Martina Notari e l’Ecosofia: la saggezza del vivere in relazione

Ci sono voci che sanno riportarci a casa. Non a una casa fatta di muri, ma a quella più profonda: la nostra appartenenza alla Natura.
La voce di Martina Notari, giornalista e divulgatrice di Ecosofia, è una di queste.

Da anni Martina accompagna le persone in un viaggio di riconnessione con il mondo naturale — un cammino che intreccia filosofia, scienza e naturopatia, tre linguaggi che insieme costruiscono una nuova forma di conoscenza: la saggezza ecologica.

“Concedetevi due ore di lentezza e meraviglia: scoprirete che il cambiamento è possibile, e che la Natura ha già tutto quello che serve per rigenerarci.”
— Martina Notari

Ecosofia: la saggezza della Terra

Il termine Ecosofia nasce dal filosofo norvegese Arne Næss, che negli anni ’70 unì oikos (casa) e sophia (sapienza).
Letteralmente significa “la saggezza della casa comune”, ma nella sua profondità racchiude molto di più: è un modo di vivere che riconosce l’uomo non come dominatore, ma come parte viva e fragile di una rete di relazioni.

È una visione del mondo che trova eco anche nelle parole di Michael Maffesoli, autore di “Ecosofia. Un’ecologia per il nostro tempo”, dove invita a riscoprire la comunità e la dimensione sensibile dell’esistenza.
Allo stesso modo, Raimon Panikkar, in “Ecosofia. La nuova saggezza. Per una spiritualità della terra”, ci ricorda che l’ecologia più autentica è quella che unisce corpo e spirito, materia e sacralità.

L’Ecosofia, dunque, non è solo pensiero, ma una pratica di vita:

 

    • non più l’uomo al centro, ma l’uomo dentro il vivente;

    • non più la Natura come sfondo, ma come maestra di equilibrio e cura;

    • non più separazione tra corpo, mente e ambiente, ma una rete di connessioni da abitare con consapevolezza.

Un sapere che unisce filosofia e scienza

L’intuizione ecosofica di Næss trova oggi solide conferme anche nella scienza.
Le ricerche di psicologia ambientale e neuroscienze mostrano che la Natura ha effetti rigenerativi misurabili:

 

    • La Attention Restoration Theory (Stephen e Rachel Kaplan, 1989) spiega che il contatto con la natura rigenera la mente e l’attenzione.

    • La Stress Recovery Theory (Roger Ulrich, 1984) dimostra che ambienti naturali riducono lo stress e favoriscono il benessere psicofisico.

    • La Biofilia (Edward O. Wilson, 1984) rivela un bisogno innato di connessione con la vita, radicato nella nostra evoluzione.

La Natura, dunque, non è solo bellezza: è prevenzione, equilibrio, guarigione.

 

L’Ecosofia secondo Martina Notari

Per Martina Notari, l’Ecosofia rappresenta la sintesi del suo percorso personale e professionale: la filosofia le ha insegnato a cercare senso, la naturopatia le ha mostrato l’equilibrio corpo–mente, il giornalismo le ha dato gli strumenti per osservare e raccontare.

Nel suo lavoro la Natura non è uno sfondo, ma un interlocutore.
Martina parla di relazione millenaria con il vivente, di ascolto profondo e di lentezza come atto rivoluzionario.
La sua Ecosofia è viva, concreta, quotidiana: un invito a riscoprire la reciprocità che unisce ogni forma di vita.

Come scrive Andrea Staid in “Essere Natura” (Utet, 2023):

“Pensare l’ambiente come un territorio di relazioni e non come qualcosa da dominare è la grande sfida del futuro.”

Ed è proprio da questa sfida che nasce la ricerca di Martina.

 

Il Metodo Farfalla: piccoli gesti che generano grandi cambiamenti

Dal suo percorso prende forma il Metodo Farfalla, un approccio originale che integra filosofia, scienza e naturopatia in esperienze di benessere e consapevolezza.

Il nome evoca il celebre “effetto farfalla”: anche un piccolo gesto — un respiro, un passo consapevole, un momento di silenzio — può generare trasformazioni profonde.
È un invito a riscoprire la potenza della leggerezza e la delicatezza come forma di forza.

Il Metodo Farfalla è il cuore delle sue Immersioni nella Natura, esperienze in cui la Terra diventa spazio di cura, ascolto e riequilibrio.
Un metodo che unisce poesia e scienza, spiritualità e concretezza, e che porta le persone a riconnettersi con sé stesse e con il mondo naturale.

 

 

Martina Notari – Dentro l’Ecosofia

 

Martina, cosa ti ha portata a dedicare la tua vita alla Natura e alla divulgazione ecosofica?

Credo che a un certo punto della vita ognuno di noi senta il bisogno di tornare a casa. Dove casa è quello spazio che ti accoglie, senza giudizio, e ti permette di essere te stessa o te stesso con tutte le tue imperfezioni.
La mia casa è sempre stata la Natura.

La natura ha accolto i miei momenti di tristezza, di difficoltà, di incertezza.

Nella Natura ho vissuto alcune delle transizioni più importanti della mia vita: a 20 anni, dopo la morte del mio babbo, ho percorso i sentieri del Cammino di Santiago in cerca di me stessa, a 36 anni mi sono sposata circondata dal verde, in un giardino di rose e agrumi, e poco dopo, incinta di Diana, ho camminato lungo i sentieri del Trentino, respirando l’odore degli alberi, dei prati bagnati e dei fiori montani.

La natura mi ha vista in ogni mia forma, mi ha restituito chiarezza, consapevolezza e pezzi di me stessa talvolta persi per la strada della vita.

Le restituisco il favore perché so che non c’è cosa più importante del legame che abbiamo con lei. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di un alfabeto nuovo per reimparare a vivere. O forse di un alfabeto antichissimo.

 

Il termine “Ecosofia” è centrale nel tuo lavoro. Come lo spiegheresti a chi lo sente per la prima volta?

L’Ecosofia è la sapienza della relazione.

È capire che ogni cosa, una foglia, un pensiero, un’emozione, un gesto – esiste dentro una rete più grande.
Non siamo individui separati, ma nodi di un ecosistema.

Ecosofia significa proprio questo: pensare, sentire e agire non “al centro del mondo”, ma “dentro il mondo”.
È una filosofia incarnata, concreta, che ci insegna a scegliere in modo più consapevole, più lento, più umano.

 

Filosofia, naturopatia, giornalismo: come si intrecciano nel tuo lavoro?

Sono tre linguaggi che, insieme, diventano un’unica voce.

 

    • La filosofia mi ha dato il pensiero critico, la capacità di leggere il mondo in profondità.

    • La naturopatia mi ha insegnato che il corpo e la natura parlano la stessa lingua.

    • Il giornalismo mi ha dato il dono della narrazione, della chiarezza, dell’ascolto.

Oggi li uso insieme per raccontare la Natura non come “paesaggio”, ma come maestra, specchio e cura.
La divulgazione, per me, è un atto d’amore: trasformare conoscenza complessa in parole che raggiungono davvero le persone.

 

Hai ideato il Metodo Farfalla. Da dove nasce e cosa rappresenta?

Il Metodo Farfalla nasce da una lunga metamorfosi personale e da un simbolo che mi sta molto a cuore, la farfalla. La farfalla mi ha sempre ricordato il valore delle piccole cose e l’importanza della leggerezza.
Si chiama così perché unisce tre dimensioni:

 

    • radicamento (la fase del bruco),

    • trasformazione interiore (la crisalide),

    • manifestazione autentica (la farfalla).

È un percorso che aiuta le persone a riconnettersi alla propria natura, sciogliere ciò che le blocca e ritrovare una forma di presenza più libera.
Non è una tecnica, è un processo: naturale, ciclico, profondamente umano.

In fisica l’Effetto Farfalla è descritto così: un piccolo battito di ali può provocare un terremoto dall’altra parte del mondo.

 

Le immersioni nella Natura: cosa accade e cosa cambia nelle persone?

Le immersioni nella Natura non sono semplici eventi, ma veri e propri micro-laboratori di ecosofia applicata.
Non hanno lo scopo di “intrattenere”, ma di creare un contesto sicuro, misurabile e ripetibile, in cui la natura diventa lo spazio di cura, riequilibrio e ascolto.

Come funzionano le immersioni:

    • Osservazione e radicamento: esercizi semplici, come il contatto dei piedi nudi con la terra, per ritrovare stabilità e presenza.

    • Camminata consapevole: un passo dopo l’altro senza meta, secondo l’insegnamento del maestro buddista Thich Nhat Hanh, per riscoprire il piacere di camminare senza correre.

    • Silenzio: uno spazio di sospensione che permette di ascoltare sé stessi e il mondo intorno, spesso dimenticato nella vita quotidiana.

    • Pratiche integrate: yoga, meditazione o altre discipline che arricchiscono l’esperienza grazie alla collaborazione con professionisti di fiducia.

Misurare il cambiamento:

Ogni partecipante compila un test di autovalutazione prima e dopo l’immersione.
Attraverso semplici domande su attenzione, stress, equilibrio corpo-mente e presenza, è possibile misurare l’efficacia dell’esperienza in modo tangibile.
Questo approccio unisce poesia e scienza, emozione e metodo, permettendo a ciascuno di vedere la propria evoluzione.

Per chi sono pensate:

Le immersioni sono accessibili a tutti:

    • a chi desidera ritrovare calma e chiarezza;

    • a chi vive periodi di stress, ansia, iperconnessione digitale;

    • a chi vuole sperimentare la natura come alleata di benessere e crescita personale.

Progetti futuri: cosa sogni per diffondere l’Ecosofia?

Ho molti progetti, ma un unico orizzonte: portare sempre più persone a vivere un rapporto vivo con la Natura.

Tra le cose che sto costruendo:

    • un’associazione o una società benefit (ancora devo capire la forma) dedicata alla cultura ecosofica e alle immersioni naturalistiche;

    • nuovi formati di divulgazione, tra cui podcast, video e una trasmissione televisiva sulla relazione uomo–natura;

    • progetti dedicati alle scuole, alle famiglie e agli adolescenti;

    • la creazione di un centro ecosofico dove natura, scienza e educazione si incontrano;

    • la pubblicazione di libri e strumenti che aiutino a portare la natura nella quotidianità.

Il mio desiderio è semplice: che le persone tornino a sentire di appartenere alla Terra. Perché quando lo senti davvero, tutto cambia: il modo in cui vivi, scegli, lavori, ami.

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