L’amore è pieno di rischi, è più comodo sostare «nell’anticamera dell’amore»

Parlare d’amore equivale a parlare di relazioni, l’amore è un’azione sociale. Senza amore viene meno anche la socialità, vengono meno le relazioni ed anche quelle più intime diventano merce.

Tutti ci lamentiamo delle nostre relazioni ma nessuno ha intenzione di cambiare marcia. Uomini e Donne, vivono una fase di riadattamento, e, rassegnazione, in cui ad avere la meglio è l’individualismo esasperato, indice dei nostri tempi, che ci induce a massimizzare i nostri interessi personali. Le pratiche di selezione, convenienza e disimpegno prendono sempre più forma.

Le nuove tecnologie se da un lato hanno offerto nuove modalità di comunicazione, dall’altra ci hanno consegnato la possibilità di creare e cancellare una persona con un semplice clic. Secondo, il sociologo, Zygmunt Bauman:“Una relazione, specie se d’amore, può andare di pari passo con la felicità, ma mai con la convenienza, che ne fa qualcosa di superficiale e frustrante, rispetto alla cosa vera che poi ognuno continua invece a desiderare.” (Bauman – Discorso tenuto al Festival della Filosofia di Modena, 2012).

Senza dubbio come ha osservato, la sociologa, Gabriella Turnaturi, in questo stato di cose, trionfa individualismo. Nel suo saggio, “Non resta che l’amore” scrive: “le relazioni affettive e di cura vengono incalzate e spesso sostituite da relazioni mercantili, da transazioni per ottenere un qualche beneficio o vantaggio”.

All’interno del nostro contesto sociale, il dato visibile è che sempre più persone, scelgono di sostare nell’anticamera dell’amore.

La sociologa Vincenza Pellegrino, utilizzando il metodo dell’osservazione partecipante, ha compreso come sempre più uomini e donne preferiscono non gettarsi nell’amore concreto e pieno di rischi. In molti, preferiscono vivere, nell’anticamera dell’amore, nella sospensione amorosa del non ancora, dove l’attesa garantisce esaltazione, desiderio e eccitamento. Il sostare nell’anticamera, può essere un vantaggio in una prima fase, così facendo si evita l’impegno, non si corrono grandi rischi, ci smarchiamo dalla sofferenza che può comportare il mettersi in gioco. Ma come spesso succede, l’anticamera, rischia di stare stretta ad una delle parti.

Diventa un luogo virtuale dove incontrarsi è nulla più. Una suggestione, dove rifugiarsi per poi fare ritorno alla propria vita reale. Per questo motivo, Vincenza Pellegrino, suggerisce: “Innanzi tutto “entrare davvero nella camera” è importante, non passare da una anticameretta all’altra, stare laddove sentiamo che l’amore ci segnala un “non so vero”, ci indica un altro o altra che “può sapere di noi”. Stare in questo quando ci accade, affidarsi al sentimento, uscire da un’altra porta trasformati. Cambiarsi davvero e non travestirsi di autosuggestione come si fa nelle anticamere: qui credo si giochi la partita. Muoversi, sapersi”.

Forse sfugge ai più, che questo incantesimo, fatto di storie non storie, di sguardi, foto e messaggini, corteggiamenti virtuali.  Esalta, emoziona ed eccita.

Il problema alla base, è che in tanti non cercano neanche più l’occasione, incontro reale. Preferiscono restare ingabbiati nell’anticamera, perché, la relazione reale con i suoi rischi in fondo spaventa. Incontro dal vivo, potrebbe anche chiudere la partita. Mettere la parola fine al gioco, a quella magica esaltazione di chi ha la sensazione di vivere un amore eccezionale.

Picture of Francesco Sassano

Francesco Sassano

Tabella dei Contenuti