Le relazioni non sono beni di consumo

La vita è fatta di relazioni sociali, ma per chi come noi, vive in un mondo volutamente instabile, sempre più spesso si ritrova a vivere modelli relazionali deboli, fragili e indecifrabili. Uomini e Donne, rivendicano la loro libertà di essere e consumare. Il consumo compulsivo, di merci e cibi, ci dà la sensazione di essere liberi di scegliere. Tante volte le nostre relazioni, sono trattate alla pari delle merci che siamo soliti consumare.

Perché ti dico tutto ciò? Per metterti in guardia, il consumismo ti ha dato la libertà di consumare merci. E per questo motivo, quando consumi, ti senti realizzato e desiderato, per poi subito dopo sentirti frustrato e demotivato quando non riesci più a farlo.

La libertà di acquistare, consumare e buttare via, ha preso forma anche all’interno delle nostre relazioni sociali. La libertà di prendere e lasciare, è lecita, il problema è quando diventa una forma di comportamento compulsivo, quando l’Altro non assume più un valore umano, come quando usi l’Altro come se fosse un tuo accessorio. Gli altri non sono oggetti. Non sono le tue monotone collezioni. Ne aggiungi un pezzo, ne butti un altro. Le persone, le relazioni non sono beni di consumo.

Instabilità relazionale, è la caratteristica più evidente dei nostri tempi. Il precariato emotivo, è un problema di tutti, rappresenta un problema sociale.

Molte di queste dinamiche hanno radici e vivono all’interno della logica consumistica: usa e getta. Oramai non si cestina con distacco solo ciò che materialmente non è più utile, ma con la stessa naturalezza, siamo portati a eliminare anche le relazioni umane, considerate poco produttive.

In molti si tirano fuori dalla mischia. Incolpano gli altri, invece siamo tutti responsabili. Come spesso accade, è più comodo sentirsi vittime piuttosto che chiedersi: “Se quel suo comportamento mi infastidisce, quanto gli somiglio? Quanto sono disposto a ridiscutere i miei schemi mentali?”

Se ci facciamo caso, tante relazioni, ci rispecchiano, il più delle volte attiriamo persone, che, hanno le nostre qualità e convinzioni. Gli aspetti che non ti piacciono del tuo collega, del tuo partner, del tuo capo, sono gli stessi che hai tu, coincidono con le tue credenze. L’unico modo per cambiare gli altri è cambiare prima se stessi. Per questo motivo, autoanalisi, ci aiuta a ridiscutere i nostri schemi mentali, la nostra rigidità nel giudicare le situazioni. Solo così, forse, avremo una prospettiva diversa nel guardare le cose, e ad un certo punto, anche gli altri si trasformeranno.

Condannare, giudicare i comportamenti dell’Altro, ci distrugge dentro e boicotta anche le energie utili al cambiamento. Finiamo per riposizionarci nella logica del consumatore di relazioni. A volte basterebbe un’analisi più attenta, e, meditativa, per capire che quella persona tante volte corrisponde molto a noi: ha le nostre stesse caratteristiche, credenze, tanti pensieri comuni, gli stessi schemi mentali. Non a caso fino all’altro ieri, ne siamo stati attratti, ci siamo amati invece oggi siamo poco più che estranei o peggio nemici.

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Francesco Sassano

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