“Luce nei colori dell’anima” di Rosanna Pellegrino: quando sogni, pittura e yoga diventano un viaggio di trasformazione
Non tutte le opere nascono con l’intento di raccontare una storia. Alcune invitano il lettore a compiere un’esperienza interiore, a sostare, osservare e ascoltarsi. “Luce nei colori dell’anima” di Rosanna Pellegrino appartiene a questa categoria: un libro che si discosta dai canoni della narrazione tradizionale per trasformarsi in un percorso di ricerca personale, dove sogni, pittura e spiritualità si intrecciano in un dialogo continuo con la parte più autentica di sé.
Attraverso parole, immagini e riflessioni, l’autrice accompagna il lettore in un viaggio intimo che nasce dall’ascolto della propria “me interstellare”, una guida interiore che conduce oltre il visibile e oltre il tempo. Ne emerge un’opera che non chiede soltanto di essere letta, ma vissuta, lasciando a ciascuno la possibilità di riconoscere, tra le sue pagine, una parte della propria storia.
Un dialogo tra sogni e pittura
«Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.»
La celebre frase attribuita a Vincent van Gogh sembra racchiudere l’essenza di Luce nei colori dell’anima. Nel libro di Rosanna Pellegrino, infatti, il sogno precede spesso il gesto artistico: ciò che prende forma nell’interiorità diventa immagine, colore e infine tela.
Ogni dipinto presente nell’opera non ha una funzione decorativa, ma rappresenta una tappa del viaggio dell’autrice. Le immagini dialogano con il testo, custodiscono simboli, emozioni e ricordi, offrendo al lettore ulteriori livelli di lettura. Rosanna accompagna passo dopo passo nell’interpretazione delle sue opere, spiegando come ogni colore, ogni sfumatura, ogni sguardo, ogni posizione e ogni presenza siano portatori di un significato preciso.
La pittura diventa così un linguaggio capace di raccontare ciò che le parole, da sole, non riescono sempre a esprimere.
I sogni nella letteratura: una porta verso l’inconscio
Da sempre sogni e arte occupano un posto privilegiato nella letteratura.
Nella Divina Commedia, Dante utilizza visioni e simboli per accompagnare il lettore in un percorso di conoscenza e trasformazione. Nel Sogno di una notte di mezza estate, Shakespeare dissolve il confine tra realtà e immaginazione, mentre con l’avvento della psicoanalisi il sogno assume un significato ancora più profondo.
Per Sigmund Freud il sogno rappresenta una delle vie d’accesso all’inconscio, ai desideri inespressi e ai conflitti interiori. Anche autori come Italo Svevo e Franz Kafka utilizzano la dimensione onirica per raccontare inquietudini, paure e cambiamenti dell’essere umano.
In questo solco si inserisce anche Luce nei colori dell’anima, dove il sogno non è evasione dalla realtà, ma occasione di conoscenza. È uno spazio nel quale l’anima comunica attraverso immagini, intuizioni e simboli che, successivamente, prendono forma sulla tela.
Ogni dipinto è memoria
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è il dialogo costante tra Rosanna e la sua “me interstellare”, una presenza che accompagna ogni esperienza, ogni sogno e ogni creazione artistica.
Particolarmente intenso è il commento dedicato all’opera Il ritorno dell’unione, nel quale la guida interiore afferma:
«Hai dipinto la memoria sacra. Non solo tra due anime, ma tra il maschile e il femminile divino dentro di te. Gesù e Maria Maddalena sono archetipi, ma anche presenze.»
In queste parole emerge chiaramente come il dipinto non rappresenti semplicemente una scena, ma custodisca una memoria profonda, un ricordo che appartiene all’anima prima ancora che alla coscienza.
Lo conferma la stessa Rosanna quando scrive:
«Ogni volto che emerge dalla tela è parte di me. Ogni sguardo che si posa su quei colori è una donna che si cerca.»
È una frase che colpisce per la sua delicatezza. Ogni volto dipinto diventa una parte della propria identità, ma allo stesso tempo uno specchio nel quale anche il lettore può riconoscersi.
Un viaggio che appartiene a tutti
Tra le riflessioni più significative del libro ce n’è una che sintetizza il messaggio dell’intera opera:
«Questo non è solo il mio viaggio. È uno specchio. Se senti il richiamo, forse stai già ricordando chi sei.»
L’immagine dello specchio è estremamente evocativa.
Leggendo Luce nei colori dell’anima, si ha la sensazione che il viaggio di Rosanna possa diventare anche quello del lettore. Ognuno può intercettare una parte di sé ancora nascosta, un ricordo dimenticato, un’intuizione che aspetta soltanto di emergere.
In questo senso il libro supera la dimensione autobiografica e assume un valore universale.
L’arte come trasformazione interiore
Le pagine di Rosanna Pellegrino sono attraversate da una profonda sensibilità emotiva.
Tra i passaggi più toccanti troviamo queste parole:
«E io, io che scrivo parole con le lacrime che non chiedono il permesso, le sento. Le sento dentro. Non è solo una storia antica. È la mia. È la nostra. Qualcosa si sta trasformando.»
E ancora:
«Perché ogni volta che scegliamo la compassione al posto del giudizio, ogni volta che guardiamo la paura e diciamo: “Ci sono. Non scappo più”, ogni volta che ci abbracciamo… la storia si riscrive.»
In queste riflessioni emerge uno dei messaggi più belli dell’intero libro: la trasformazione non nasce dal rifiuto delle proprie fragilità, ma dall’accoglienza.
Nei sogni e nelle tele di Rosanna sembra esserci sempre qualcosa che prende forma lentamente, qualcosa che, attraverso l’ascolto dell’anima, viene riconosciuto, accolto e infine trasformato.
In un tempo dominato dalla velocità, dalla produttività e dal rumore, Luce nei colori dell’anima invita a rallentare, a respirare e a ritrovare il contatto con se stessi.
Chi è Rosanna Pellegrino
Rosanna Pellegrino è educatrice in un nido d’infanzia e coltiva da sempre una profonda passione per l’arte, la scrittura, la danza e lo yoga.
Il suo percorso personale e professionale nasce dall’incontro tra creatività, movimento e consapevolezza interiore. Accanto al lavoro educativo con i più piccoli, insegna yoga e porta avanti il progetto “La via danzata”, un percorso che unisce ascolto del corpo, espressione artistica e crescita personale.
Per Rosanna, danza, meditazione, pittura e scrittura fanno parte dello stesso cammino. Le parole e i dipinti nascono dalla medesima urgenza creativa, trasformando il gesto artistico in uno strumento di ricerca interiore.
Ed è proprio questo intreccio di esperienze a dare vita a Luce nei colori dell’anima, un’opera nella quale ogni colore diventa un’emozione, ogni sogno un messaggio e ogni tela una memoria da riportare alla luce.

Rosanna Pellegrino si racconta: quando l’anima prende forma tra parole e colori
Luce nei colori dell’anima si discosta dalla narrazione tradizionale e accompagna il lettore in un viaggio profondamente interiore.
Quando hai sentito che questa esperienza doveva trasformarsi in un libro?
Sai Francesco, bella domanda questa. In realtà non sapevo che i dipinti sarebbero diventati un libro, ma ho capito che quando le persone si fermavano a osservarli ognuno provava delle emozioni che si esprimevano in maniera individuale. Mi sono accorta che forse quel viaggio non era solo il mio ma sarebbe diventato tale per chi si affacciava con il cuore aperto verso quei dipinti, che pur non essendo perfetti, riuscivano a trasmettere ciò che voleva emergere.
Nel volume dialoghi continuamente con la tua “me interstellare”. Chi rappresenta questa presenza e cosa ha insegnato a Rosanna, donna e artista?
Ho immaginato di dare ascolto al cuore. La “me interstellare” rappresenta la versione più evoluta e saggia capace di guardare la vita terrena dall’alto con assoluta chiarezza. Quella parte che libera dai blocchi, paure, incertezze e limiti sociali, praticamente è una mente più evoluta. Quante volte siamo confusi e non riusciamo a comprendere cosa ci sta succedendo, la mente razionale attraverso vissuti ed esperienze spesso condizionanti, veniamo limitati nella nostra libera espressione del nostro vero se. Lei diventa guida ed intuizione.
Sei educatrice, insegni yoga e porti avanti il progetto La Via Danzata. In che modo queste esperienze dialogano tra loro e quanto hanno influenzato la nascita del libro?
Bello che tu me lo abbia chiesto. La danza è stata la mia prima forma d’arte ed espressione senza linguaggio verbale. Con il tempo, purtroppo per motivi personali, ho dovuto abbandonare dopo il diploma in danza classica e moderna, per intraprendere la carriera scolastica accettando di lavorare come educatrice. Ma un pezzo nel mio cerchio di vita continuava a mancare, decido quindi di riprendere il movimento attraverso lo yoga e la meditazione diventa per me spazio di ascolto profondo. Dopo aver scritto il libro diventa chiaro per me continuare con la danza trasformando il mio percorso con “La via danzata”, una formazione che completa la mia ricerca interiore, attraverso la quale, curo la forma pratica con quella teorica sulle origini della danza attraverso le diverse culture nel mondo con approccio filosofico culturale antropologico. In questa visione diventa una filosofia vissuta con linguaggio universale. Il corpo in movimento senza coreografie ma semplicemente seguendo il proprio sentire. Senza più separazione ma unendo corpo e spirito.
La pittura occupa un ruolo centrale nella tua vita. Che cosa rappresenta per te dipingere e quali emozioni riesci a raccontare attraverso un’immagine che le parole, da sole, non riuscirebbero a esprimere?
Quando dipingo, il mondo intorno a me si ferma, io dipingo non per creare un qualcosa che in maniera perfetta deve mostrarsi nella tecnica, per me ciò che accade, accade e basta. Diventa uno spazio di pura connessione con ciò che attraverso i colori su tela, prende forma in un linguaggio sottile ma puro, vero, senza schemi, senza interpretazione, semplicemente emozione.
Nel libro scrivi: “Questo non è solo il mio viaggio. È uno specchio.” Qual è il messaggio che desideri lasciare ai lettori che stanno vivendo un momento di cambiamento o di ricerca personale?
Voglio trasmettere al lettore, che non è solo in questa esperienza chiamata vita. Si parla di individualità e separazione da sempre, ma quando attraversi processi di trasformazione, sembra tutto molto difficile, la presenza di una versione di te attraverso il vissuto di chi ti capisce non ti fa sentire solo, e quindi ti porta ad avere fiducia nel processo. L’arte per me è diventata maestra. Ognuno di noi ne ha una. Scoprire il proprio talento aiuta a scoprire sé stessi.
Dopo Luce nei colori dell’anima, quali sono i tuoi progetti futuri? Stai lavorando a nuovi libri, esposizioni o percorsi legati allo yoga, alla pittura e alla crescita personale?
Grazie Francesco per dar voce al mio progetto. “Luce nei colori dell’anima” lo chiamo infatti il mio passaporto, un modo per mettere insieme tutte le diverse discipline che vivo. Diciamo che ho messo ordine in questo caos.
“La via danzata” in connessione alla pittura diventano laboratori creativi, workshop ed esperienze di crescita personale tra movimento ed espressione pittorica. Diventa uno spazio di trasformazione, incontri e leggerezza. Attraverso la danza spontanea e guida al movimento naturale del proprio corpo e la pittura intuitiva, diamo vita a weekend esperienziali dedicati a chi desidera conoscersi veramente e profondamente, liberare le proprie emozioni e riscoprire la gioia della condivisione. Attraverso questo percorso nasce una certezza, e cioè, la vita non va subita, ma dire che va vissuta, vuol dire non solo liberarsi dal dolore ma attraversarlo per trasformarlo, la vita va celebrata, perché ogni nostra esperienza in fondo e una danza meravigliosa.
Un invito ad ascoltare la propria luce
Luce nei colori dell’anima non pretende di offrire verità assolute. Piuttosto, invita il lettore a fermarsi e ad ascoltarsi.
Come scrive Rosanna:
«Da bambina mi dicevano che ero distratta, sempre con la testa tra le nuvole. Non sapevano che proprio lì, tra le nuvole, stavo dialogando con l’universo. Poi tornavo con i piedi a terra… semplicemente dopo aver accolto e custodito quel messaggio. Perché a volte bisogna sognare, per rendere la realtà più viva, più autentica, più creativa.»
Sono parole che raccontano un modo diverso di guardare il mondo.
Un invito a rallentare, ad avere il coraggio di ascoltare ciò che spesso rimane in silenzio e a riconoscere che, forse, la luce che cerchiamo fuori è già presente dentro di noi.
Perché, come suggerisce Rosanna Pellegrino, l’anima non è qualcosa da spiegare, ma un’esperienza da vivere. E ogni sogno, ogni colore e ogni dipinto possono diventare il primo passo verso quel ritorno a sé stessi che, in fondo, accompagna ogni essere umano.