La vera libertà non dura 8 secondi

Viviamo all’interno di una società distratta e consumistica. La nostra soglia di attenzione è bassina, dura al massimo 8 secondi, Lisa Iotti, nel suo libro “8 secondi” ha raccontato il suo viaggio alla scoperta dei problemi dell’iperconnessione, dalla dipendenza da smartphone al multitasking.

Allo stesso tempo siamo immersi all’interno della società dei consumi, una società ostile alla sostenibilità, imperniata sull’avere piuttosto che sull’essere.

Quanta vera libertà abbiamo oggi per scoprire il nostro vero volto, quello che non vuole adeguarsi ai modelli esterni? Quanto tempo abbiamo a disposizione?

La libera scelta

Per effettuare una libera scelta avremmo bisogno di meno distrazioni e di più tempo libero.

Molte volte ci sentiamo liberi, quando abbiamo la disponibilità di assecondare i nostri desideri. In che modo? Semplicemente, consumando. Più consumo più mi sento soddisfatto. Il processo di soddisfazione è condizionato dai miei desideri. Theodor Adorno, filosofo e teorico della Scuola di Francoforte, anticipando i tempi, affermò: “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”. La libertà vera è nell’autolimitazione dei desideri indotti dall’industria culturale: giornali, tv, social, cinema.

Nella società dei consumi, abbiamo più opzioni di scelta e maggiori distrazioni che riducono la possibilità di viverci la vera libertà.

Per intenderci viviamo all’interno di una società altamente performante, in cui ogni membro è spinto a migliorare il tenore della propria vita, della propria reputazione, all’interno di queste logica è conseguenziale pensare che la libertà sia pensata come: il privilegio di scegliere qualsiasi cosa tu voglia nella vita, attribuirle un prezzo e cliccarne l’acquisto.

La libertà è nell’imporsi dei limiti

Chi corre nella direzione del consumo rischia di inciampare nell’illusione dei bisogni indotti, di vivere una vita in costante ricerca di nuovi emozioni da acquistare al supermercato o su Amazon. La libertà è nell’imporsi dei limiti con lo scopo di raggiungere un benessere interiore attraverso un cammino di crescita e consapevolezza. Per diventare più liberi bisogna scegliere quali limiti imporsi. Puoi scegliere di svegliarti presto al mattino e dedicare un’ora del tuo tempo alla meditazione o alla tua forma fisica. Il guardarsi dentro, attraverso la meditazione, ti regalerà la tua libertà mentale: disciplina, osservazione del quotidiano, lettura dei tuoi limiti, potenziamento del tuo sentire interiore. Il dolore di un esercizio regolare ti fornirà la tua libertà fisica: la forza, la mobilità, la resistenza. Puoi decidere di bloccare le notifiche del tuo cellulare o ancora meglio lasciarlo a casa, così facendo ti sentirai più libero perché avrai più tempo libero meno distrazioni e la tua attenzione sarà indirizzata completamente alle tue passioni oppure rivolta ai tuoi affetti più cari.

La difficoltà di questo tipo di approccio è nel domandarsi a cosa sei disposto a rinunciare, la finta libertà chiede di adeguarti ai desideri degli altri o quelli indotti dall’industria culturale, invece il percorso da me suggerito, se aspiri ad una fioritura personale è nel perseguire la tua vocazione senza l’ansia dell’obiettivo, accettando il fatto che il percorso della tua vita non è un percorso lineare. Oggi puoi andare a passo sostenuto, domani potrestri arrancare, nel prossimo futuro potresti anche decidere di fermarti e assaporarne la piacevolezza. La tua vocazione non deve essere condizionata dall’obiettivo, per intenderci l’andatura del tuo cammino – lo decidi tu – .

In conclusione, dopo questa lettura ti invito a riflettere – su come l’eccesso di distrazioni possano trasformarsi in un ostacolo alla possibilità di viverti la tua libertà – controllando il tuo passo, condizionando il tuo cammino di vita.

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Francesco Sassano

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