Life Skills e musica: il Metodo di Chudy La Rosa per allenare le competenze trasversali

Nata a Buenos Aires, cresciuta tra Argentina e Perù, cittadina svedese e italiana d’adozione, Chudy ha saputo trasformare un background ricco e multiculturale in un approccio unico alla crescita personale e relazionale. Ha lavorato per anni con ruoli di responsabilità in contesti internazionali, prima in Svezia con Ericsson, poi tra Roma e il Perù come consulente e formatrice, prima di scegliere di dedicarsi completamente alla sua vocazione: accompagnare le persone nel rafforzamento delle proprie Life Skills.

Dall’azienda al mentoring: l’esperienza di Chudy La Rosa

Motivare, comunicare con empatia, sostenere le persone e risolvere conflitti sono capacità che ha affinato nel tempo, anche grazie alla formazione continua nel mentoring professionale.

Ed è proprio da questa esperienza, unita alla sua passione per la musica, che è nato il desiderio di creare un metodo trasformativo, capace di connettere mente, corpo ed emozioni in un unico flusso armonico.

Life Skills: educare e allenare alle ablità per la vita

 
Ti sei mai chiesto se sei davvero pronto ad affrontare gli imprevisti della vita? Sai prendere decisioni che siano efficaci non solo nel breve termine, ma anche pensando al tuo futuro? Quanto riesci a gestire lo stress, a comunicare con chiarezza, a entrare in empatia con gli altri? E ancora: sei capace di trovare soluzioni creative quando le cose non vanno come previsto?

La verità è che nessuno ci insegna davvero come vivere. A scuola impariamo formule, regole grammaticali, date storiche. Ma ciò che spesso manca è l’educazione alla vita reale: quella fatta di emozioni da gestire, relazioni da coltivare, ostacoli da superare. È qui che entrano in gioco le Life Skills, letteralmente “abilità per la vita”.

Saper risolvere problemi, prendere decisioni, gestire lo stress, comunicare in modo efficace, essere empatici, esercitare il pensiero critico e avere consapevolezza di sé: queste non sono doti innate, ma capacità che si possono allenare come veri e propri muscoli. E più li alleni, più diventano forti.

Educare alle Life Skills significa formare persone più resilienti, più autonome, più connesse con se stesse e con gli altri. Significa anche preparare le nuove generazioni a vivere una vita più sana, felice e significativa.

Ne abbiamo parlato con Chudy La Rosa,  mentor con una lunga esperienza internazionale, che ha fatto delle Life Skills il cuore del suo lavoro. Nell’intervista che segue ci racconta come queste competenze possano essere apprese, rafforzate… e persino allenate con strumenti creativi come la musica.

Leggi l’intervista completa a Chudy La Rosa e scopri perché allenare le Life Skills può trasformare il tuo modo di vivere e relazionarti con il mondo

Chudy, il tuo percorso ti ha portata in tante parti del mondo, sia per studio che per lavoro. Quali esperienze hanno avuto il maggiore impatto sulla tua visione attuale del mentoring e dello sviluppo personale?

Ho avuto la fortuna di studiare e lavorare in Svezia, dove le persone sono apprezzate e stimate per la loro onestà, il loro atteggiamento, le loro capacità e la responsabilità che dimostrano nei loro doveri. Questo vale sia come membri di una famiglia, sia come vicini di casa, sia come cittadini, sia come dipendenti o come dirigenti di un’azienda. Questo mi ha insegnato quanto sia importante valorizzare le capacità di ogni individuo e motivarlo a dare il meglio di sé. Un’altra esperienza estremamente importante è stata vedere come persone con mentalità così diverse e realtà diverse, talvolta lontanissime fisicamente una dall’altra, possano lavorare insieme per un interesse e un obiettivo comune, se guidate dalla persona giusta.

Le Life Skills sono oggi al centro di molte riflessioni educative e professionali. Secondo te, perché è così importante allenarle, non solo nella formazione, ma anche nella vita quotidiana?

Penso che tutto parta dal quotidiano. Provare empatia, condividere con gli altri, comunicare in modo positivo, gestire le nostre emozioni, sono cose che andrebbero imparate a casa, sin da piccoli e poi a scuola. Così, sul lavoro, basterebbe applicare le competenze di vita già conosciute a un’altra realtà. Ma spesso, questo viene visto al contrario. L’idea generalizzata è che siano competenze che fanno parte del mondo del lavoro e che vengono utilizzate solo come “accessori” nella vita di tutti i giorni. Le Life Skills sono in realtà il nostro modo di interagire, con noi stessi e con il mondo. Nemmeno un eremita che vive da solo in una grotta potrebbe dire di non usarle, perché anche un eremita avrebbe bisogno di gestire le proprie emozioni quando si sente solo, o di usare il pensiero creativo per procurarsi il cibo, giusto? Ecco perché è importante allenarle.

Hai un background tecnico e manageriale molto solido, ma anche una forte passione per l’arte, il ballo e la musica. Quando hai capito che questi mondi potevano dialogare tra loro?

Ho sempre sperimentato una connessione speciale quando ballo o in generale quando sono sopra un palco: non senti dolore, non ti senti stanco, senti solo una forza che ti muove, galleggi, non sei te stesso. Quando sei in connessione con il pubblico, mandi questa forza alle persone, che a sua volta la rinviano a te. Ma è stato con un gruppo di donne italiane che frequentavano le mie lezioni di danza che ho visto come si trasformavano in quell’ora e mezza. Nonostante erano timide e si sottovalutavano, le ho convinte a esibirsi in pubblico, le ho fatte salire sul palco in diverse piazze, ballando balli latinoamericani, indossando costumi tradizionali. L’energia che irradiavano e la forza che provavano erano uniche. Non credevano di essere capaci di fare quello che facevano, ed erano brave davvero! Quando in seguito ho studiato le Life Skills e come possono essere potenziate, ho capito che la musica, sia che balli, che canti o che suoni, era lo strumento perfetto per questo: provoca emozioni e ti aiuta a gestirle, porta all’inclusione, aumenta il senso di appartenenza, è un modo bellissimo di comunicare, devi improvvisare e se qualcosa va male, ti rialzi e vai avanti perché the show must go on!

Nei tuoi percorsi proponi esperienze anche molto immersive, come i ritiri nei borghi del Lago del Turano. Che tipo di trasformazione cerchi di facilitare attraverso questi momenti?

Se guardi una foto della zona capisci meglio cosa si può provare a trovarsi in quell’ambiente naturale! Il verde dei boschi è rilassante, l’aria fresca è purificante e osservare l’acqua del lago, che cambia colore durante il giorno, stimola la riflessione. Per non parlare del canto degli uccelli al mattino e del cielo pieno di stelle la notte. Il tempo si ferma, va tutto col rallentatore. Puoi sederti su una panchina per ore, senza parlare, osservando semplicemente; si chiama meditazione contemplativa; i pensieri vengono da soli. A volte trovi la forza di affrontare una situazione; altre volte, trovi le risposte che cercavi. È un modo molto efficace per fare un’introspezione e ricaricare energie.

Il tuo approccio unisce competenza, sensibilità e creatività in modo davvero unico. Potresti raccontarci in che cosa consiste il tuo metodo per educare e valorizzare le Life Skills, e in che modo riesce a stimolare una crescita autentica, sia personale che relazionale?

La metà del percorso comprende tecniche ed esercizi di mentoring, quando è possibile gli alterno con esercizi all’aperto. In questa prima metà spiego cosa sono le Life Skills e perché è importante allenarle. L’altra metà sono esercizi usando la musica in tutte le sue espressioni. Ogni esercizio è mirato a raggiungere un obiettivo preciso, il cui è collegato ad una determinata competenza o abilità. Il filo portante di tutto il percorso è strutturato in tre fasi: 1. incoraggio i partecipanti a raccontarsi, a condividere le proprie esperienze e porre domande; 2. condivido con loro le mie esperienze, utilizzando esempi della vita reale e metafore per rendere il tutto più comprensibile; 3. si arriva alle conclusioni: cosa ho imparato? a cosa mi serve?

Il tuo metodo, che unisce musica e Life Skills, ha colpito molte persone per la sua originalità. Qual è stato il feedback più inaspettato o significativo che hai ricevuto da chi ha lavorato con te?

Oddio, preferisco che sia la gente a parlarne, ma ti posso dire alcune frasi che mi hanno emozionato… “Chudy crede in noi più che noi stessi”, “sono riuscita a vincere alcune delle mie paure, mi sarebbe piaciuto conoscerla prima”, “la parte che si fa con la musica dovrebbe durare di più”, “io che sono timida, ero coinvolta, cantando e movendo le braccia con la torcia del telefonino accesa ”, “non avevo mai guardato le canzoni da questo punto di vista”, “io sono un musicista, posso confermare tutto”. 

Per concludere, quali sono i tuoi prossimi progetti? E cosa ti piacerebbe dire a chi sta leggendo e si sente pronto a iniziare un percorso di cambiamento?

Organizzare più ritiri, è una natura con tanto potenziale ma un poco sprecata; promuovere il libro che ho scritto da poco, “Rallenta e vivi”; ma soprattutto sento il bisogno di parlare dell’importanza delle Life Skills a più persone possibile, penso che il mondo ha un grande bisogno di fermarsi davvero e chiedersi dove stiamo andando: i giovani vedono un futuro incerto, pieno di conflitti e rischi di catastrofi; i grandi stiamo dando un cattivissimo esempio alle generazioni future, risolvendo tutto con la violenza o fregandocene de ciò che accade nel mondo; la gente ha smesso di avere un pensiero critico, di ragionare, di mettersi nei panni degli altri, di interessarsi; la gente ormai accetta tutto: vero o falso, buono o cattivo; lo fanno forse per stanchezza o per rassegnazione, e non va bene. A chi si sente pronto a iniziare un percorso di cambiamento direi una frase di Ghandi, “sii tu il cambiamento che vuoi vedere”, non puoi immaginare le cose che sei capace di fare! noi tutti abbiamo bisogno di te!

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