decisionale algoritmico e chiederci come possiamo garantire che la tecnologia venga utilizzata al servizio della società.

Le macchine ci semplificano la vita, anticipano ogni nostra esigenza o desiderio. Il prezzo da pagare è la dipendenza tecnologica. I robot si impossessano di attività che col passare degli anni non saremo più in grado di svolgere in piena autonomia.

Una linea di ricerca interessante è proprio quella che si concentra sui temi della in-scrutabilità degli algoritmi, molti scienziati sociali si sono lamentati delle difficoltà incontrate nello studio empirico di questi oggetti e dei rilevanti problemi legali ad esso con¬nessi. In questa prospettiva, le varie discipline devono smettere di essere separate e sforzarsi di dialogare tra di loro.  Storici, filosofi e sociologi hanno bisogno di familiarizzare con le ultime tendenze tecnologiche per aiutare sia gli ingegneri sia la collettività nel suo insieme a comprendere le implicazioni di queste tendenze.

Il mondo in cui viviamo sta diventando sempre più algoritmico, è venuto il momento di lasciarci alle spalle gli algoritmi come entità mitiche da osannare o condannare, e studiare invece il modo in cui funzionano o potrebbero funzionare in pratica, ogni giorno, dando forma al nostro futuro.

Una cultura predittiva, comodamente suggerita puzza di totalitarismo. I progressi scientifici devono sempre essere mitigati, una civiltà non si misura solo dalle conquiste tecnologiche, ma anche dalla presenza di valori quali la solidarietà e la consapevolezza critica dei cittadini.

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Francesco Sassano

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