La società interconnessa: crede a tutto ciò che pensa

Oggi l’umanità vive all’interno di un mondo complesso, in cui gli eventi e le turbolenze sociali sono all’ordine del giorno.

Come ho scritto nel Post pubblicato sulla mia pagina Facebook intitolata   AlimentaLaMente :“ l’incertezza è una categoria con la quale per forza di cose dobbiamo imparare a convivere. In un mondo complesso, esistono delle possibilità di calcolare il futuro nella misura del possibile, ma non vi è alcuna certezza di riuscire a prevederlo. Da un lato in questo mondo così ingarbugliato ci sentiamo in uno stato di perenne precariato. È un sentimento umiliante, spiacevole che tocca ognuno di noi”.

La società interconnessa: vantaggi e limiti

La società interconnessa ha innegabilmente i suoi vantaggi ci consente di conoscere e comunicare con persone lontane: per lavoro, affari, amicizia o amore. I social network occupano uno spazio importante all’interno della società interconnessa, il più delle volte comunichiamo in ambienti digitali omogenei, orizzontali e non divergenti. Per l’uomo contemporaneo alla perenne ricerca di sé stesso non è facile muoversi in un mondo complesso caratterizzato dall’incertezza, i social e gli ambienti digitali ti offrono la possibilità di scegliere amici e contatti in base alle loro idee. O, meglio, in base al fatto che le loro idee assomiglino alle nostre. E quindi se siamo animalisti difficilmente saremo iscritti ad un gruppo favorevole alla caccia. Se siamo di destra/sinistra, ci confronteremo soltanto con coloro che sono più vicini alla nostra corrente politica. In sostanza, plasmiamo la nostra visione del mondo a partire da una rete virtuale che diviene il nostro punto di riferimento, la nostra fonte d’informazione. Gli ambienti digitali involontariamente favoriscono la nostra selettività, e, così facendo rischiamo di incrociare pareri, opinioni ed informazioni che rafforzano il nostro punto di vista. Così facendo rischiamo di credere che la nostra idea del mondo sia la più diffusa più di quanto è nella realtà.

Consapevolezza e studio dei dati

Il primo ostacolo da superare è assumere un atteggiamento consapevole, ricercando prove invece di pensieri a conferma delle nostre opinioni.

Il mio invito è quello di informarmi preventivamente sulle fonti delle informazioni che ricevete ogni giorno. Se siete soliti informarvi tramite la vostra rete social, il vostro quotidiano online ecc. Provate anche solo per una volta a mettere in discussione i vostri canali informativi, cercate di comprendere quanto sono attendibili attraverso uso dei dati.

Solo così avrete la possibilità di condurre una riflessione oggettiva sugli eventi e forse troverete persino un metodo per attenuare l’incertezza di questi tempi.

La cosa migliore da fare prima di prendere una decisione è quella di basarsi sui dati e prove, mettendo da parte le notifiche di Google o le risposte preconfezionate facilmente reperibili sui social.

Vi faccio un esempio a tal proposito: a chi non è capitato di rifiutare una pietanza per poi scoprire a distanza di tempo, che, quel cibo invece era davvero buono. Vi è capitato?  Ebbene, sì le nostre decisioni si basano tante volte su impressioni, convinzioni e desideri.

Perché continuiamo il più delle volte a fidarci più delle nostre impressioni sottovalutando i dati?

A volte non siamo coscienti dell’assenza di dati, siamo convinti di averli, ma in realtà non è così. Altre volte siamo coscienti di tale mancanza, però non abbiamo alternative. Succede pure che ignoriamo la possibilità di acquisirli.

Conclusioni

Per concludere è sempre bene affrontare le nostre scelte leggendo dei dati che non per forza devono confermare le opinioni del nostro gruppo di appartenenza reale o virtuale. Il secondo aspetto fondamentale, è che bisogna assicurarsi che quei dati siano buoni, affidabili.

Allo stesso tempo come ho ricordato all’inizio la società complessa naviga nell’incertezza, quindi, calcolare con precisione statistica gli eventi è impossibile.

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Francesco Sassano

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