L’amore liquido prevede nuove dinamiche relazionali e nuovi modelli di impegno

L’amore liquido, è una realtà sociale oggettiva. Visibile ad occhio nudo. Le relazioni sono sempre più fluide e mutevoli. Sempre più persone sono terrorizzate dall’iniziare una nuova relazione, forse, perché continuano a veicolare le dinamiche relazionali con vecchi schemi. I modelli di impegno tradizionali sono al collasso. Andiamo con ordine altrimenti rischiamo di fare confusione.

Il nostro approccio ci suggerisce di indagare, e, approfondire nei limiti del possibile. Non siamo qui per giudicare. Del resto non c’è nulla di “giusto” o “sbagliato”.  Alzare il finestrino, tirare dritti per la nostra strada, di certo non ci aiuterà a capire. Anzi, così facendo, rischiamo di leggere le dinamiche sociali attraverso l’occhio di chi non guarda oltre il proprio giardino. Per questo invito, il lettore, a leggere e seguire il mio ragionamento per poi come giusto che sia, esprimere la sua idea, opinione, critica. Sia quel che sia!

C’è chi mi scrive: Non credo nelle relazioni? Non ho voglia di investire più? Sono stanco/a? Adesso, basta: penso solo e soltanto a me stesso!

Cari, amici ed amiche, in primis mi sento di rispondere: dentro le relazioni ci siamo Noi. E se più o meno tutti, hanno le stesse problematiche, forse qualche responsabilità è da rintracciare su come stringiamo e definiamo le nostre relazioni amorose e da come siamo abituati a definirle.

Le relazioni del passato erano predefinite; le dinamiche amorose erano vincolanti. Non c’era la possibilità di uscire dalla relazione dopo il matrimonio, alla donna era riconosciuto il ruolo di moglie/madre. L’amore all’interno della coppia era un problema secondario, contava poco, se c’era tanto meglio, ma se non c’era si tirava lo stesso a campare. Prima bisognava risponderne con Dio, poi con la propria famiglia d’origine ed infine dare conto alle rigidissime regole sociali che non prevedevano lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Oggi, al contrario, le relazioni sono flessibili, e se da una parte ci siamo liberati dai lacci della tradizione dall’altra siamo crollati in una perenne insicurezza. Aihmè, non si può avere tutto, ma si può imparare a comprendere le nuove dinamiche relazionali e viverci nel miglior modo possibile. Oggigiorno, sono le persone a definire i confini relazionali e le esigenze individuali.

Vi sembra poco? Vi sembra strano? No, a mio avviso è una conquista a cui non possiamo assolutamente rinunciare. Certo si è che i modelli di impegno, possono variare da persona a persona. Ci saranno individui interessanti a confrontarsi all’interno di relazioni aperte, in cui c’è il reciproco consenso ad esplorare connessioni romantiche e sessuali con altre persone. Altri potranno optare, per relazioni poliamorose, che prevedono impegno affettivo o sessuale contemporaneo con più persone. A mio avviso ciò che più conta è la consapevolezza delle proprie esigenze, abbinate ad una comunicazione chiara e onesta con il partner.

L’amore liquido, è di per sé, una nuova sfida che per forza di cose può generare insicurezza ed instabilità. La stessa instabilità affettiva, la ritrovo anche nel lavoro. La precarietà lavorativa, si sposa alla perfezione con la precarietà affettiva. Oggi lavoro a Roma, domani a Milano. Non posso conoscere e ben definire i miei spazi, i miei tempi, e quindi di conseguenza il tutto mi crea un’indefinibile ansia. Il capitalismo affettivo può anche portare a una sorta di “iperselezione” dei partner.

Possiamo finire nel tritacarne dello shopping compulsivo, e, anche in quello di chi è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ed eccitante. Questa logica consumistica, può appartenere a tutti in alcuni momenti della nostra vita. I valori del capitalismo e della cultura capitalistica hanno influenzato anche le dinamiche amorose. Se ne siamo consapevoli, forse, riusciremo anche a trovare delle soluzioni utili a disinnescare certi meccanismi relazionali, tossici e ansiogeni.

Per questo motivo, sostengo, che sia necessario, coltivare una nuova consapevolezza emotiva, uscendo da logiche distruttive, che, ci vedono prima sposi e poi nemici giurati.

Con una buona comunicazione e con un reciproco impegno, è possibile costruire relazioni significative e stabili anche all’interno di una società liquida. La comunicazione è il pilastro dell’amore liquido, il controllo dei desideri, dei bisogni e delle vostre emozioni non è più veicolato dall’Alto è una vostra responsabilità di coppia. Un perimetro da definire insieme.

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Francesco Sassano

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